122,638 research outputs found
Sigfrido Radaelli, Tiempo sombrío
Golluscio de Montoya Eva. Sigfrido Radaelli, Tiempo sombrío. In: Cahiers du monde hispanique et luso-brésilien, n°28, 1977. La terre et les paysans en Amérique latine. pp. 317-318
ELECTRON-MICROSCOPIC LOCALIZATION OF F-ACTIN IN ACROSOME REACTED BOAR SPERMATOZOA BY MEANS OF A PHALLOIDIN-FITC COMPLEX
7. L. Castellani Ceresa, M. F. Brivio, G. Radaelli. Electron Microscopic Localization of F actin in Acrosome Reacted Boar Spermatozoa by Means of a Phalloidin FITC Complex. J. Submicrosc. Cytol. Phatol., 23, n°2, 347 349, 1991.An immunocytochemical study at the ultrastructural level has been performed in boar spermatozoa in order to clarify the aggregation state of actin before and after the acrosome reaction. A new phalloidin probe has been used to detect F-actin: a phalloidin derivative conjugated with FITC, followed by incubation with an anti-FITC antibody. The protein A-gold technique was then applied for the localization of the antigenic sites. Gold particles were localized on the sperm surface only after the acrosome reaction which was induced by the ionophore A23187
C. Mouchet et S. A. Radaelli, Los derechos del escritor y del a.rtista
C. Mouchet et S. A. Radaelli, Los derechos del escritor y del a.rtista. In: Revue internationale de droit comparé. Vol. 7 N°2, Avril-juin 1955. p. 460
Innovating Healthcare Delivery: the (un)explained leverage of knowledge sharing
This paper investigates the factors that might promote or inhibit knowledge sharing among healthcare organisations at the individual level through the lens of the Theory of Planned Behaviour. The study has been set in hospice and palliative care organisations. Results from the survey confirms that knowledge sharing is a major enabler for innovative behaviour and that organisational features and practices are a major leverage for promoting knowledge sharing. The perceived technological control, on the contrary, is not significantly related to the intention to share knowledge
LA TRADIZIONE COLLETTANEA NEL BACINO DEL MEDITERRANEO DAL MEDIOEVO AL RINASCIMENTO. Responsabile del Progetto di Ricerca medio 2017-. n. protocollo RM11715C7EB88E05
Itinerari testuali nel Medioevo mediterraneo. La tradizione delle scritture di viaggio e dell'immaginario figurativo nell'orizzonte occitano-catalano. Responsabile del Progetto medio di Ateneo 2019, n. protocollo RM11916B79CD0BE0
Il progetto di ricerca ha come nucleo principale un complesso e originale insieme di testi dei secc. XIII e XIV costituito dalla tradizione odeporica, cioè da quel patrimonio culturale comune composto da testi letterari scritti e tradizione orale (resoconti di viaggio, progetti di crociata, trattati geo-etnografici, spesso sconfinanti nelle letteratura di intrattenimento) e da itineraria picta - portolani, mapae mundi, atlanti - che nel tardo medioevo formano una preziosa collezione di manufatti illustranti l'emergere di nuove interrelazioni tra lingue e culture diverse nel Mediterraneo occidentale e orientale. Due temi sono particolarmente importanti quando si considera questo momento di eccezionale creatività culturale nelle corti principesche e nella curia papale come nelle città: il multilinguismo e la cultura visiva. Nell'area mediterranea, il primo è al centro di dinamiche culturali complesse e fortemente incisive. La seconda ha offerto ai laici l'opportunità di attingere alla memoria collettiva della tradizione cristiana e ha facilitato la circolazione del sapere e la formazione delle idee, anche con l'elaborazione di strumenti librari destinati alle pratiche della devozione, come i Libri d'ore, raccolte di uffici, preghiere e testi devozionali di vario genere, destinati alla preghiera individuale, ulteriore nucleo di ricerca del nostro team. Il progetto si concentrerà essenzialmente su opere fondate sulla confluenza e sulla dialettica tra sapere codificato, legato alla latinità e alla tradizione enciclopedica medievale, e i nuovi apporti alla conoscenza provenienti da Oriente. Questa ampia prospettiva permetterà l'analisi filologica di molteplici canali di fruizione e l'apertura a nuovi orizzonti culturali tracciati in particolare dal binomio viaggio condotto e raccontato / viaggio scritto e dipinto, con lo scopo di affinare la conoscenza di nuovi codici comunicativi
Knowledge sharing and innovative work behaviour in healthcare : a micro-level investigation of direct and indirect effects
This study presents a micro-level investigation that provides new insights into how employees' knowledge sharing affects their own innovative work behaviours (IWBs). Our study posited three mechanisms linking an individual's knowledge sharing behaviours to his or her own IWBs: (i) a direct effect whereby the act of sharing elicits a recombination and translation of knowledge that facilitates innovation; (ii) an indirect effect whereby knowledge sharing creates social conditions (i.e., reciprocation with new knowledge) for innovation; (iii) a distal effect whereby the antecedents of knowledge sharing also promote innovation. We tested these hypotheses on 155 employees in four palliative care organizations. Our results provide original evidence that employees who share knowledge also engage more in creating, promoting and implementing innovations. This study reveals a direct, unmediated link between knowledge sharing behaviours and IWBs. Our evidence suggests that it is the act of knowledge recombination and translation embedded in knowledge sharing that exerts the most positive effect on IWBs. We discuss how this result indicates that sharing knowledge ignites transformation and exploitation capabilities that help sharers innovate their own work practices
coordinatore del Progetto medio d’Ateneo «Miscellanee romanze dal Medioevo al primo Umanesimo» 2021-2024 (Sapienza, Università di Roma, n. prot. RM12117A581EF16A)
Il progetto si propone di studiare le tradizioni manoscritte collettanee nel contesto storico-culturale occitano-catalano, italiano e
francese tra Medioevo e primo Umanesimo. Questa particolare tipologia di manoscritti, che riuniscono al loro interno testi eterogenei
(per genere, argomento e lingua), è stata finora trascurata dalla critica, sfuggendo a studi che ne evidenzino complessivamente il
valore e ne individuino il processo editoriale unitario. La ricerca si concentrerà sulle miscellanee contenenti essenzialmente opere
letterarie `minori', come le letture devozionali (raccolte di uffici, preghiere e testi di vario genere, destinati alla preghiera individuale), o
scritture che siano espressione di speciali ambiti culturali, linguistici e sociali; attenzione particolare sarà dedicata anche a quel
particolare tipo di collettanee che sono gli Atlanti `enciclopedici' catalani che coniugano cultura visuale e fonti scritte eterogenee nelle
loro legendae, testi marginali il cui valore linguistico-culturale è stato finora ampiamente sottovalutato. Lo scopo è superare la categoria
inadeguata di "manoscritto contenitore", individuando una logica e una progettualità originaria che governi l'organizzazione interna del codice miscellaneo. La novità dell'approccio sarà la sinergia fra discipline diverse, ma strettamente comunicanti (filologia romanza,
storia dell'arte medievale, paleografia e codicologia, lessicografia, iconografia, emblematica e araldica), volta a indagare le miscellanee
come oggetto storico concreto. Punto di arrivo sarà un data-base informatico del materiale (iconografico, testuale, codicologico), accessibile in rete su una piattaforma digitale
Indice del canzoniere provenzale a2 (Modena, Biblioteca Estense, Càmpori .N.8.4; 11,12,13) per BEdT, Bibliografia Elettronica dei Trovatori
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