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    Architettura morbida. Vita contemporanea tra nuovi spazi e tecnologie

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    Quali sono le strategie progettuali da adottare in un periodo di importanti cambiamenti sociali–climatici–politici? L’ambiente costruito è capace di adattarsi ai mutamenti continui della società (sempre più imprevedibili) continuando a soddisfare le esigenze dell’abitare contemporaneo? Quali azioni noi architetti/ricercatori, operanti nell’ambito dell’architettura e dell’edilizia, dobbiamo adottare per proporre un avanzamento della disciplina architettonica? Il volume vuole essere uno strumento di supporto per rispondere a queste domande. Con il termine “morbido” si descrive un processo che parte dalla qualità dei materiali, evoca nuovi tratti caratteriali, definisce strategie sociali e modelli di pensiero sistemico. Ha l’intento di innescare un nuovo approccio progettuale transdisciplinare e multiscalare, adatto ad affrontare le complessità urbane contemporanee e le loro continue trasformazioni

    Ricostruire con leggerezza. il caso del tempietto della Madonna del Sole a Capodacqua (Arquata del Tronto).

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    A seguito dei fenomeni sismici sono venute meno alcune icone simboliche che rappresentavano la permanenza stessa delle comunità nei luoghi, anche al di là della presenza delle persone. Attraverso il caso studio del santuario della Madonna del Sole ad Arquata del Tronto, si è ragionato sull’ipotesi di ricostruire alcune architetture simboliche utilizzando sistemi temporanei e leggeri, tali da poter essere allo stesso tempo in grado di rievocare la magia e il fascino dei volumi e degli spazi delle architetture originarie, e rendere immediatamente visibili e comunicabili le perdite subite e la necessità di una più duratura ricostruzione. Subito dopo il sisma di agosto 2016 l’Istat stimava in 293 il numero dei monumenti (chiese, palazzi, eremi, ecc) distrutti o totalmente inagibili (https://www.istat.it/it/files//2016/09/Focus-sisma- 15sett2016.pdf); cifra aumentata ulteriormente a seguito delle successive scosse di ottobre 2016 e di gennaio 2017. I tempi del censimento e della ricostruzione dei beni immobili di rilevanza storico-artistica saranno inevitabilmente lunghi e, per alcuni di essi, non sarà possibile pensare ad una ricostruzione nel luogo stesso dove erano collocati. Da questo punto di vista il caso di Arquata del Tronto rappresenta una situazione emblematica. Date queste premesse si intende presentare un progetto che ha l’intento di riprendere alcune interessanti esperienze attuate da artisti come Edoardo Tresoldi, come per esempio il “restauro (ma potremmo dire vera e propria ricostruzione) della basilica paleocristiana Santa Maria di Siponto che l’ha portato alla ribalta internazionale” (https://ilmanifesto.it/ sculture-trasparenti-in-un-paesaggio-sonoro/). La proposta che viene presentata utilizza una struttura lignea e un materiale innovativo, I-Mesh, particolarmente adatto a ricostruire un’idea di spazio e di volume, attraverso un intreccio di fibre dai colori cangianti e dal carattere empatico. Il materiale è in grado di restituire l’effetto e la cromaticità della pietra, pur essendo leggerissimo, come un tessuto

    Architettura effimera per la ricostruzione. ANASTILOSI (Con)temporanea

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    A seguito del terremoto avvenuto nel centro Italia nel 2016, molte delle icone artistiche/architettoniche sono rimaste fortemente danneggiate, generando una profonda frattura sociale nelle comunità locali. Il caso studio della Madonna del Sole di Capodacqua è una riflessione sui modelli di sviluppo nel processo della ricostruzione. Propone un’architettura effimera che vuole colmare il “gap temporale” che va dal momento della distruzione all’effettivo restauro del manufatto, attraverso una nuova tecnica qui definita “anastilosi (con)temporanea”; una ricostruzione non in loco del volume e dei caratteri simbolici del monumento, con tecniche leggere e reversibili. La ricomposizione del volume avviene mediante una struttura in legno che riproduce la forma e le proporzioni del volume originale, intervallata da lamelle verticali in I-Mesh, tessuto innovativo composto da fibre minerali intrecciate secondo una maglia multiassiale. L’istallazione è un Landmark, un’architettura virtuale, al contempo materiale, che consente una fruizione in differita del santuario, dichiarando la temporaneità dell’allestimento attraverso l’idea della leggerezza e del movimento. Si ritiene importante restituire, attraverso istallazioni temporanee, un rapporto fecondo tra storia e contemporaneità, generando diverse opportunità di fruizione e promozione turistica, puntando ad un pubblico interessato a comprendere e scoprire le opere non più visitabili per effetto del terremoto

    Density - intensity. Material and immaterial elements in assessing urban quality

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    La ricerca si pone come obiettivo quello di pervenire ad un bilancio critico scientifico su alcuni aspetti relativi al tema della “resilienza urbana”, per offrire a pianificatori e decisori uno strumento agile di intervento per la mitigazione delle temperature nelle aree urbane: densificazione, morfologia, materiali sono criteri utilizzati per suggerire strategie volte a migliorare la qualità della vita nelle città. Il punto di vista indagato analizza il cambiamento climatico e la sua connessione antropica, la densità urbana e la sua valenza energetica, l’evoluzione materica e la gestione del comfort ambientale, considerando il rapporto orizzontale/ verticale come uno dei parametri morfologici capaci di determinare la relazione tra densità, forma degli spazi e isola di calore urbana. Parole Chiave: Cambiamenti climatici; Tecnologie per l’ambiente costruito; Isola di calore urbano.Abstract. The objective of this research is to produce a critical scientific analysis of some aspects related to urban resilience to offer planners and decision-makers a deft intervention tool to mitigate high temperatures in urban areas. Densification, morphology, and materials are used to suggest strategies aimed at improving the quality of life in cities. This point of view analyses climate change and its connection to humans, urban density and its energy value, the evolution of materials, and the management of environmental comfort, considering the horizontal/vertical relationship as one of the morphological parameters capable of determining the connections between density, the form of the spaces, and the urban heat island. Keywords: Climate change; Technologies for the built environment; Urban heat island

    Cityrhythm

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    This marks the first stable, feature-complete version of our advanced geospatial data visualisation dashboard. CityRhythm provides a powerful platform for exploring and understanding complex urban dynamics through an interactive map interface. This release consolidates all core functionalities into a robust and performant application, ready for demonstration and further development. Key Features in this Release Interactive Map Dashboard: A fully-featured map interface powered by Mapbox GL JS, allowing smooth panning, zooming, and 3D visualisation of terrain and buildings. Comprehensive Data Layers: Support for multiple, toggleable data layers, including KML areas, POI spots, presence density, and Local Climate Zones (LCZ). Dynamic Timeline Analysis: A 168-hour timeline control enables users to explore how footfall, demographics, and visitor interests change throughout the week. Detailed Analytics Sidebar: On selecting a map area, a context-aware sidebar appears, populated with interactive charts from ECharts. It displays detailed statistics on: Average Presence (Footfall) Demographics (Gender, Age) Geographic Origin (Provinces and Countries) Visitor Interests (via a dynamic word cloud) Visit Frequency Synthetic Crowdedness Engine: A sophisticated algorithm that estimates crowd levels in areas without direct sensor data. It uses a weighted K-Nearest Neighbours approach based on distance and Jaccard similarity of associated tags, enabling a more complete view of urban activity. Advanced Population Simulation: Visitor presence is rendered as thousands of individual points with organic, "swarming" animations driven by a Perlin noise function. The point distribution is intelligently weighted by the synthetic crowdedness engine, creating a realistic and visually compelling simulation. Dynamic UHI Risk Visualisation: The Urban Heat Island (UHI) risk layer is not static. Its visibility dynamically adapts based on a combination of the area's intrinsic risk and the real-time density of simulated presence, effectively highlighting zones of highest combined risk. Cross-Filtering Interaction: Clicking on a chart in the sidebar (e.g., gender distribution) instantly re-colours the presence points on the map to match, providing powerful and intuitive visual feedback. What's Next While v1.0.0 represents a major milestone, we are already looking ahead. Future development will focus on: Performance optimizations for even larger datasets. Expanding the range of supported data sources and types. Adding more advanced analytical and predictive features. Thank you to everyone who has followed the project's development. We welcome feedback and contributions as we continue to evolve CityRhythm

    ARCHITETTURA MORBIDA: vita contemporanea tra nuovi spazi e tecnologie.

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    The term “soft architecture” defines an urban design strategy that opposes to systems which are static, permanent and hard. The strategy implies the adoption of a not traditional scalar approach which involves multiple specializations and the introduction of new design parameters. It starts at the material scale, with the connection the encounter establishes with it and it ends outlining new relations and mutable adaptive models, that define novel urban architectural transformations. A new soft strategy that like a dress it’s placed on the skin of the city and it changes depending on social, temporal and climatic needs. The resulting design produced by this approach has an artistic soul influenced by the use of architectural technology and of artificial intelligence networks

    Antiarchitettura o architettura morbida?

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    La presentazione vuole sottolineare la ripresa di un filone di ricerca, quello di un'architettura adattiva e non autoreferenziale, iniziato in un periodo fecondo di idee con architetti che hanno saputo dare negli anni '70 del novecento spunti di innovazione sull'architettura ancora oggi attuali e più che mai percorribili

    Anastilosi temporanea. Il caso del tempietto della Madonna del Sole a Capodacqua (Arquata del Tronto, AP)

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    A seguito dei fenomeni sismici sono venute meno alcune icone che rappresentavano la permanenza delle comunità nei luoghi, anche al di là della presenza delle persone. Attraverso il caso studio del santuario della Madonna del Sole di Capodacqua (Arquata del Tronto,AP) si è ragionato sul ricostruire alcune architetture simboliche,utilizzando sistemi temporanei e leggeri, tali da rievocare la magia e il fascino dei volumi e degli spazi delle architetture originarie,rendendo immediatamente visibili e comunicabili le perdite subite e la necessità di una più duratura ricostruzione. Subito dopo il sisma dell’agosto 2016 l’Istat (2016 )stimava in 293 il numero dei monumenti (chiese,palazzi,eremi,ecc) distrutti o totalmente inagibili; cifra aumentata ulteriormente a seguito delle successive scosse di ottobre 2016 e di gennaio 2017. I tempi del censimento e della ricostruzione dei beni immobili di rilevanza storico-artistica saranno inevitabilmente lunghi e, per alcuni di essi, non sarà possibile pensare ad una ricostruzione nel luogo stesso dove erano collocati. Da questo punto di vista il caso di Arquata del Tronto rappresenta una situazione emblematica. Date queste premesse si intende presentare un progetto che ha l’intento di riprendere alcune interessanti esperienze attuate da artisti come Edoardo Tresoldi che, nella basilica paleocristiana di Santa Maria di Siponto,ha riposto l’antico volume attraverso una visione effimera,realizzata con armatura a maglia metallica che ha portato l’istallazione alla ribalta internazionale”. La proposta utilizza una struttura lignea e un materiale innovativo, IMesh, particolarmente adatto a ricostruire un’idea di spazio e di volume, attraverso un intreccio di fibre dai colori cangianti e dal carattere empatico. Il materiale è in grado di restituire l’effetto e la cromaticità della pietra, pur essendo leggerissimo, come un tessuto

    Resilienza urbana: il futuro dei centri commerciali

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    Indagini statistiche dimostrano che dopo la recente pandemia sono entrate in crisi molte attività che richiamano consistenti flussi di persone, tra cui i centri commerciali. L’obiettivo dello studio è quello di indicare una strategia d’azione rigenerativa, finalizzata alla riconfigurazione di aree urbane a prevalente destinazione commerciale. Il caso studio di Ascoli Piceno analizza e valuta gli impatti climatico-ambientali e quelli sociali attraverso metodi predittivi – utilizzando strumenti parametrici per i primi e un modello concettuale per i secondi – considerati cruciali per raggiungere risultati apprezzabili. Il centro commerciale viene identificato come tipologia ricorrente e le indicazioni strategiche individuate sono considerate replicabili, con gli inevitabili adattamenti

    Morbido

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    Quali sono le strategie progettuali da adottare in un periodo di importanti cambiamenti sociali-politici-climatici? Ovvero: l’ambiente costruito è capace di adattarsi ai cambiamenti continui, a tratti imprevedibili e soddisfare le esigenze dell’abitare contemporaneo? Quali azioni noi architetti/ricercatori, operanti nell’ambito dell’architettura e dell’edilizia, dobbiamo adottare per proporre un reale avanzamento della disciplina architettonica e garantire uno spazio sociale sostenibile? La presente ricerca ha l’obiettivo di indagare una valida alternativa ai sistemi permanenti, statici e duri, specialistici e monodisciplinari che gravitano intorno all’azione creativa, definendo una strategia progettuale che agisce nella costruzione degli habitat, nella trasformazione del paesaggio, con importanti ricadute nel settore delle costruzioni e, ultimo ma non ultimo, della produzione di componenti edilizi. Per far ciò si adotta un approccio scalare non convenzionale; si parte dall’indagine sulla composizione della materia e dal suo rapporto con il contesto e con la persona, per giungere a delineare nuovi modelli adattivi per le trasformazioni architettoniche e urbane. Una strategia morbida generatrice che, attraverso processi di costruzione tecnologica e materialità intelligente, migliora lo spazio dell’abitare contemporaneo, mettendo al centro del ragionamento le percezioni e il comfort ambientale (Olgyay, 1962). Per citare Cristiano Toraldo di Francia che negli ultimi anni della sua carriera ha fatto della morbidezza uno dei suoi punti cardine, un progetto morbido qui viene inteso «come un vestito che si poggia sulla pelle della città, si plasma su di essa e cambia a seconda delle esigenze sociali, temporali e climatiche» (Emili e Romagni, 2017) e come «un insieme di azioni puntuali agenti sull’ambiente costruito» (Guazzo, 1984). Questo approccio si basa sullo studio della materia e della sua applicazione, delineando azioni che, associate allo sviluppo di una tecnologia costruttiva low-tech, aprono un dialogo, un discorso transdisciplinare (Nava, 2019), nell’esplorazione e nella realizzazione di sistemi tecnologici innovativi e sostenibili per l’architettura. Per rafforzare la tesi si fa riferimento alle utopie e alle antiutopie degli anni 60/70, dalle quali si eredita la visione di una strategia futuribile basata sulla commistione di ambiti e sull’attenta analisi dei bisogni delle persone. Da qui si giunge a definire le caratteristiche della materialità morbida protagonista della strategia, quest’ultima in grado di innescare un interscambio proficuo tra ricerca e industria. Un’attività di “matching” tra enti di ricerca e imprese basate sul saper fare che favorisce l’incontro tra diversi modi di pensare, di strumenti e metodi. Lo scopo è di rafforzare e rendere sempre più interdipendente il legame tra ricerca e industria, in un contesto globale dinamico e mutevole, quale quello a cui oggi si deve necessariamente fare riferimento
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