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    La relazione di attaccamento con l'insegnante nei bambini Down in età prescolare

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    Con in termine “relazione di attaccamento” si definisce un legame emotivamente significativo, che si stabilisce con una persona specifica dalla fine del primo anno di vita. Tale relazione influenza fortemente lo sviluppo socio-emotivo dei bambini e ciò si osserva anche nella Sindrome Down. Fino a qualche anno fa, l’unico strumento valido per la valutazione di tale relazione era la Strange Situation, ma gli studi che lo hanno utilizzato con i bambini Down, hanno fatto emergere risultati contrastanti. Sembra infatti, che tale strumento non riesca a valutare la modalità espressiva dei bambini Down nella situazione di separazione e ri-unione, situazione che questo strumento considera funzionale per la misurazione dell’attaccamento. Obiettivi: Il nostro obiettivo è quello di valutare tale relazione nei confronti di un insegnante della scuola dell’infanzia e del nido attraverso l’Attachment Q-sort e di valutare se esiste una differenza nella modalità di espressione delle emozioni, tra bambini con e senza sindrome Down, che influenzerebbe la loro modalità di relazione con il contesto

    I sistemi relazionali e comunicativi nelle famiglie di bambini con impianto cocleare.

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    AIM: Lo studio approfondisce alcuni aspetti che caratterizzano la vita sociale e relazionale dei bambini sordi profondi impiantati e delle loro famiglie. In particolare: il livello di stress percepito dai genitori dopo un anno circa dall’IC; gli stili di parenting utilizzati; la relazione tra gli stili genitoriali e le competenze comunicative del bambino. MATERIAL AND METHODS: Il gruppo di studio comprende 24 genitori e 12 bambini sordi con IC ( età tra i 12 e i 36 mesi). Per valutare le caratteristiche genitoriali sono stati utilizzati : Parents Preference Test (Westh, 2003); Lausanne Trilogue Play (Fivaz-Depeursinge, 1999) , Parenting Stress Index-Short Form (Abidin, 1995). Per la valutazione linguistica del bambino il Peabody Test (Stella, 2000); il Primo Vocabolario del Bambino-MacArthur (Caselli, 2007). RESULTS: I livelli di stress percepiti dai genitori sono simili a quelli del gruppo normativo, ad eccezione dell’area bambino difficile da gestire. Gli stili parentali sono rigidi, centrati sul bambino e sulla regolazione normativa del suo comportamento, soprattutto quello linguistico con una bassa disponibilità dei partner ad interagire ed difficoltà ad includere il partner nell’interazione con il bambino. È emerso infine che la funzionalità delle interazioni triadiche influisce significativamente sullo sviluppo comunicativo e socio emozionale del bambino. CONCLUSIONS: Continuare lo studio su un campione più ampio per confermare l’influenza delle interazioni triadiche anche sullo sviluppo comunicativo e emozionale del bambino impiantato e mettere a punto adeguati interventi abilitativi.AIMS: evaluation of stress perceived by parents of implanted toddlers, their parenting styles and the relationship with children’s communicative abilities. MATERIAL AND METHODS: 24 parents of 12 implanted toddlers (12-36 mths) were assessed through the Parents Preference Test, the Lausanne Trilogue Play and the Parenting Stress Index-Short Form. Results were compared with communicative competence of children, evaluated through standard Italian language proficiency tests. RESULTS: Stress perceived by parents differed from that of normative group only in one area. Parenting styles are rigorous, focused on child’s behavioural and linguistic regulation, showing scarce interaction between partners and reluctance to include the other parent when interacting with the child. Functionality of triadic interactions significantly affects child development. CONCLUSIONS: Investigation into social and relational life of implanted children and their families gives useful information about their communicative and emotional development and can help clinicians to implement adequate habilitative interventions, along with parental counseling

    Il test della figura umana: confronto tra i metodi di valutazione di Goodenough- Harris e di Koppitz

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    Il Test della figura umana è una delle tecniche più usate dagli psicologi che lavorano con i bambini; è stato validato come test di intelligenza da Goodenough (1926). Un’altra autrice che ha a lungo studiato i disegni dei bambini allo scopo di esplorarne lo stadio di sviluppo mentale, è stata Koppitz (1968), secondo la quale nel disegno è possibile individuare sia una struttura di base, tipica dell’età e della maturazione cognitiva del bambino, sia alcune caratteristiche di stile tipiche di ogni singolo individuo in quel momento della sua vita. L'autrice ha proposto un sistema di scoring che permette di utilizzare un numero ridotto di item (30) per analizzare il disegno del bambino, sia che egli disegni un uomo che una donna. La ricerca presentata è stata realizzata con l’obiettivo di verificare l’attendibilità e la validità del sistema di siglatura proposto da Koppitz, su un campione italiano di bambini (N=1096) di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Oltre al test della figura umana, ai bambini sono state proposte anche le matrici progressive di Raven. Dall’analisi dei dati emergono correlazioni molto alte (da r=. 51 a r=.85) tra le due la siglatura di Koppitz (30 item) e quella di Goodenough-Harris (71/73 item), a sostegno del fatto che lo scoring proposto da Koppitz, possa essere utilizzato come valida alternativa. Inoltre il test discrimina bene le competenze dei bambini nelle diverse fasce di età, che infatti aumentano fino ai 10 anni, per poi arrestarsi. Non sono state rilevate differenze significative tra i maschi e le femmine. Non sono state trovare inoltre correlazioni molto alte con le matrici progressive di Raven, a conferma del fatto che più ch un indicatore dello sviluppo intellettivo, il test della figura umana rappresenta un indice di adattamento di sviluppo e di maturazione dei concetti. Rimane quindi consigliabile utilizzare questo test come un primo screening di maturazione cognitiva e di adattamento sociale, vista la sua buona capacità discriminativa nelle diverse fasce di età, da approfondire però, in caso di un punteggio al di sotto della media del gruppo di età di riferimento, con una indagine clinica e con la somministrazione di test di intelligenza più validi.The human figure test is one of children evaluation system used by psychologists. It was validated by Goodenough (1926) as a intelligence test. Later, Koppitz (1968) studied children's drawings, in order to explore their mental stage. She believed that through drawings was possible to identify both cognitive maturation of children, and typical charateristichs of a specific age. The author proposed a scoring system with a reduced number of items (30), used to analyze the drawings, when the child draws man that a woman. The present study want to verify the reliability and validity of the scoring system proposed by Koppitz, in Italian children (N=1096) from 6 to 11 years. Also, the subjects were also assessed with Raven Progressive Matrices. Analysis of data shows very high correlations (from r=.51 to r=.85) between two evaluation systems, by Koppitz (30 items) and by Goodenough-Harris (71/73 items), supporting the fact that the scoring proposed by Koppitz can be used as a valid and faster alternative. Furthermore, human figure test discriminates skills of children in different age. In fact, scores increase from six to ten years, and then stop. No significant differences have been found between males and females. There were not found high correlations between human figure test and Raven Progressive Matrices, confirming the fact that this test provide an adaptation index of development and of conceptual maturation, and not an index of cognitive development. Therefore, is important to use this test only as first screening of cognitive maturation. If a child obtains a score below the average for its age group, are necessary a clinical evaluation and an assessment with more valid intelligence tests

    La valutazione delle espressioni emozionali

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    Il capitolo propone una descrizione degli strumenti per valutare le emozioni in età evolutiva

    Evaluation of the global development in age-school children through the Intelligence and Development Scales (IDS): presentation of a European instrument

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    A psychological assessment should lead to highlight and identify child’s strengths and weaknesses and it should allow suggesting a suitable intervention. By detecting problems, an assessment can be used to assist school in planning the child’s program or in identifying his/her special needs. Frequently, the assessment of cognitive functions, such as attention, memory, reasoning, doesn’t reflect the complexity and the child’s global nature. Consequently, it’s necessary to evaluate further the cognitive and general profile by using other diagnostic tools, but this process is time consuming and it often needs a time more long than that you have available and more extended than that a family can invest in an assessment. IDS offer the opportunity to address and respond to these and other issues, due to their structure; in fact it is based on the combination of two scales: one aimed at the assessment of cognitive development and the other created in order to assess the overall development. Therefore IDS allow obtaining a detailed profile of the child's functioning, such as to orientate any further diagnostic and intervention program. This study describes the Italian adaptation of the IDS. IDS have been validated on 762 children (M= 371; F= 391) between the ages of 5 and 11 years, divided into 19 age groups. The IDS include two subscales: the Cognitive Development Scale, composed of 5 subtests and the General Development Scale, which evaluates 5 functional areas: Psycho- Motor Skills, Social and Emotional competence, Mathematics, the Language and the Motivation; all these areas were assessed by 12 subtest. The data analysis indicates adequate psychometric properties of IDS, showing good levels of validity and reliability. There was a significant relationship between the socio-emotional areas and cognitive skills. The IDS promote a structured evaluation of development and permit to create a complex profile of child’s ability/disability, in according with the indications of the DSM 5

    LA VALUTAZIONE DIRETTA DELLE COMPETENZE SOCIOEMOZIONALI IN BAMBINI PLUSDOTATI E AD ALTO POTENZIALE COGNITIVO.

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    La plusdotazione (giftedness) è stata operazionalizzata in termini di punteggio QI (Hagmann-von Arx, Meyer, Grob, 2008; Wechsler, 2012), ma i bambini plusdotati “non sono solo quoziente intellettivo”. La valutazione dovrebbe considerare la complessità del loro sviluppo globale ed essere in grado di coglierne le caratteristiche specifiche e i bisogni unici. Questo studio ha osservato le competenze socio-emozionali, valutate direttamente attraverso le Intelligence and Development Scales, di bambini ad alto potenziale cognitivo e plusdotati. Partecipanti: Il campione è costituito da 76 bambini (con età tra 5 e 11 anni, M=7,1 SD=1,8 45% femmine): • 22 bambini gifted con QI tra 130 e 145 (M=138 SD=5,5) • 16 bambini ad alto potenziale cognitivo con QI tra 120 e 129 (M=125 SD=3,1) • 38 bambini con QI nella media (M=102 SD=3,8), appaiati con gli altri in base a età, sesso, SES (determinato dal livello di scolarità della madre). I bambini con QI >120 sono stati considerati come gruppo unico (gruppo gifted), non sussistendo differenze significative tra loro nei domini oggetto di indagine. Tutti i bambini sono stati selezionati dal campione di standardizzazione italiana delle Intelligence and Development Scales (IDS). Strumenti Le Intelligence and Development Scales (IDS) e la versione italiana della WISC-IV o le Matrici progressive di Raven, versione colorata, sono state proposte a tutti i bambini per confermare il livello intellettivo. Attraverso le IDS è possibile ottenere una valutazione generale del profilo intellettivo espressa in punti QI e una valutazione globale del profilo di sviluppo del bambino in 5 ulteriori domini: Abilità Psico-Motorie, Competenza Socio-Emozionale, Matematica, Linguaggio, Motivazione. Analisi dei dati Sono state condotte Analisi della Varianza Multivariata per osservare la differenza tra gruppi nei punteggi delle sottoscale dell’IDS (livello di significatività considerato p<.001). La competenza socio-emozionale del bambino è valutata attraverso 4 differenti subtest, in cui gli è richiesto di: • riconoscere le emozioni sulla base delle espressioni facciali mostrate in dieci foto di bambini;• individuare strategie di regolazione di alcune emozioni (rabbia, paura, tristezza);• comprendere e spiegare situazioni sociali raffigurate in immagini; • identificare strategie di comportamento socialmente competenti in risposta a una situazione sociale. Risultati e Discussione Il gruppo gifted ottiene punteggi significativamente più alti in quasi tutte le prove cognitive proposte dell’IDS, suggerendo una capacità discriminante dello strumento. Solo nel subtest di Memoria Fonologica a breve termine (ricordare e ripetere immediatamente sequenze alternate di numeri e lettere nello stesso ordine in cui sono state ascoltate) non sussistono differenze tra gruppi. Questo potrebbe ipoteticamente essere dovuto alla preferenza dei soggetti gifted per attività che richiedono un processamento attivo dell’informazione piuttosto che una mera ripetizione. Interessanti i risultati nell’area funzionale della competenza socio-emozionale (Tabella 1). Il gruppo gifted a confronto con il gruppo di coetanei non gifted ha una prestazione media superiore nei subtest di Riconoscimento Emotivo, Comprensione di situazioni sociali e Strategie Sociali, mentre non ci sono differenze nella prova di Regolazione Emotiva. Ciò potrebbe suggerire che le alte abilità cognitive sostengano il ragionamento anche quando applicato all’analisi del contesto socio-emotivo, ma quando richiesto ai bambini gifted di raccontare come si comportano per fronteggiare emozioni negative, le loro strategie risultano comparabili a quelle dei bambini della stessa età non gifted
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