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    Posizionamento ottimale, in relazione al minor rischio per la popolazione, delle stazioni di rilevamento di contaminazioni intenzionali delle acque erogate da reti di distribuzione idrica

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    In questo lavoro viene proposta una metodologia volta a determinare il posizionamento ottimale di un set di stazioni di monitoraggio per la rilevazione di contaminazioni intenzionali della risorsa idrica, in grado di portare in conto la natura casuale della domanda idrica da parte dell’utenza. In particolare, tra tutti i set costituiti da un ugual numero di stazioni di monitoraggio, viene individuato quale “ottimo” quello che minimizza un prefissato frattile della distribuzione di probabilità di un indice di misura del danno, opportunamente definito. La metodologia viene illustrata con riferimento ad un caso studio realistico

    Capacità di trasporto nei tratti rivestiti: prime esperienze di laboratorio

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    Vengono descritti ed analizzati i risultati di una serie di esperienze eseguite, su canaletta di laboratorio, presso il Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Ambientale "Girolamo Ippolito" dell'Università di Napoli Federico II, che confermano i risultati già trovati da altri autori agli inizi degli anni '90, quali Mayerle, Novak e Nalluri

    Un modello per la valutazione dell’affidabilità delle reti di distribuzione.

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    Vengono proposti una serie di indici per la valutazione dell'affidabilità idraulica e meccanica delle reti di distribuzione idrica, proponendo un approccio per la valutazione dell'affidabilità complessiva 8idraulica + meccanica) delle stesse

    La rilevanza giuridica e medico sociale della ricerca scientifica sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto (L. 2 febbraio 2006, n.31)

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    In un panorama nel quale si sono attuati anche tentativi legislativi per realizzare un monitoraggio omogeneo ed unitario della morte improvvisa del lattante il ruolo medico legale assurge ad importanza centrale. Infatti, quasi sempre, tali morti implicano prevalentemente un interesse giudiziario per il riconoscimento di cause di morte lesive e l’eventuale identificazione di responsabili. Il sopralluogo medico legale diventa una attività essenziale che può solo essere attuata con la competenza specialistica necessaria. Ed a questo obiettivo deve tendere ogni normativa intesa a favorire un’armonizzazione delle indagini in tutti i casi consimili, in armonia con le esperienze di altri paesi europei

    Trasporto solido nei tratti fociali

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    La maggior parte dei corsi d'acqua naturali che sfociano nel Mediterraneo sboccano in specchi marini in cui l'oscillazione di marea e' molto contenuta. Nei loro tronchi terminali si realizza un cuneo salino la cui lunghezza va variando con le portate in arrivo, con la geometria del corso d'acqua, con la differenza di densita' tra acqua dolce e salata oltre che, ovviamente, con l'oscillazione di marea. Il cuneo salino viene totalmente espulso solo quando defluiscono in alveo portate di una certa entita' che in questi corsi d'acqua vengono raggiunte e superate solo per alcuni giorni all'anno. Il trasporto di materiale solido trascinato dalle correnti del fiume, in sospensione o al fondo, risente della presenza del cuneo salino e possono osservarsi, in alcuni casi, variazioni anche consistenti della sezione d'alveo. In questo lavoro, che parte da studi precedenti relativi a corsi d'acqua caratterizzati allo sbocco da oscillazioni di marea ben consistenti, si sono definite le condizioni di trasporto del materiale solido nella regione interessata dall'intrusione salina, e si e' fornita una metodologia di analisi verificata, con grande efficacia, per i fiumi Volturno e Tevere

    UNA PROCEDURA PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE REGOLE PER LA GESTIONE OTTIMALE DEI SERBATOI ARTIFICIALI AD USO PLURIMO

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    Nel presente lavoro viene proposta una procedura per l’individuazione delle regole per la gestione ottimale di serbatoi artificiali ad uso plurimo, basata sull’accoppiamento di un Algoritmo Genetico col ben noto “Metodo degli scarti cumulati”. La massimizzazione dei benefici ritraibili dalla distribuzione della risorsa allocata in un serbatoio artificiale di preassegnato volume utile W*, è ottenuta attraverso l’elaborazione, all’interno di ciascun passo della procedura di ottimizzazione proposta, di una serie di “curve di possibilità di regolazione dei deflussi”. In particolare, le curve di possibilità di regolazione sono generate creando un certo numero di “individui”, ciascuno dei quali caratterizzato da uno specifico set dei valori dei coefficienti di utilizzazione relativi alle diverse utenze da servire, e da un determinato set dei rapporti Eut/E tra l’erogazione annua Eut assegnata a ciascuna utenza e l’erogazione annua complessiva E garantita dal serbatoio, pari alla somma dei diversi valori relativi alle singole utenze. L’approccio, sebbene in grado di portare in conto, nell’immediato futuro, deflussi variabili in modo semialeatorio, è sviluppato, nel presente lavoro, con riferimento ad un approccio puramente deterministico, a partire dalla presunta conoscenza delle disponibilità idriche in n anni consecutivi
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