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Concessione ministeriale di ricerche e scavi archeologici in località Santa Maria di Villaputzu (Sarcapos)
Campagna di scavo svoltasi dal 2 al 27 settembre 2019 nella località Santa Maria di Villaputzu (SU), nell'ambito di una concessione ministeriale di durata annuale in capo al Dipartimento di Storia Cultura Civiltà dell'Università di Bologna. Lo scavo ha interessato un'area situata presso la riva sinistra del Flumendosa. A esso hanno preso parte studenti del corso di laurea triennale in Beni Culturali e dei corsi di laurea magistrale in Archeologia e culture del mondo antico e in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione del medesimo Ateneo
Concessione ministeriale per ricerche e scavi archeologici in località Santa Maria di Villaputzu (Sarcapos)
Campagna di scavo svoltasi dal 30 agosto al 30 settembre 2021 nella località Santa Maria di Villaputzu (SU), nell'ambito di una concessione ministeriale di durata triennale in capo al Dipartimento di Storia Cultura Civiltà dell'Università di Bologna. Lo scavo ha interessato un'area situata presso la riva sinistra del Flumendosa. A esso hanno preso parte studenti del corso di laurea triennale in Beni Culturali, dei corsi di laurea magistrale in Archeologia e culture del mondo antico e in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione e della Scuoladi Specializzazione in Beni Archeologici
Lo sport nel mondo fenicio e punico: appunti per una ricerca
The study of material culture combined with hints in literary sources strongly suggests that the Carthaginian society of the Hellenistic period took an interest in sporting competitions and, more broadly, in the Greek model of athletic training. On the contrary, less easily identifiable is the evidence for the practice of competitive sports and gymnastics in the Phoenician region and in the most ancient phases of the colonial experience, due to different documentary sources and manifestations in the other cultures of the ancient Near East. The chief purpose of this paper is to provide a first, close examination of sports and body culture-related data in Phoenician and Punic society in connection with other research areas
Interventi di diagnostica preliminare mediante metodi geofisici nel sito dell'antica Sarcapos (Villaputzu, CA)
Indagini geofisiche finalizzate a una preliminare valutazione del deposito archeologico nel sito punico e romano di Sarcapos (Santa Maria di Villaputzu, CA)
L'insediamento fenicio e punico nelle aree rurali
Il profondo impatto della colonizzazione fenicia e punica sulla società e sull’economia della Sardegna del I millennio a.C. si manifesta da un lato con un processo di ibridazione culturale delle popolazioni autoctone fin dalle fasi più antiche, dall’altro con una progressiva ristrutturazione del tessuto insediativo rurale, sempre più innervato da nuclei di immigrati nordafricani dediti alla produzione agricola. Intento di questo contributo è quello di fare il punto sulle conoscenze finora acquisite e focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti ancora problematici del popolamento isolano delle campagne tra gli inizi dell’Età del Ferro e l’incipiente fase romana
Note sull'architettura in terra cruda in Sardegna: dalle origini alle età punica e romana
This contribution aims to provide an overview of the origin and development of earthen architecture in Sardinia, in the light of the most recent studies and literary sources. The first evidence of building systems based on the use of clay can be attributed to the culture of San Michele di Ozieri, developed in the Recent Neolithic. Subsequently, the phenomenon seems to intensify from the Recent and Final Bronze Age, especially in the Campidanese region and in Gallura, and then generalize following the contact with the Phoenician culture, recording the maximum diffusion in Punic and Roman age. Although it is possible to reconstruct the evolution of this building culture in a general way, the available picture still shows many questions and large areas of shadow, which will have to be solved by future research.Questo contributo si propone di fornire una visione d’insieme sull’origine e lo sviluppo dell’architettura in terra cruda in Sardegna, alla luce delle acquisizioni più recenti e delle fonti letterarie. Le prime testimonianze di sistemi costruttivi basati sull’impiego dell’argilla possono essere attribuite alla cultura San Michele di Ozieri, sviluppatasi nel Neolitico Recente. In prosieguo di tempo, il fenomeno sembra intensificarsi a partire dal Bronzo Recente e Finale, soprattutto nella regione campidanese e in Gallura, e generalizzarsi in seguito al contatto con la cultura fenicia, registrando la massima diffusione in età punica e romana. Sebbene sia possibile ricostruire l’evoluzione di questa cultura edilizia in linea generale, il quadro disponibile mostra ancora numerosi interrogativi e ampie zone d’ombra, che dovranno essere risolti dalla ricerca futura
La stipe votiva del nuraghe Lugherras di Pulilatino: le lucerne
Edizione di un lotto di lucerne votive di età punica e romano-repubblicana proveniente dal deposito
votivo del Nuraghe Lugherras di Paulilatino (OR), finora noto soprattutto per il rinvenimento di un cospicuo numero di thymiateria in terracotta
Giovanni Garbini e la "questione punica"
The so-called “Punic question” is still today a very topical problem among scholars engaged in
research on Phoenician civilization. In an attempt to make some contribution to this issue,
some ceramic forms of the central-Mediterranean repertoire are discussed here, because of
their high value as archaeological indicators of broader historical phenomena. The survey
seems to highlight a gradual process of cultural irradiation of Carthage since the mid/end of
8th century BC and allows us to propose a new dynamic concept of “Punic world”, based on
the identification of different “punicities” in a diachronic and synchronic way
Cartagine oltre Cartagine tra VIII e VI sec. a.C.: una retrospettiva storiografica
Il dibattito inerente i tempi e i modi dell’irradiazione mediterranea di Cartagine si è articolato in letteratura
intorno a due modelli interpretativi divergenti e solo parzialmente conciliabili: il primo colloca il fenomeno nella
seconda metà del VI sec. a.C., in connessione con l’espansionismo armato narrato dalle fonti classiche e con
il passaggio dalla cremazione all’inumazione nei rituali funerari; il secondo, invece, propende per individuarne
le premesse già nell’VIII sec. a.C., nell’ambito di un graduale e sempre più incisivo coinvolgimento della “Città
nuova” nelle dinamiche della colonizzazione fenicia.
Partendo da una rivisitazione critica degli studi precedenti, si presentano alcune considerazioni a sostegno di
una proiezione oltremarina della metropoli nordafricana fin da epoca altoarcaica (VIII-VII sec. a.C.), quando
gli insediamenti coloniali dell’area centro-mediterranea mostrano una progressiva adesione al modello culturale
e urbano di matrice cartaginese.The scholarly debate concerning when and how the Carthaginian expansion in the Mediterranean took place revolves
around two different lines of interpretation that can be reconciled only partially: one interpretation places
this phenomenon in the second half of the 6th century BC in connection with military expeditions testified by
literary sources and with the change from cremation to inhumation in funerary rites; a second interpretation
puts its origin already in the 8th century BC, within a gradual involvement of the “New town” in the dynamics
of the Phoenician colonization.
Starting from a critical survey of previous studies this paper offers some considerations pointing to Carthaginian
enterprises beyond the sea already in the Early archaic period (8th-7th century BC), when the colonial settlements
of the central Mediterranean area show a growing influence of the cultural and urban Carthaginian model
Cartagine fuori da Cartagine: mobilità nordafricana nel Mediterraneo centro-occidentale fra VIII e II sec. a.C.
Il Congresso intitolato Cartagine fuori da Cartagine: mobilità nordafricana nel Mediterraneo centrooccidentale
fra VIII e II sec a.C., svoltosi a Ravenna dal 30 novembre al 1 dicembre 2017, con il
patrocinio istituzionale e finanziario del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna,
ha rappresentato uno straordinario momento di confronto e un’opportunità eccezionale per
aggiornare la spinosa tematica alla luce delle più recenti investigazioni. In quell’occasione, che ha
visto il coinvolgimento di numerosi studiosi impegnati su questo versante della ricerca nei più
importanti contesti del Mediterraneo centrale e occidentale, il tema è stato affrontato da differenti
prospettive e con diversi approcci metodologici, ciascuno in grado di suscitare nuovi spunti
di riflessione e stimoli per ulteriori ricerche. Ne emerge un quadro nuovo, assai più complesso e
sfumato di quello affermatosi nella storiografia tradizionale, ma ancora caratterizzato da ampie
zone d’ombra che – ci si augura – potranno essere illuminate dalle indagini future
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