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    La previsione degli eventi idrologici critici nella difesa dalle piene fluviali: aspetti metodologici ed esempi applicativi

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    Nella pianificazione di un bacino idrografico risultano di crescente importanza, in un' ottica di prevenzione dalle piene, ricerche di dettaglio sulle piogge eccezionali, sia per quelle di notevole intensità e breve durata che per quelle di più giorni consecutivi; in questa tematica, possono essere adottate metodologie atte alla stima delle precipitazioni critiche, ragguagliate a qualunque porzione di territorio, in rapporto a qualsiasi combinazione di durata e tempo di ritorno. La valutazione e la previsione delle portate di massima piena vengono spesso effettuate, in mancanza di dati idrometrografici, con l'ausilio di formule empiriche che non sembrano sempre offrire un sufficiente grado di attendibilità, in quanto non tengono nel debito conto i principali parametri che incidono sul deflusso in relazione a particolari eventi meteorici. Una soluzione al problema, in condizioni critiche, scaturisce dall'applicazione di un criterio di determinazione (di tipo «razionale») basato sui tempi di corrivazione e sulle precipitazioni massime corrispondenti: in generale; ciò consente di stimare, per ogni asta fluviale ed in qualsiasi sezione del corso d'acqua, le massime portate di piena in modo da commisurare ad esse i più adeguati interventi di difesa. Allo scopo di definire l'efficacia delle azioni di difesa attiva (che sono costituite soprattutto da una coerente regolamentazione dell'uso del suolo) rispetto alle opere di difesa passiva, è di notevole interesse conoscere l'influenza delle varie componenti fisiche di un territorio sul relativo deflusso superficiale: tra queste la copertura vegetale, dato che essa risulta il para-metro soggetto alla maggiore variabilità temporale. Indagini sui rapporti tra la rilevanza areale delle varie tipologie di uso del suolo e gli eventi di piena probabili hanno consentito di individuare una metodologia, fondata sulla stima del coefficiente di deflusso su basi fisiografiche, che permette di progettare configurazioni di regimazione delle piene agendo sulla ripartizione quali-quantitativa dell'uso del suolo. Le suddette metodologie vengono presentate con riferimento ad esempi applicativi relativi a vari bacini idrografici della Toscana meridionale

    Un ecosistema dipendente dalle acque sotterranee: la Pineta Granducale del Parco della Maremma

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    Le acque sotterranee rappresentano la linfa di quell’organismo complesso che è l’Ambiente, sviluppato nello spazio e nel tempo, nel quale materia ed energia sono continuamente trasferite tra i comparti che lo compongono. Gli ecosistemi che richiedono l’accesso all’acqua sotterranea per soddisfare tutti o alcuni dei loro fabbisogni idrici su base permanente o intermittente, in modo da mantenere le loro comunità di piante e animali, processi e servizi biosistemici, sono noti come ecosistemi dipendenti dalle acque sotterranee (Groundwater Dependent Ecosystem = GDE). I GDE sono ambienti naturali complessi e dinamici particolarmente sensibili alla variazione dei regimi naturali di flusso e alla salinizzazione o inquinamento delle acque sotterranee; la loro protezione è particolarmente problematica a causa delle lacune di conoscenza esistenti all’intersezione tra idrogeologia ed ecologia

    S.I.P.S.: Sistema parametrico semplificato per la valutazione della vulnerabilità degli acquiferiall'inquinamento alla scala di area vasta

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    Per la rappresentazione cartografica della vulnerabilità intrinseca degli acquiferi all’inquinamento della Provincia di Siena è stato messo a punto un nuovo sistema parametrico semplificato. Il sistema è contraddistinto con l’acronimo S.I.P.S. dalle iniziali dei quattro parametri presi in considerazione per valutare la vulnerabilità intrinseca del primo acquifero: Soggiacenza, Infiltrazione, Permeabilità, acclività della Superficie topografica. Questa nuova applicazione prende spunto dal già ben noto e collaudato S.I.N.T.A.C.S. (Civita e De Maio, 1997) e ne rappresenta una nuova lettura e semplificazione. Il modello S.I.P.S. si basa sullo stesso principio di altri modelli già ampiamente diffusi e applicati: 1. Vengono selezionati i parametri mediante i quali si intende valutare la vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento, tenendo ben in conto l’effettiva tipologia, frequenza e validità delle informazioni di base necessarie esistenti ed ottenibili nel territorio di interesse; 2. A ciascun parametro selezionato, suddiviso per intervalli di valori e/o tipologie dichiarate, viene attribuito un punteggio crescente in funzione dell’importanza che esso assume nella valutazione complessiva finale; 3. I punteggi ottenuti per ciascun parametro possono essere sommati tra loro o incrociati in una matrice o ancora, moltiplicati per stringhe di pesi che descrivano la situazione idrogeologica e/o d’impatto, enfatizzando in misura diversa l’azione e l’importanza dei vari parametri. Questo metodo rappresenta quindi un ottimo compromesso fra il metodo GNDCI-CNR (zonazione per aree omogenee) e la metodologia strettamente parametrica S.I.N.T.A.C.S quando la valutazione della vulnerabilità viene effettuata con finalità strategiche e pianificatorie, per grandi aree, con una non uniformità della distribuzione di dati idrogeologici come può essere un territorio provinciale.In order to map the intrinsic vulnerability to pollution of the aquifers in the province of Siena, a new parametric system has been elaborated distinguished by the acronym S.I.P.S. given by the initials of the four parameters considered in the evaluation of the intrinsic vulnerability of the first aquifer: Depth to water, Infiltration, Permeability, Slope. This new application is inspired by the well known SINTACS of which it represents a new simplified interpretation. The S.I.P.S. model is based on the same principal as others: each parameter chosen, divided into intervals of values, is given an increasing number of points according to its importance in the overall final evaluation; the points obtained for each parameter can be summed together or crossed in a matrix, or even multiplied by a string of weights that describe the hydrogeological situation and/or situation of impact, distinctly emphasizing the action and importance of the various parameters

    The alluvial aquifer of the river Roja in Ventimiglia Numerical flow modelling in temporary regime and instructions concerning transportation

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    The aquifer modelled in this study is approximately 3 km long and 450-600 m wide and is hosted in Quaternary alluvial and detrital sediments that crop out to the north of Ventimiglia (Liguria, Italy), covering about 2 km2 at the confluence of the Roia river and the Bevera torrent. The aquifer is of strategic regional and crossborder importance, providing drinking water to part of Liguria and the French coast. Starting from a conceptual model of the aquifer, numerical transient regime flow and solute transport models were developed. The two watercourses, and especially the Roia, were found to play a key role in this aquifer system. Analysis of the overall water budget and those of the various sectors showed that exchange of water between the watercourses and the aquifer compensated the volumes pumped from the wells

    Studio per la definizione del bilancio idrico del bacino transfrontaliero del fiume Roja

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    L'area indagata è il bacino idrografico del Fiume Roja (670 km2) situato nella Regione Liguria (Italy) e nel distretto francese delle Alpi Marittime; l’indagine è stata eseguita in adempimento del D.Lgs. 152/2006 ed è inserita nel Progetto della Comunità Europea Interreg IIIA Alcotra “Eurobassin - Piano di bacino transfrontaliero del Fiume Roja”. Scopo dello studio è la valutazione delle risorse idriche complessive del bacino e della loro ripartizione in superficiali e sotterranee con riferimento all’anno idrologico medio 1969-1998. I risultati del bilancio idrico mostrano che la risorsa idrica potenzialmente utilizzabile alla foce è pari a 372 x 106 di m3/anno; la somma della risorsa totale interna con l'apporto sotterraneo esterno fornisce la risorsa rinnovabile totale naturale, che è risultata pari a 504 x 106 m3/anno. Lo studio ha anche evidenziato che l’importanza strategica del bacino giustifica la progettazione e la programmazione di un sistema integrato italo-francese di rilevamento finalizzato ad incrementare le conoscenze su usi e spostamenti dei quantitativi d’acqua, per commisurare i consumi alle effettive disponibilità della risorsa rinnovabile, ed a realizzare un’adeguata distribuzione delle stazioni pluvio-termometriche, oggi disomogenea ed insufficiente per valutazioni di maggior dettaglio.The investigated drainage basin of the River Roja lies in the Liguria Region of Italy and in the French Maritime Alps ; the study was completed within the context of the European Community Project Interreg IIIA Alcotra “Eurobassin - Piano di bacino transfrontaliero del Fiume Roja”. The study aimed to estimate the total water resource in the basin and its surface and ground water distribution and referring to the average hydrological year 1969-1998. Water budget results indicate that the potential water resource at the mouth is equal to 372 x 106 m3/year; the sum of the total internal resource and the external input of groundwater yields the total renewable natural resource, which is equal to 504 x 106 m3/year. Findings suggest that the strategic importance of the basin is such that an integrated Italian-French monitoring system must be planned and implemented

    Modello concettuale dell'acquifero carbonatico della Montagnola Senese

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    L’acquifero della Montagnola Senese (conosciuto come “Luco”) è un importante serbatoio idrico strategico della Toscana Meridionale. Con questo studio si è approfondito le conoscenze per una caratterizzazione geometrico-strutturale, idrodinamica e idrochimica dell’acquifero e per la realizzazione di un modello concettuale dello stesso. La valutazione della ricarica dell’acquifero ha seguito due strade: la prima attraverso la valutazione indiretta dell’infiltrazione totale in relazione all’eccedenza idrica calcolata che ha portato a stimare la ricarica media in oltre 21•106 m3/anno, la seconda, basata sulle escursioni dei livelli piezometrici di falda misurati stimata in circa 19,2•106 m3/anno. Per quanto concerne la riserva idrica la sua valutazione è dell’ordine di 1,6•109 m3, vale a dire circa 100 volte superiore alla risorsa dinamica. Infine, se confrontiamo le valutazioni della risorsa rinnovabile con l’attuale domanda d’acqua ad uso idropotabile si nota che risulta teoricamente possibile un ulteriore utilizzo della falda ospitata nell’acquifero.The Montagnola Senese aquifer (known as the “Luco”) is an important and strategic water reserve in Southern Tuscany. With this study we have furthered our knowledge for the geometrical/structural, hydrodynamic and hydrochemical characterization of the aquifer and for the development of a conceptual model of it. The evaluation of the aquifer’s recharge followed two paths: the first carried out by means of an indirect evaluation of the total infiltration in comparison to the water surplus, which lead to an estimate of an average recharge of over 21 million m3 /year; the second based on the changes measured in the aquifer’s piezometric levels, estimated at approximately 20 million m3 /year. As far as the water reserve is concerned, it is evaluated at around 1.6 billion m3 , that is to say about 100 times greater than the dynamic resource
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