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    Transizioni educative. Antiche criticità e nuove sfide nei processi formativi contemporanei

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    This paper explores the contribution that cultural anthropology can offer to the Italian educational system in a phase of educational transition. It asks some questions about how the educational system influences the students and how it influences the future teachers as well. In the first case, it analyses the strengths and weaknesses of the intercultural educational approach in the school context. In the second one, it discuss the educational quality control system that governs university policie

    Rituali di in-amicizia

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    L’articolo affronta l’analisi di una pratica festiva legata ad un evento cerimoniale che si iscrive all’interno dei riti di purificazione e rigenerazione del tempo ciclico. Lo studio, i cui dati sono stati estrapolati dall’etnografia prodotta durante un’attività di ricerca pluriennale sui cicli festivi locali, si concentra nella decodifica dei rapporti di potere inter ed intragenerazionali connessi alla preparazione dell’accensione di grandi falò, gestita da giovanissimi preadolescenti nella ricorrenza dell’Immacolata, nella città di Foggia (Italia meridionale – Puglia). Una pratica cerimoniale basata sul furto, sull’accumulo e sulla dimostrazione di destrezza da parte di giovani appartenenti a ceti spesso emarginati che danno vita ad una sorta di potlach urbano, un rito di iniziazione maschile alla maturità sociale, in un contesto urbano contemporaneo. Le fanoje come sono detti i grandi fuochi rituali, per un verso considerati regno della differenza, dell’anomia positiva, della competizione buona sono, nell’interpretazione offerta, il luogo nel quale si ri-conoscono nella loro differenza le parti che compongono una comunità smembrata, una comunità che si riaggrega intorno al fuoco che arde, bruciando differenze ed opposizioni

    Dibattito su Bernardo B. Il fattore etnico. dall'etnia all'etnocentrismo

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    L'articolo, ripercorrendo il dibattito recente, discute il concetto di identità, etnia ed etnocentrismo

    Pensare il sangue. La vendetta di sangue in Albania

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    Sin dai primi anni Novanta, dopo la caduta del regime, in Albania si è riscontrato un sensibile aumento della criminalità e delle vendette di sangue. L’ipotesi che in uno Stato moderno abbia ripreso corpo una pratica giuridica così arcaica e violenta solleva dubbi inquietanti, ma esige una risposta volta a fare giustizia di stereotipi negativi e pregiudizi. Quali le ragioni del fenomeno? Che funzione svolge la vendetta nel mondo albanese contemporaneo? Quello che il volume propone – grazie a una lunga ricerca condotta sul campo dall’autrice in Albania nel corso degli anni ‘90 – è il racconto di un Paese che vive una contraddizione profonda: da una parte sembra guardare al futuro, al suo ingresso in Europa, al mercato globalizzato, dall’altra è innegabilmente ancorata alla tradizione. Nel ripercorrere le tappe della transizione tra passato e presente, la sequenza delle vendette riprese in Albania non sono intese come fatti, come eventi, ma come mito, ovvero come narrazione simbolica del legame sociale e della relazione che lo stesso mito della vendetta stabilisce con la violenza

    Passatelle in cantina. Il consumo del vino nella Puglia meridionale

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    L’articolo, i cui dati derivano da una breve ricerca svolta in alcuni comuni del brindisino, propone delle riflessioni sui giochi di cantina, intesa nell’accezione di luogo di vendita e di mescita del vino, ponendo attenzione al modello di socialità maschile che essi inauguravano e alla dimensione comunitaria che evocavano

    Resta P., Vendetta. Theory and conflicts resolutions, «Etnoantropologia-online» , 3 (1), 2015, pp. 3-22

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    Taking as ethnographic material the blood feud in Albania in the twentieth century, this article aims to show that both the blood feud and the feud are manifested through the exercise of violence and according to the defense of moral or material interests of a group. Nevertheless, they respond to a different logic. The general assumption of this study is that the values of the feuding paradigm are negotiable; as such, they can be at play and can be constantly modified even in contexts functionally renewed

    Democrazia e particolarismo conflitto e mediazione nella macchina politica meridionale

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    Il volume presenta gli esiti di una lunga ricerca sul campo svolta in un paese della Puglia meridionale. A partire dall’analisi del sistema di parentela complesso verso il quale la ricerca iniziale era rivolta, l’etnografia raccolta costringe invece a discutere, sulla base della letteratura politologica ed antropologica corrente delle associazioni diadiche, considerate come gli elementi che agevolano lo strutturarsi del clientelismo politico. Il volume affronta tre casi diversi di reti clientelari attive nel paese e, comparandole, ragiona sul sistema di valori che consente il fiorire di rapporti clientelari. Infine prende in esame le forme del compadrinaggio, di cui l’etnografia locale offre un ricco ventaglio, per mostrare come anche questo si sostenga su legami diadici simili a quelli clientelari, finendo per diventare, esso stesso, strumento utile alla politica clientelare

    Il passaggio dalle strutture semicomplesse alle strutture complesse della parentela, il caso Farneta

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    Il saggio, a partire da una lunga ricerca di campo svolta presso la frazione di Farneta, nella zona arberesh del cosentino, propone un’analisi del sistema di parentela e, in particolare, lo snodo che ha determinato il passaggio dalle strutture semicomplesse alla strutture complesse della parentela

    Emigrazione e modelli familiari

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    L’articolo analizza la relazione che esiste fra l’emigrazione e l’adozione di nuovi modelli familiari. Gli assunti da cui muove ruotano intorno alla dinamicità delle forme familiari ed alla percezione del fattore migratorio come fenomeno costante e non straordinario, ma anche intorno alla considerazione che la famiglia è intesa come rapporto stabile fra alcuni soggetti legati da vincoli di parentela e di affetto e che la migrazione è un fenomeno che comporta un confronto temporaneo fra culture diverse. A tal fine l’autrice suggerisce di porre l’attenzione piuttosto che sulle “forme” di famiglia, come ogni realtà soggette a continue forme di negoziazione fra significati arbitrari, sugli aspetti funzionali che la famiglia possiede e di confrontare i fini che essa persegue nel mondo contemporaneo, le forme differenti che assume e i mezzi attraverso i quali corrisponde ai suoi scopi. In questa prospettiva, per meglio cogliere la relazione fra emigrazione e nuovi modelli familiari diventa importante dare il giusto rilievo alle relazioni che i soggetti intessono nel confronto e nel processo di incontro che le migrazioni attivano. La famiglia in questo modo è il luogo in cui si conferma l’appartenenza, ma è anche il luogo in cui essa può essere problematizzata, plasmata, ridotta, modificata e resa viva nella dinamica del cambiamento che le consente di trasmettere i valori alterandol

    Il modello segmentario della nazione albanese

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    L'articolo analizza la complessa transizione albanese cominciata negli anni ’90 verso il libero mercato e la democrazia a partire dai modelli tradizionali albanesi che hanno radici profonde in un passato arcaico. Si analizza in particolare il modello segmentarlo che sembra essere il principio regolatore della maggior parte delle relazioni sociali. La segmentarietà nasce dal sistema di parentela, ma iscrive in sé l’intera organizzazione sociale e diventa un decodificatore del meccanismo di gestione e risoluzione dei conflitti
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