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    Disinclusione ortodontico-chirurgica in pazienti affetti da Artrite Reumatoide Giovanile

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    Obiettivo: Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare la possibilità di trattare ortodonticamente i pazienti affetti da Artrite Reumatoide Giovanile (ARG) con gli stessi ausili terapeutici in uso per pazienti sani in massima sicurezza e con opportune precauzioni. Materiali e Metodi: L’inclusione degli elementi dentari permanenti rappresenta una frequente evenienza clinica che interessa con differente prevalenza le due arcate dentarie. Il riscontro di tale quadro clinico è generato dal fatto che l’eruzione dentaria è una serie complessa di eventi geneticamente controllati e durante questo periodo numerose noxae patogene possono interferire sul normale iter evolutivo. Risultati: La terapia chirurgica è finalizzata sia alla prevenzione delle conseguenze relative alla inclusione che al possibile recupero dell’elemento incluso a scopo ortodontico. La scelta terapeutica è talvolta complicata da eventuali patologie sistemiche che coinvolgono il distretto oro-facciale. Vengono presentati alcuni casi clinici con problematiche ortodontiche e chirurgiche di inclusione dentarie. Inoltre viene evidenziato il protocollo terapeutico adottato per questi piccoli pazienti affetti da rare patologie sistemiche come la ARG. Conclusione: Seguendo un particolare protocollo diagnostico e terapeutico a livello interdisciplinare è possibile recuperare gli elementi dentari inclusi anche in questi pazientiAim: The purpose of this work is to evaluate the possibility of treating orthodontic patients with juvenile rheumatoid arthritis (JRA) with the same therapeutic aids in use for healthy patients in maximum security and precautions. Materials and Methods: The inclusion of the teeth is a frequent clinical occurrence with different prevalence of the two dental arches. The finding of this clinical aspect is generated by the fact that dental eruption is a complex series of genetically controlled events and during this period many pathogenic noxae can interfere with the normal developmental process. Results: The surgical treatment involves both the prevention of the clinical retention consequences and the possible recovery of the included element for orthodontic purposes. The choice of therapy is sometimes complicated by possible systemic diseases that involve the orofacial district. We present some clinical cases with surgical and orthodontic problems with dental retentions. Also highlighted is the treatment protocol adopted for these young patients affected by rare diseases such as systemic JRA. Conclusion: Following a particular diagnostic and therapeutic protocol at an interdisciplinary level, in these dental patients, it is possible to recover included dental elements in these JRA patients

    Ruolo dell’ecografia vs Risonanza Magnetica Nucleare nella diagnosi delle patologie dell'articolazione temporomandibolare= Ultrasonography vs Magnetic Resonance Imaging for diagnosis of temporomandibular joint disorders

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    Scopi del Lavoro: Lo scopo di questo studio è quello confrontare l’Ecografia con la Risonanza Magnetica Nucleare (Gold Standard) nella diagnosi della patia disfunzionale cranio-cervico mandibolare in pazienti affetti colpiti da dolori e disfunzioni orofacciali concomitanti a malocclusioni scheletriche. Materiali e Metodi: 40 pazienti sono stati valutati da esami ecografici. L’ecografia è stata eseguita con un trasduttore lineare 11-18 MHz. L’ecografia offre vantaggi specifici, perché non è invasiva, non richiede sedazione o anestesia generale (questo facilita gli esami per il follow-up), è inoltre rapidamente accessibile, ed è facile da combinare con la valutazione clinica (interattività). Risultati: Sono state rilevate alterazioni delle posizioni dei condili mandibolari nella fossa glenoidea, dislocazione del disco, osteofiti, sinovite e versamento articolare. Conclusioni: L'ecografia è una procedura diagnostica non invasiva e poco costosa che può essere suggerita per la valutazione dei disturbi dell'ATM, con particolare accuratezza nella rilevazione dello spostamento del disco articolare e del versamento articolare. Le limitazioni sono legate in particolare alla scarsa accessibilità della parte mediale delle strutture ATM, e alla necessità di operatori particolarmente addestrati e preparati. L'ecografia è operatore-dipendente, poiché vengono richieste particolari doti di manualità e capacità di osservazione, oltre a cultura dell'immagine ed esperienza clinica.Aim: The aim of this study is to compare Ultrasonography (US) with Magnetic Resonance Imaging for diagnosis of the temporomandibular joint disorders (TMJ) in patients affected by orofacial pain and dysfunction with dentofacial and skeletal malocclusions. Materials and Method: 40 patients have been assessed by ultrasonographic exams. Us was performed with a 11-18 MHz linear transducer. US offers specific advantages because it is non-invasive, does not require sedation or general anesthesia (which facilitates examinations for follow-up), is quickly accessible bedside, and is easy to combine with clinical assessment (interactivity). Agitation of the patient is rarely a problem, as MRI and multiple locations can be assessed during a single session. Furthermore, modern high-frequency US transducers used by experienced US examiners can provide unsurpassed resolution of the superficial musculoskeletal structures. Results: Were detected morphological alterations and positions of mandibular condyles in the glenoid fossa, condylar synovitis, disc displacement and joint effusion. Conclusions: Ultrasonography is a noninvasive and inexpensive diagnostic procedure that can be suggested for the evaluation of TMJ disorders, with particular accuracy in the detection of disc displacement and joint effusion. Limitations are especially related to the scarce accessibility of the medial part of the TMJ structures, and the need for trained and calibrated operators

    Effects of Global Proprioceptive Resonance on neuromuscular and postural systems - Effetti della Risonanza Propriocettiva Globale sul sistema neuromuscolare stomatognatico e sul sistema posturale

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    Scopi del lavoro: Lo scopo di questo studio è stato quello di studiare gli effetti di una struttura ergonomica a vibrazione multi focale (MFV) sul sistema neuromuscolare e posturale in soggetti sani. Materiali e Metodi: Trenta volontari (sedici maschi e quattordici femmine, di età compresa tra 19-25 anni) sono stati sottoposti, all'esame elettromiografico (EMG) e stabilometrico prima della seduta di risonanza propriocettiva globale mediante vibrazioni multi focali, ripetendo gli stessi esami subito dopo la MFV. Risultati: Gli effetti della MFV sulla elettromiografia di superficie dei muscoli dell’ apparato stomatognatico non hanno evidenziato alcun cambiamento statisticamente significativo, se non per i muscoli masseteri (p <0,05). Effetti significativi sono stati evidenziati anche nei test posturali e stabilometrici (p <0,05). Conclusioni: In questo studio preliminare si è concluso che la vibrazione multi focale ha indotto modificazioni sia nei test neuromuscolari che nei test posturali. Ulteriori studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla valutazione degli effetti sui pazienti con problematiche ortodontiche e gnatologiche, così come degli effetti a lungo termine.Aims: The purpose of this study was to investigate the effects of an ergonomic structure by multi focal vibrations on muscle performance and body balance in healthy subjects. Materials and Methods: Thirty volunteers (sixteen males and fourteen females, aged 19-25 years) underwent, in a randomized order, both the electromyography (EMG) and stabilometry before the multi focal vibration and immediately after it. Results: The effects of MFV on the surface EMG of masseters and anterior temporalis muscles did not induce any statistically significant change, except to masseters muscles (p<0.05). There were effects in body balance tests, too (p<0.05). Conclusions: In this preliminary study it was concluded that the multi focal vibration (MFV) induced changes both in neuromuscular and in postural tests. Further and future studies should focus on evaluating the effects on orthodontic and temporomandibular disease patients, as well as the long term effects

    Neoformazioni osteofitiche condilare: nell’artrite idiopatica giovanile e TC Cone beam a confronto con RX convenzionale.

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    Obiettivo: Lo scopo del lavoro è evidenziare il ruolo della CT Cone Beam nell’accurata e precisa osservazione di neoformazione osteofitica a livello del condilo mandibolare in pazienti affetti da Artrite Idiopatica Giovanile (AIG). Materiali e metodi: Viene riportato un caso clinico di un paziente maschio, di 18 anni di età, affetto da AIG poliarticolare dall’età di tre anni. Giunto alla nostra osservazione si è deciso per una terapia ortognatodontica per correggere la disfunzione ATM a limitare il danno anatomico morfologico provocato dalla patologia di base. E’ stata prescritta al paziente una TC Cone Beam a basso dosaggio. Risultati: Il referto radiografico della TC Cone Beam rileva una degenerazione atrofica dell’A.T.M. destra, con erosione e appiattimento del condilo mandibolare, erosione del contorno della cavità glenoide, assottigliamento dell’interlinea articolare e presenza di un becco osteofitosico sulla superficie mediale del condilo. Conclusione: Le ultime TC Cone Beam a basso dosaggio permettono all’odontoiatra di studiare la situazione del paziente in modo più accurato rispetto alla radiologia convenzionale. Gli osteofiti sono tipicamente presenti nelle forme di osteoartrosi ed in particolare nella AIG e sono in parte responsabili nelle manifestazioni dolorose tipiche di queste malattie. Questi sono da considerare come una reazione del tessuto osseo interessato da processi erosivi ed irritativi cronici, nel tentativo di stabilire una maggiore superficie di contatto tra i corpi articolariAim: The purpose of this work was to show the role of CBCT versus conventional radiographs for accurate and reliable detection of osteophytic neoformations on mandibular condyle in Juvenile Idiopathic Arthritis (JIA). Materials and Methods: JIA is a common disease of childhood is causes joint inflammation, typically before 16 years of age. When the TMJ is affected, there is often no pain, which delays the diagnosis and treatment. The condylar abnormalities can range from slight erosion and flattening of the articular surfaces to severe destruction of the condyle head or osteophytic neoformations. An unusual case report was reported. A 18 years old girl was affected by JIA since 3 year of age CBCT imaging has been performed the left condyle demonstrated the bird-beak appearance. Results: The CBCT showed a mandibular condyle’s morphological and surface changes as cortical erosion, flattening, sclerosis, osteophyte formation and a reduced inter-articular space. Conclusion: CBCT represents an improvement in quantifying the morphological changes of the condyle and mandible. The accurate and early diagnosis of JIA and the sensitive monitoring of the disease process are essential. Advanced imaging technology capable of identifying even the slightest trace of erosive joint damage may enable the prediction of future structural and functional deterioration

    Analisi cefalometrica 3D VS 2D nella diagnosi delle disgnazie=- 3D VS 2D cephalometric analysis for dental skeletal malocclusion diagnosis

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    Scopi del lavoro: E' stato di confrontare le analisi cefalomeriche semplificate 3D con quelle 2 D tradizionali. Materiali e Metodi: Sono state fatte analisi cefalometriche 3D su 130 pazienti. Le radiografie proiettive forniscono una rappresentazione bidimensionale di strutture del cranio, potendo offrire per ogni proiezione soltanto la valutazione di due dimensioni (2D), comportando ingrandimenti, distorsioni e sovrapposizioni di strutture anatomiche bilaterali. Questa caratteristica rappresenta un limite e non permette di compiere uno studio del caso clinico reale e puntuale (3D), al fine di effettuare una corretta diagnosi di malocclusione dentoscheletrica Risultati: LA TC Cone Beam ha reso il 3-D Imaging più disponibile per l'applicazione in campo ortodontico e maxillofacciale. I vantaggi della CBCT rispetto alla TC tradizionale includono basso dosaggio di radiazioni, costi inferiori un'alta risoluzione dello spazio, migliore qualità dell'immagine. Il 3D comporta la selezione di pochi punti cefalometrici e riducendo l’errore umano porta ad una più affidabile diagnosi. (p <0,01) Conclusioni: Questo permette di effettuare uno studio tridimensionale reale e preciso del caso clinico e quindi una corretta diagnosi. L'odontoiatra, l'ortodontista e il chirurgo maxillofacciale possono accedere ad un'enorme quantità di dati per poi interagire facilmente con questi estrapolando la vera realtà, proponendo diverse alternative terapeutiche e facilitando il rapporto medico-paziente.Aim: The aim of this study was to combine the data on low dose Cone Beam Computed Tomography (CBCT) with a cephalometric simplified protocol. Materials and Method: Were assessed 3D cephalometric measurement in 130 patients. Cephalometry is an essential clinical and research tool in orthodontics. Lateral cephalograms that are two-dimensional (2-D) are used to depict three-dimensional (3-D) structures. Consequently, cephalograms have inherent limitations as a result of distortion and differential magnification of the craniofacial complex. This may lead to errors of identification and reduced measurement accuracy. Results: The advantages of CBCT over conventional CT include lower radiation dose, lower cost, potentially better access, high spatial resolution and imaging quality improvement. In contrast to those on radiographs, the angular and linear measurements three-dimensionally detected, become real, moreover the selection of fewer points and the automatic measurements made by the computer reduced human error, for a much more reliable and repeatable diagnosis. (p<0.01) Conclusion: The value of a 3-D image model directly corresponds to the quality of the information, the accurate anatomic data derived, and its collection in a 3-D anatomic database. Various treatment plans may then be developed based on the practitioner's philosophy and the patient's desire and willingness to cooperate in treatment alternatives

    3-D diagnosis and orthodontic surgical-treatment plan in craniofacial asymmetries - Asimmetrie cranio-facciali : diagnosi 3D e programmazione ortodontico-chirurgica

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    Scopi del lavoro: Evidenziare gli obiettivi del trattamento ortodontico pre-chirurgico e post-chirurgico nelle asimmetrie dento-scheletriche e sottolineare l’importanza della T.C. cone beam a basso dosaggio nella diagnosi 3D. Materiali e Metodi: Lo studio cefalometrico effettua l’esame simmetroscopico delle strutture cranio-maxillo-dentarie rendendo possibile la diagnosi differenziale, tra asimmetrie cranio basali, strutturali maxillari, mandibolari occluso-posizionali, mandibolari strutturali e dentarie. Risultati: La Cone Beam TC ha permesso di effettuare uno studio reale tridimensionale delle asimmetrie craniofacciali al fine di effettuare una corretta diagnosi con precisione elevatissima. Conclusioni: Le asimmetrie cranio facciali strutturali negli adulti spesso sono anomalie dell’apparato stomatognatico concomitanti a gravi malocclusioni scheletriche. Queste vengono corrette mediante un trattamento ortodontico-chirurgico complesso programmato differentemente in base all’eziologia della deformità dento-facciale.Aims: To show the objectives of pre-and post-surgical orthodontic treatment to correct dentofacial asymmetries and underline the importance of cone beam computed tomography (CBCT), for a more accurate and precise diagnosis. Materials and Methods: The cephalometric analysis performs symmetroscophic exam of dental and craniofacial diagnosis. It is useful to evaluate: gradual change in facial appearance, history of facial trauma or syndrome, difficulty biting and chewing, skeletal/dental relationship, facial asymmetry. Results: CBCT permitted to achieve a better and more accurate diagnosis of facial asymmetry and helped in treatment planning Conclusions: Craniofacial asymmetries are often associated to severe dento-skeletal deformities. These are corrected by a complex combined surgical orthodontic treatment, programmed in a different way depending on the etiology

    Three-dimensional cephalometric imaging versus two-dimensional traditional analysis

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    Aim The aim of this study was to combine the data on low dose Cone Beam Computed Tomography (CBCT) with a cephalometric simplified protocol. Materials and methods We assesed 3D cephalometric measurement in 120 patients. Cephalometry is an essential clinical and research tool in orthodontics. Lateral cephalograms that are two-dimensional (2-D) are used to depict three-dimensional (3-D) structures. Consequently, cephalograms have inherent limitations as a result of distortion and differential magnification of the craniofacial complex. This may lead to errors of identification and reduced measurement accuracy. Results The advantages of CBCT over conventional CT include lower radiation dose, lower cost, potentially better access, high spatial resolution and imaging quality improvement. In contrast to those on radiographs, the angular and linear measurements detected on three-dimensionally become real, moreover the selection of fewer points and the automatic measurements made by the computer reduced human error, for a much more reliable and repeatable diagnosis. (p<0.01) Conclusion The value of a 3-D image model directly corresponds to the quality of the information, the accurate anatomic data derived, and its collection in a 3-D anatomic database. Various treatment plans may then be developed based on the practitioner’s philosophy and the patients desire and willingness to cooperate in treatment alternatives

    The temporomandibular joint disorders in the Special Forces of the Italian Navy subjected to extreme mental and physical stress : standard vs customized devices - Patologie dell’articolazione temporo-mandibolare nelle Forze Speciali della Marina Militare Italiana sottoposte a sforzo psicofisico estremo : confronto tra dispositivi standard e personalizzati

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    Scopi del lavoro: Durante le loro attività i subacquei della Comsubin sotto sforzo psicofisico estremo mostrano dei disturbi neuromuscolari, posturali e cranio mandibolari. L'obiettivo è quello di determinare la prevalenza dei disturbi temporo-mandibolari (TMD) e confrontare le variazioni del sistema neuromuscolare e posturali nelle Forze Speciali della Marina Militare Italiana dopo immersione con un boccaglio commerciale (CM) e dopo attività con un boccaglio personalizzato (PM). Vengono identificati i fattori di rischio e i sintomi TMD prima e dopo l'immersione. Materiali e Metodi: Quaranta maschi (23-30 anni) sono stati sottoposti a test neuromuscolari, risonanza magnetica, CBCT, esami spirometrici e posturali prima e dopo le immersioni. Risultati: La prevalenza di sintomi TMD dopo l'immersione è stata di circa il 93% con CM e del 38% con PM a fronte di un 32% prima dell’immersione. Utilizzando il dispositivo CM le risposte neuromuscolari e posturali dopo l'immersione (T3) erano molto diverse dalla situazione iniziale di riposo prima dell’immersione (T0) (p <0,001) e (p <0,01); con l'utilizzo del PM non ci sono stati cambiamenti. Conclusioni: I subacquei che presentavano sintomi TMD hanno incontrato il maggior rischio di sviluppare disfunzione dell'ATM durante e dopo l'immersione. Anche nei subacquei asintomatici, prima dell'immersione, hanno sviluppato i disturbi TMD. Dopo l’immersione il boccaglio personalizzato ha ridotto i sintomi, in modo significativo rispetto al dispositivo standard commerciale.Aims: Scuba divers deal with an extreme psychophysical effort during their activities showing neuromuscular, postural and cranio mandibular disorders. The aim is to determine the prevalence of temporomandibular disorders and the neuromuscular system variations in scuba divers of the Italian Navy with commercial (CM) and personalized mouthpiece (PM), and to identify the risk factors for the development of TMD signs and symptoms before and after diving. Materials and Methods: Forty males (23-30 years) undergone to neuromuscular tests, spirometric and postural exams before and after diving, MRI and CBCT exams too. Results: The prevalence of TMD symptoms after diving was about 93% with CM and 38% with PM versus a 32% before diving; with CM use the neuromuscular answers after diving (T3) were highly different from rest situation before immersion (T0) (p<0,001); also postural aspects were different after diving (p<0.01); with PM use there were no changes. Conclusions: Scuba divers exhibiting TMD-related symptoms have met the greatest risk of developing TMJ dysfunction during and after the dive. Also in asymptomatic divers, before the dive, TMD was a common problem after it. Customized mouthpiece have reduced symptoms, significantly

    Analisi cefalometrica 3D versus 2D: una diagnosi più semplificata ed accurata delle disgnazie = 3D versus 2D cephalometric analysis: a more simplified and accurate dental skeletal malocclusion diagnosis

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    Scopo del lavoro: E' stato confrontare le analisi cefalomeriche semplificate 3D con quelle 2 D tradizionali. Materiali e Metodi: Sono state fatte analisi cefalometriche 3D su 130 pazienti. Le radiografie proiettive forniscono una rappresentazione bidimensionale di strutture del cranio, potendo offrire per ogni proiezione soltanto la valutazione di due dimensioni (2D), comportando ingrandimenti, distorsioni e sovrapposizioni di strutture anatomiche bilaterali. Questa caratteristica rappresenta un limite e non permette di compiere uno studio del caso clinico reale e puntuale (3D), al fine di effettuare una corretta diagnosi di malocclusione dentoscheletrica Risultati: LA TC Cone Beam ha reso il 3-D Imaging più disponibile per l'applicazione in campo ortodontico e maxillofacciale. I vantaggi della CBCT rispetto alla TC tradizionale includono basso dosaggio di radiazioni, costi inferiori un'alta risoluzione dello spazio, migliore qualità dell'immagine. Il 3D comporta la selezione di pochi punti cefalometrici e riducendo l’errore umano porta ad una più affidabile diagnosi. (p <0,01) Conclusioni: Questo permette di effettuare uno studio tridimensionale reale e preciso del caso clinico e quindi una corretta diagnosi. L'odontoiatra, l'ortodontista e il chirurgo maxillofacciale possono accedere ad un'enorme quantità di dati per poi interagire facilmente con questi estrapolando la vera realtà, proponendo diverse alternative terapeutiche e facilitando il rapporto medico-paziente.Aim: The aim of this study was to combine the data on low dose Cone Beam Computed Tomography (CBCT) with a cephalometric simplified protocol. Materials and Methods: Were assessed 3D cephalometric measurement in 130 patients. Cephalometry is an essential clinical and research tool in orthodontics. Lateral cephalograms that are two-dimensional (2-D) are used to depict three-dimensional (3-D) structures. Consequently, cephalograms have inherent limitations as a result of distortion and differential magnification of the craniofacial complex. This may lead to errors of identification and reduced measurement accuracy. Results: The advantages of CBCT over conventional CT include lower radiation dose, lower cost, potentially better access, high spatial resolution and imaging quality improvement. In contrast to those on radiographs, the angular and linear measurements three-dimensionally detected, become real, moreover the selection of fewer points and the automatic measurements made by the computer reduced human error, for a much more reliable and repeatable diagnosis. (p<0.01) Conclusion: The value of a 3-D image model directly corresponds to the quality of the information, the accurate anatomic data derived, and its collection in a 3-D anatomic database. Various treatment plans may then be developed based on the practitioner's philosophy and the patient's desire and willingness to cooperate in treatment alternatives

    MRI vs Cone Beam CT in the 3D orthodontic and surgical study of third molars=Risonanza Magnetica a confronto con la Cone Beam CT nello studio 3D ortodontico-chirurgico dei terzi molari

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    Scopi del lavoro: La precisa localizzazione dei terzi molari e lo studio dei loro rapporti con il canale del Nervo Alveolare Inferiore (NAI) è critica per un corretto approccio chirurgico. L’Imaging a Risonanza Magnetica è una tecnica applicata in varie branche mediche, essa consente di ottenere immagini dei tessuti sfruttando il loro comportamento all’interno di un campo magnetico ad alta intensità. Materiali e metodi: 10 pazienti sono stati sottoposti a Risonanza Magnetica con un nuovo protocollo di acquisizione che fornisce dati dicom che possono essere importati in software di visualizzazione e ricostruzione tridimensionale. E’ stata eseguita la segmentazione dell’osso mandibolare e degli elementi dentari, ed è stato tracciato il percorso del nervo alveolare inferiore. Risultati: La Risonanza Magnetica Volumetrica ha permesso di ottenere dei modelli virtuali delle strutture anatomiche, in particolare dei terzi molari e del NAI. In questo modo l’operatore può visualizzare nei tre piani dello spazio le strutture di interesse, con un rapporto dimensionale di 1:1. Conclusioni: I risultati presentati confermano la possibilità di utilizzare questa tecnica di imaging per uno studio volumetrico delle strutture dentali e maxillo-mandibolari. Il vantaggio principale nell’applicazione della Risonanza Magnetica è la totale assenza di radiazioni ionizzanti erogate al paziente, a fronte però di un maggior tempo di esecuzione dell’esame e di rielaborazione dei dati.Aims: The precise localization of third molars and the study of their relationships with the inferior alveolar nerve canal (NAI) is critical for a correct surgical approach. Magnetic Resonance Imaging (MRI) is a technique applied in various branches of medicine, it allows to obtain tissue images using their behavior in a high intensity magnetic field. Materials and methods: 10 patients underwent MRI with a new protocol that provides data acquisition dicom that can be imported into three-dimensional reconstruction and visualization software. jaw bone segmentation and dental elements have been performed, and the inferior alveolar nerve has been mapped the location. Results: The volumetric MRI has resulted in the virtual models of anatomical structures, especially the third molars and the NAI. In this way the operator can see in the three planes in space, the structures of interest, with a dimensional ratio of 1:1. Conclusions: The results presented confirm the possibility of using this technique for imaging a volumetric study of dental and maxillo-mandibular structures. The main advantage in the application of MRI is the total absence of ionizing radiation delivered to the patient, however, have a greater execution time of the examination and data review
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