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Parc de la Villette. Layers
È agli esiti del concorso per il Parco della Villette (1983) che dobbiamo una profonda revisione dei modelli e delle prassi dell’arte dei giardini e dell’architettura del paesaggio: dopo la prima selezione, sia il progetto di Bernard Tschumi, vincitore finale, sia quello dell’Office Metropolitan Architecture di Rem Koolhaas si rivelano indifferenti a definire un progetto propriamente vegetale e un parco concepito come una enclave naturale nel tessuto edilizio ma, come implicitamente suggeriva il programma del concorso, la rappresentazione di un universo urbano e sociale, caratterizzato da processi, programmi e flussi. Le due proposte, con maniere indubbiamente distanti fra loro, sono state decisive nel rivoluzionare sia l’idea di spazio pubblico, sia quella di parco urbano, modificandone gli spazi, gli usi, il pubblico, il rapporto con la città e nell’aver anticipato, suscitando un acceso dibattito, l’irrompere della componente paesaggistica nella discussione sulla città contemporanea, tesa al superamento della separazione tra paesaggio e urbanistica
“Disegni et modelli et pareri [...] sopra la fabrica del monasterio et chiesa de l’Escoriale” richiesti a Giuseppe Meda, a Vincenzo da Seregno e a Pellegrino Pellegrini (1572)
Baldassare Taccone e le statue di Ludovico Maria e Massimiliano Sforza per la Madonna di Galliera a Bologna
A letter by baldassare taccone, now preserved in the section Autografi at the Archivio di Stato in Milan and sent from bologna on May the 30th 1498, gives news to Ludovico Maria Sforza on the setting for some statues, portraits of Ludovico and his son Massimiliano, maybe made of wax, inside the church of Santa Maria di Galliera in bologna. According to the text, the two Sforza’s portraits were life size, coloured and dressed and they were really verisimilar. the brief document represents an important case among the many actions of political propaganda and use of ducal images by Ludovico Sforza
La memoria della città contemporanea
Pur nella estrema frammentazione degli atti, nella sua vastità dei soggetti e titoli (Acque, Edilizia, Lavori pubblici, Strade.....) l'Archivio Storico del Comune di Monza permette di restituire fenomeni importanti concernenti la costruzione e la trasformazione delle città, dalla soglia dell’Età contemporanea ad oggi, e consente di comprendere il particolare processo formativo attuativo, gli strumenti di comunicazione e di controllo nelle diverse situazioni storiche. Si tratta di un patrimonio che oggi possiamo leggere e studiare in più modi e con vari livelli di approfondimento: da uno più specialistico che lavora criticamente sulla storia dell’urbanistica e sulla storia dell’architettura e sui suoi linguaggi, ad uno professionale legato al restauro degli edifici e agli interventi di ricostruzione, a quello didattico, sino a quello più divulgativo, legato all’interesse per gli aspetti culturali delle vicende urbane, edilizie e di costume che hanno portato alla formazione della città di oggi
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