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Grocyn, William
William Grocyn was a cleric and a humanist educated in Oxford, where he was elected Divinity Reader at Magdalen College in 1483. Later he held important positions as canon, prebendary, and rector throughout Britain; his most important appointments were to the vicarship of St Lawrence Jewry in London (1496-1517) and to the mastership of All Saints' College, Maidstone (1506-1519). From 1488 to at least 1490, he was in Italy along with Thomas Linacre, studying Greek and Latin in Florence under Angelo Poliziano and Demetrius Chalcondylas. He was in contact with Aldus Manutius, as it is testified by a letter addressed to the publisher, which is Grocyn's only extant work. His known associates include Desiderius Erasmus Roterdamus, John Colet, and Thomas More. Grocyn owned a remarkable library of manuscripts and printed books: it contained works by ancient Latin and Greek authors, contemporary authors, and Italian humanists. Grocyn's Greek collection, mostly in the manuscript form and partly of Italian provenance, was the best in Britain: the scribes of some of his codices were Joannes Serbopoulos, Emanuel of Constantinople, Joannes Thessalus Scutariota, and Petros Hypsilas. Most of these books are now kept at Corpus Christi College, Oxford
recensione di V. Trombetta, Storia e cultura delle biblioteche napoletane, Napoli, Vivarium, 2002
Review of "Vernacular Aristotelianism in Italy from the Fourteenth to the Seventeenth Century," edited by L. Bianchi, S. Gilson J. Kraye, London, The Warburg Institute, 2016
recensione di Petrarca e la medicina. Atti del Convegno di Capo d’Orlando, 27-28 giugno 2003, a cura di M. Berté, V. Fera, T. Pesenti, Messina, Centro Interdipartimentale di Studi Umanistici, 2006
L'epistola Ad Posteritatem di Francesco Petrarca
La tesi di dottorato offre l'edizione critica dell’epistola Ad Posteritatem di Francesco Petrarca corredata di un'introduzione storico-esegetica, di una nota al testo, della traduzione e di una parte sperimentale che dà conto delle fasi \u2028elaborative cui la lettera fu sottoposta dall'autore nel corso del tempo. L'edizione \u2028rappresenta un sicuro progresso rispetto a quelle precedenti di E. Carrara (1929), di P. G. Ricci (1955) e di K. Enenkel (1998). È infatti fondata sulla collazione di \u2028tutti i testimoni conosciuti della lettera, alcuni dei quali non erano stati utilizzati dai precedenti editori, \u2028e su un'analisi più accurata dei loro rapporti. Queste operazioni hanno consentito di delineare uno stemma, di \u2028eliminare brillantemente qualche descriptus e di dimostrare che il ramo della tradizione che da Carrara e da Ricci era \u2028stato considerato deteriore è invece il più utile alla costituzione del testo. Per la prima volta l’editrice si giova sistematicamente dell'apporto decisivo della tradizione indiretta rappresentata dal Sermo di Pier Paolo Vergerio, che riprende alla lettera larghi passi della Ad Posteritatem
Le postille del Petrarca a Giuseppe Flavio (Codice Parigino Lat. 5054)
Il volume offre la trascrizione integrale e il commento delle oltre ottocento postille di Petrarca al Par. Lat. 5054, manoscritto trecentesco contenente la versione latina delle Antiquitates Iudaicae (ll. I-XI) e del Contra Apionem dello storico giudeo filo-romano Giuseppe Flavio. Le annotazioni, apposte in diverse fasi di lettura, sono di varia tipologia: semplici notabilia, riassunti del contenuto di passi, ma anche osservazioni personali, vere e proprie indagini storiche e filologiche. Gli appunti consegnati ai margini delle Antiquitates sono funzionali alla redazione ampliata del De viris illustribus, con le vite di personaggi dei primordi da Adamo a Ercole. Nel volume è presentata anche una dettagliata descrizione del codice, nato dalla giustapposizione di due unità originariamente autonome, per il quale è stato proposto un rapporto di comune origine con altri tre manoscritti appartenuti a Petrarca: il Cicerone di Troyes, Mediathèque du Grand Troyes (olim Bibliothèque Municipale), 552-2, il Par. Lat. 8500 e il Vat. Lat. 2193
Le due redazioni dell’epistola di Michele Acciari al Poliziano
Michele Acciari da Uzzano, allievo di Angelo Poliziano allo Studium fiorentino, figura quale suo corrispondente nell’editio princeps degli Omnia opera dell’umanista di Montepulciano in quanto autore della XXIV lettera del XII libro. La collazione dell’epistola inserita nella princeps con quella tramandata dal ms. della Biblioteca Nazionale di Firenze, Filza Rinuccini 17 inserto 7, che è una raccolta di lettere di Acciari, mostra che l’Uzzanese, in contatto con Alessandro Sarti, curatore dell’epistolario di Poliziano dopo la sua morte, aveva messo mano all’originaria redazione tramandata dal codice, in previsione dell’inclusione dell’epistola nella raccolta a stampa delle lettere del maestro, apportando sostanziali modifiche al testo
Diversità e minoranze nel Settecento. Atti del Seminario di Santa Margherita Ligure, 2-4 giugno 2003, a cura di M. Formica e A. Postigliola
F. Meyer, La comunità riformata di Locarno e il suo esilio a Zurigo nel XVI secolo, traduzione a cura di B. Schwarz, prefazione di A. Prosperi, Roma 2005
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