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    Rischio di piena e dinamica fluviale nella piana di Castel di Sangro (Appennino centrale - Abruzzo

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    La piana di Castel di Sangro , oggetto di studio, si apre sul margine orientale dei Monti Marsicani e del Parco Nazionale d’Abruzzo, in una depressione strutturale sede di intensa sedimentazione ad opera dei Fiumi Sangro, Rio Torto e Zittola. A valle del Comune di Alfedena il Sangro , il cui alveo aveva fino all’anno 1984 una tipica conformazione a treccia, discende la piana fino al Comune di Castel di Sangro ove la piana morfologicamente si chiude. Nel dopo guerra la costruzione di due dighe, che hanno solo una funzione regimante, ha drasticamente ridotto l’apporto solido, favorendo l’erosione di depositi alluvionali.Successivamente, a metà degli anni ’80, il Sangro è stato quasi del tutto rettificato e chiuso in uno stretto ambito mediante un doppio argine in calcestruzzo, mentre l’alveo a treccia veniva diboscato e spianato; in corrispondenza di queste aree sono state aperte cave e impiantati capannoni industriali. La ricerca ha avuto per scopo la definizione degli effetti che le onde di piena possono determinare in questo contesto fortemente antropizzato. Particolare attenzione è stata posta nella identificazione della dimensione dell’alveo attivo e dell’entità dei fenomeni erosivi in atto, conseguenza della rettifica e della cementazione dell’alveo

    Le risorse idriche della piana di Castel di Sangro

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    La piana di Castel di Sangro, ubicata sul margine orientale del Parco Nazionale d’Abruzzo, costituisce una piccola unità idrogeologica. La coltre alluvionale di fondovalle, costituita da ciottoli, sabbie e ghiaie e potente una ventina di metri, ospita un acquifero di tipo libero esteso circa 14 Km2, che è limitato alla base e lateralmente da depositi argilloso-marnosi a bassissima permeabilità.Questo acquifero è abbondantemente ricaricato, oltre che dalle precipitazioni, anche dal fatto che nella depressione alluvionale si versano tre corsi d’acqua perenni: il Fiume Sangro e i torrenti Rio Torto e Fittola. I regimi di questi corsi d’acqua sono ben conosciuti in quanto essi sono monitorati da tre stazioni idrometrografiche. I rapporti falda fiume ed i livelli di saturazione dell’acquifero sono stati definiti quantitativamente grazie a campagne di rilevamento in alveo e dei livelli e in falda che si sono protratte per 13 mesi, dall’agosto del 1983 all’agosto 1994. Ciò ha permesso di definire la variazione del volume immagazzinato nel corso delle stagioni, e di mettere in luce che il Fiume Sangro, attraverso perdite di subalveo, alimenta il Torrente Fittola con un flusso di almeno 1 m3/s. Tuttavia la regimazione delle acque del Sangro e del Rio Torto, operata dall’Enel, fa sì che nei mesi secchi la portata del fiume principale, per alcune ore del giorno scenda a poche centinaia di litri secondo. Nella nota vengono analizzati, inoltre, gli effetti che alcuni centri di prelievo, ubicati nella piana, determinano sulla falda e sulle portate dei corsi d’acqua. Vengono esposte alcune riflessioni sulla situazione ambientale e sulla necessità di mutare la gestione dell

    Fluvial dynamics in the Castel di Sangro plain: morphological changes and human impact from 1875 to 1992.

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    In recent years, morphology and hydrogeology of the Castel di Sangro plain have undergone significant man-made changes. The plain is located in a very complex geological area where the Latium-Abruzzi carbonate platform, the Morrone-Rotella-Pizzone carbonate platform and the Molise nappe meet. Hydrology, hydrogeology, morphology and neotectonics of the area are conditioned by interlocking and overlapping of such palaeogeographic units. Some of them can be clearly recognised in the upper and middle Sangro area. After outlining the geological, structural and geomorphological features of the area, the authors discuss the morphological changes which occurred in the Sangro River pattern and its alluvial plain from 1875 to 1992 as a result of construction of major hydraulic structures (dams, river bed cementation, urbanisation of flood plain and spring areas, wells). Elements inferred from comparison of maps and aerial photographs were also considered. The study provides a concise description of objective observations on both natural and man-induced fluvial processes and groundwater flows

    Aspetti idrogeologici ed idrogeochimici della piana alluvionale del fiume Sangro.

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    L'acquifero alluvionale della piana del Fiume Sangro è sede di una falda idrica, libera nel tratto di monte, e in pressione, o addirittura in condizioni di artesianesimo, nel tratto di valle, per la presenza di cospicui spessori di limi superficiali. I1 Fiume Sangro sembra drenare quasi sempre la falda, anche se i dati disponibili non consentono di escludere la possibilità di inversione del rapporto in punti o in periodi singolari dell'anno. Le analisi chimiche delle acque sotterranee hanno permesso di riconoscere due facies distinte: una bicarbonato-calcica con caratteristiche tipiche di acque che abbiano lisciviato terreni calcarei ed una bicarbonato-sodica, tipica di acque che abbiano lisciviato formazioni marnoso-argillose, in accordo con i terreni affioranti più a monte, ai margini della piana e con i terreni del substrato. Infatti allontanadosi dal corso d'acqua si rileva una diminuzione della componente calcarea dovuta allo scambio ionico degli elementi alcalino-terrosi a favore di quelli alcalini per la presenza, sia a letto che lateralmente alla piana dei depositi argillosi

    IL Patto Territoriale del Sangro Aventino

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    Il saggio, traendo spunto dai risultati di una ricerca sul campo condotta dall’autrice, mette in luce i fattori causali che hanno determinato il successo del PattoTerritoriale Sangro Aventino, in Abruzzo. Inoltre, tenta di delineare gli elementi determinanti per il raggiungimento di un esito positivo delle politiche fondate sul partenariato sociale. In tal senso, è posto l’accento sul ruolo della leadership, della concertazione e delle scelte organizzative condotte nella fase della loro attuazione. [...

    Storie e leggende di un principe e della sua cappella. Da Raimondo di Sangro a Benedetto Croce

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    The present article deals with the Prince of Sansevero, Raimondo di Sangro, and legends, often linked to real happenings, which over time were superimposed on this personage and his reknowned family chapel. To a great extent his reputation was of his own making, exagerated by the imagination of the populace and amplified by newspaper articles, brief essays, and stories by Southern Italian intellectuals in the late 19th century. Capuana, Colonna di Stigliano, Di Giacomo, and Croce, who were the foremost voices of the time in the literature of the South of Italy, wrote about the Prince and his mysteries. Lured by suggestions from the place he built and dwelt in, they too contributed to a myth that still today fascinates tourists and curious visitors from all over the world
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