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Fruizione e produzione delle immagini nella realtà virtuale: l’interiorità è un mito?
Quali sono le tendenze dell’immaginario attuale dell’interiorità? Si configura come un mito, seguendo la definizione di Benjamin? Un’analisi tra teoria ed ermeneutica delle immagini e sociologia dei medi
Genesi dell industria culturale: la metropoli e la moda nelle riflessioni di Simmel e Benjamin
Uno studio sulla genesi dell'industria culturale, con un focus sulla metropoli, sulla moda e sul potere dell'opinione pubblic
Qui è il mio spazio. Media e Romanticismo
Dall’effimero al replay, dalla fotografia alla realtà virtuale, sino ai drammi di Shakespeare, il libro di Antonio Rafele è un’indagine sulle interferenze e sulle diramazioni più sfuggenti del tempo. L’ossessiva ricerca dell’istante, ultimo evento che conduce fuori dall’ordinario nelle mutate condizioni sensoriali e morali della modernità, è il punto di convergenza tra Media e Romanticismo. Il succedersi delle tecnologie tra otto e novecento viene letto come un movimento ascendente teso a infrangere i limiti che separano la rappresentazione dalla vita quotidiana. L’angolo di osservazione prescelto permette al lettore di pensare la propria esistenza nel continuo affiorare di epifanie, attimi in cui il vissuto precipita raggiungendo una costellazione dotata di senso
Georg Simmel
The chapter about Georg Simmel stands as an innovative sociological research that introduces the study of emotions through a detailed examination of the theory and concepts of one of the classical author of discipline
Lacrime di vetro. I romanzi e la metropoli
Sensibilità e insensibilità – i transiti come gli infiniti ritorni, le rotture, le indecisioni e le oscillazioni che avvengono tra i due poli dell’esistenza – costituiscono l’oggetto di questo studio nella presenza di figure originarie e peculiari della vita moderna, da Antony a Raskòl’nikov, sino a Ishmael. Tutte trame e immagini della vita nervosa, di un ritmo che sfibra e logora, e che tuttavia si fissa come punto d’avvio della modernità, delle sue conquiste come dei suoi estremi pericoli
Lo sguardo e la conoscenza. Il detective ne "L’uomo della folla" e ne "I Delitti della Rue Morgue" di Edgar Allan Poe
By means of a close reading of Edgar Allan Poe’s The Man of the Crowd and The Murders of the Rue Morgue, this paper reconstructs the figure of the detective, showing his centrality within the following sociological problems: (a) the relationship between metropolis and identity, an identity caught in its fragmentation and disintegration; (b) the implications of nervous life, a state which is associated with both the advent of technologies and the modern oscillations between sensitivity and insensitivity; (c) the functions and value assumed by the media, now understood as instruments of survival and as places of social bonding; d) the conflicts between talent and habituation, as well as between creativity and protocols, in a founding dialectic between distinction and uniformity; e) the methods and procedures of media knowledge, suspended between the dispersion of minutiae and the affirmation of successive states of consciousness
La vita offesa. Il Palazzo di cristallo e la negazione della società
Questo saggio ricostruisce la particolare inclinazione dello sguardo con cui Alberto Abruzzese coglie l’avvento della modernità, ovvero i tratti peculiari della metropoli e delle esposizioni universali. Uno sguardo che per lunghi tratti sembra coincidere, e se ne mostreranno nel corso della riflessione le affinità, con il narratore di "Memorie del sottosuolo". Nell’ultima parte si discute dell’attualità di "Forme estetiche" in riferimento al dominio quotidiano delle vetrine, delle immagini e dello choc
Al di qua della nazione e al di là della patria
Universal Expositions, Futurism, Television. In analyzing some crucial moments in Italian history, this essay returns the image of communicative practices suspended between the ancient and the modern, between innovation and the persistence of stale, entrenched traditions. The particularity of Italian communicative regimes - the spurts as well as the sudden regressions that distinguish different media practices - can be traced to the absence of a modern metropolis in the transition between the nineteenth and twentieth centuries, a metropolis that serves as the origin and vector of media history
Umanità
In riferimento alle attuali immagini di guerra e al celebre studio di Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, questo saggio costruisce un’interpretazione del termine prescelto, del senso dell’umano, come perpetua oscillazione tra cecità e visione, dove si frappongono, equidistanti, l’utopia, come schermo che deforma e sospinge fuori dal senso comune, e il potere, inteso come conquista della contingenza, della necessità
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