1,721,185 research outputs found
Perspectives on Translating Higher Education Peer Feedback Approaches into Schools
With the aim of understanding whether the peer review processes and the implementation of the specific peer review model (Grion, Serbati, Nicol & Tino, 2017) have learning benefits in primary and secondary schools as well as in higher education, a group of researchers and practitioners carried out a research study in several Italian schools. The peer review model was implemented as a multi-case exploratory study in twelve classes. Eleven teachers and more than 200 students were involved. Pupils were asked to review their classmates’ products according to established criteria facilitated by teachers and to provide each other with feedback. Teachers’ written narratives and interviews, as well as students’ products and responses to three questionnaires were collected and analysed. Results so far show that teachers appreciated the peer review model as a valid instrument for making students active in their learning, thereby becoming more reflective in approaching their assignments and as a result, activating processes of self-assessment among their pupils (as suggested also by Harris & Brown, 2013). Their perceptions confirm the possibility of obtaining significant results also in school contexts
La pratica nella formazione alle professioni educative. I laboratori nei curricoli universitari
Il testo intende offrire a tutti coloro che si occupano di didattica universitaria e di formazione, un contributo di studio e di ricerca sui significati e sui modelli di laboratorialità possibili all’interno di percorsi formativi dell’area delle Scienze Umane, presentando inoltre proposte di modellizzazione che delineano in modo funzionale diverse articolazioni di laboratorio e alcuni esempi di buone pratiche.
Il laboratorio, ritenuto elemento fondante dei nuovi curricoli universitari sarebbe infatti in grado di “provocare” cambiamento modificando la qualità degli apprendimenti e dei curricoli. L’esperienza laboratoriale si pone come “cerniera” in grado di saldare tempi, modi e qualità della preparazione formale e della preparazione pratica, essendo in grado di integrare fra loro conoscenze e saperi di base della professione, da un lato, ed esperienze e modelli di professionalità agita, dall’altro. Proprio l’integrazione tra i saperi dichiarativi (insegnamenti), procedurali (laboratori) e contestuali (tirocinio) rende adeguati i profili culturali e professionali dei Corsi di Laurea alle dinamiche del mondo del lavoro, ritenute di fondamentale importanza nei documenti e nelle conferenze che, a partire dal Processo di Bologna, accompagnano la riflessione e la progettazione curricolare nell’istruzione superiore
L'integrazione dell'allievo disabile nel gruppo-classe. Implicazioni pedagogiche e scelte progettuali
Il contributo cerca di porre le basi di un lavoro scolastico basato sull'integrazione di un'alunna affetta da sindrome autistica e con gravi deficit cognitivi in una terza classe della scuola secondaria di primo grado. A partire dall'idea di programmazione congiunta, si è cercato di stabilire una connessione forte tra la programmazione educativo-didattica dell'alunna e quella della classe mediante la musica, per rispondere sia alle esigenze emotivo-affettive dell'alunna certificata, che per sviluppare i risultati attesi in ambito musicale al termine del triennio dai compagni. Particolare attenzione è stata posta ai ritmi di apprendimento dell'allieva disabile e al lavoro di progettazione e di realizzazione collegiale dei docenti, dell'operatrice e della famiglia. La finalità del lavoro è quella di superare l'idea del mero inserimento del disabile "grave" nella scuola e di giungere alla sua reale integrazione, aspetto che ancora incontra resistenze nella scuola secondaria
Progettare al nido. Teorie e pratiche educative
Il testo illustra gli elementi fondanti della progettualità educativa in un servizio per bambini da 0 a 3 anni arrivando a definire format di micro e di macroprogettazione. Il testo inoltre affronta tematiche quali il ruolo e le competenze dell'educatore nella sua relazione con i bambini, con le famiglie e con il personale della struttura e la predisposizione del setting educativo per quanto concerne tempi, spazi e materiali. Il volume è adatto alla formazione universitaria degli educatori della prima infanzia come pure all'aggiornamento del personale in servizio e a tutti coloro che si interessano di progettazione educativa
Musica e didattica della multimedialità
Il contributo delinea un percorso trasversale di storia e di pratica musicale per la scuola primaria. A partire dalla visione di una fonte multimediale (il cartone animato “Il Principe l’Egitto”), vengono analizzate fonti iconografiche (strumenti musicali) e scritte (Bibbia) che consentono di delineare un quadro storico-musicale della tradizione ebraica. Seguono alcune proposte pratiche (sonorizzazione di una fiaba, esecuzione di un canto e di una danza) che approfondiscono la tematica e aprono nuove piste di lavoro storico-geografiche, culturali e religiose.
In questo modo si intendono fornire strumenti operativi per gli insegnanti di scuola primaria che non possiedono una preparazione musicale di base e che intendono lavorare in modo trasversale con la musica a partire da conoscenze e competenze acquisite in altri ambiti .
A tal riguardo, vengono indicati in chiusura ulteriori materiali multimediali che fanno riferimento ad altre civiltà antiche e a diversi generi musicali come spunto per nuove progettazioni
Strumenti di valutazione nella scuola dell'infanzia
L'articolo approfondisce il tema dell'osservazione sistematica e della documentazione educativa nel passaggio tra scuola dell'infanzia e scuola primaria
La musica nella scuola: il convegno della Siem
E' la recensione di un convegno svolto a Rimini il 12 aprile 2003 sul tema "La musica nella scuola primaria tra sperimentazioni e riforma". Il convegno ha messo assieme studiosi e insegnanti e alcune Direzioni Regionali contribuendo alla riflessione sulla riforma entrante. La riforma concepisce l'educazione musicale come molto distante dai risultati delle ricerche e dal mondo dei bambini e comunque con modelli organizzativi da definire
Cartoni animati a scuola? Sì, grazie
Il contributo descrive un’esperienza di laboratorio tra quelle proposte nell’insegnamento di “Fondamenti e didattica del suono e della musica” condotta durante i Corsi abilitanti speciali per gli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia attivati presso l’Università di Padova tra il 2006 e il 2007 (DM 85/05).
In particolare, viene descritto un percorso di lavoro musicale traversale che tocca la storia, la multimedialità, l’immagine, la religione e l’intercultura. Una fonte multimediale conosciuta dai bambini (il lungometraggio “Il Principe d’Egitto) viene interrogata per ricavarne informazioni storico-musicali sulla tradizione ebraica e poi approfondita negli aspetti linguistici, motori e percettivi mediante la sonorizzazione di una fiaba tradizionale, l’esecuzione di una danza e di un canto.
In questo modo si cerca di fornire all’insegnante non specialista di musica, la possibilità di manipolare materiali non “strettamente musicali“ (come le fonti iconografiche e scritte) e di arrivare comunque a perseguire obiettivi “pienamente musicali” (saper intonare un canto, saper partecipare ad una esecuzione di gruppo, saper lavorare con alcuni strumentini didattici) accanto ad obiettivi trasversali
Insegnare musica nella scuola di base: con quali competenze?
L’articolo presenta un’indagine regionale condotta presso l’IRRE del Veneto nel 2000 che ha cercato di approfondire le problematiche relative alla formazione musicale degli insegnanti della scuola di base, rilevando in particolare i bisogni formativi in tale ambito di questi ultimi. L’indagine è stata condotta mediante strumenti sia quantitativi (questionario) che qualitativi (focus group) in 87 istituti della Regione Emergono bisogni formativi di animazione musicale, di uso dello strumentario didattico e di vocalità e direzione di coro per gli insegnanti elementari mentre prevale la richiesta di percorsi sulle tecnologie informatiche applicate alla musica tra quelli di scuola media.
Dai dati emerge in generale l’idea della musica come disciplina trasversale, approccio che permette agli insegnanti di affrontare una disciplina anche senza possedere solide competenze strettamente musicali come il saper suonare uno strumento o il saper armonizzare una melodia. Secondo gli insegnanti, la musica favorisce l’acquisizione di abilità logiche, la costruzione di quadri di civiltà, lo sviluppo della personalità e del senso critico, lo sviluppo della dimensione emotiva e comunicativa e l’affinamento del gusto estetico
Il laboratorio nei curricoli universitari per le professioni educative e formative
L’articolo descrive una ricerca che ha indagato i laboratori attivati presso sette Corsi di Laurea della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova finalizzati alla preparazione delle professioni educative e formative nel AA 2005/06.
Sulla base di ricerche precedenti che hanno evidenziato forti differenze nella concezione e attuazione dei laboratori universitari, sono stati distinti quattro modelli: il laboratorio applicativo ed operativo, il laboratorio per lo sviluppo personale e professionale, il laboratorio per l’elaborazione e la costruzione dei saperi e il laboratorio per la ricerca e la sperimentazione. I modelli sono risultati presenti in modo significativo solo nel corso di laurea in Scienze della formazione primaria.
La ricchezza delle informazioni ottenute dall’analisi dei dati, rinforzano l’idea che il laboratorio riesca a procedere positivamente verso la modificazione del percorso formativo dei corsi di laurea. Generalmente gli studenti infatti, non solo assegnano al laboratorio valenze professionali e di crescita personale, ma anche di applicazione e approfondimento degli insegnamenti teorici cogliendo un legame quasi diretto tra corsi e laboratori. Riguardo proprio all’idea di curricolo integrato, da parte di Docenti e Tutor emerge con chiarezza l’idea che il laboratorio deve o dovrebbe essere legato maggiormente agli insegnamenti, della stessa unità formativa o anche di altre, e al tirocinio.
In generale poi, sembra di poter affermare che nei corsi di laurea dove c’è maggiore chiarezza nella professione i laboratori si innestano in modo più chiaro nei curricoli
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