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    La percezione della sintonia dialogica

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    RIEDIZIONE AGGIORNATA - Focalizzare l’attenzione su come si parla del disaccordo è uno dei principali intenti del volume. La possibilità di dissentire (sul piano dei contenuti) in sintonia (sul piano relazionale e interazionale) rappresenta l’idea guida, il motivo originario e trainante dell’intero lavoro. E’ possibile, in una conversazione in cui le posizioni, i punti di vista degli interlocutori siano distanti tra loro, stabilire comunque, a livello dialogico, una forma di intesa? La “buona forma” della comunicazione, nei suoi aspetti di cooperazione, negoziazione e supporto, può conciliarsi con il disaccordo sul piano dei contenuti? Due interlocutori possono convergere tra loro a livello interazionale e relazionale, pur divergendo quanto ad idee, opinioni, valutazioni? Che siano soprattutto i “modi” in cui il dissenso solitamente viene espresso ad incidere sull’insorgere e sullo sviluppo dei conflitti comunicativi, con effetti altamente corrosivi sul piano relazionale, è una delle ipotesi di fondo che hanno stimolato la ricerca. A partire dal presupposto che gli atteggiamenti comunicativi e relazionali abbiano degli evidenti riflessi sul piano linguistico e paralinguistico, l’Autrice individua, attraverso lo studio empirico che costituisce il nucleo del lavoro, una serie di indicatori osservabili a livello intersoggettivo che sembrano operare da condizioni strutturali della sintonia e, per converso, della distonia dialogica. Il tentativo di individuare i fattori “favorenti”, ma anche quelli “ostacolanti” la sintonia dialogica, oltre alla primaria finalità teorico-descrittiva sottende anche un progetto di tipo pratico-operativo. Il volume intende, infatti, proporsi sia come un approfondimento-suggerimento per il professionista che opera in contesti formativi che implichino una forte attenzione alle dinamiche comunicative, sia, in generale, come un invito per il lettore a riflettere sulle proprie modalità relazionali e a consapevolizzarle, anche al fine di modificarle per incrementare le proprie competenze di individuo sociale costantemente in interazione

    The Informal Counselling Sequences as Dialogic Gestalt

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    We report on a series of researches focused on a particular and recurring dialogic structure that we have defined as Informal Counselling. We have identified such dialogic structure by analysing a wide corpus of naturally-occurring conversations between people who are very close to each other (friends, partners, parent-children, siblings etc.). The concept of Informal counselling sequence will be defined. Then, the interest will be focused on some structural recursivity which shows this dialogical phenomenon and which permit us to study it as if it had a dynamic and internally organized Gestalt. In particular, we consider: (1) the internal structures of the Informal Counselling sequences; (2) the friend-counsellor’s conversational roles; (3) the “advice-giving” both as speech act and as conversational structured activity (on considering the syntactic-grammar organization and both contents and semantic-pragmatic structures)
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