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Bologna. Tra portici, torri e canali
Ogni paesaggio attuale è l’esito provvisorio del continuo sommarsi di matrici, mutamenti e retaggi che ci giungono dal passato: da quello più lontano che precedette la comparsa dell’uomo, in cui si forgiarono i caratteri ambientali e climatici più persistenti, a quello storico – antico e recente – durante il quale la presenza umana ha inciso sempre più profondamente, lasciando multiformi tracce ed eredità. Anche Bologna non esibisce solo le realizzazioni moderne o le impronte del suo splendore medievale, ma conserva le orme e i lasciti delle comunità che ne hanno vitalizzato lo spazio fin dal più remoto passato.
Crocevia naturale e viario, punto d’incontro tra mondo mediterraneo e mitteleuropeo, centro di attrazione e di irradiamento di cultura e scienza, la comunità bolognese dispone di un patrimonio di “storie”, di una galleria di personaggi, di un repertorio di episodi da cui attingere a piene mani per rilevare le attitudini confluite a modellare condizioni e comportamenti odierni.
Questo volume, arricchito da immagini suggestive, racconta la storia di Bologna e dei suoi tesori attraverso “quadri” che includono oltre ai palazzi più importanti, chiese, portici, canali, mura, torri, musei, biblioteche e archivi, corredati da una puntuale cronologia, che pur nella necessaria sintesi vuole coniugare rigore scientifico e gradevole lettura
La "Descriptio civitatis Bononie eiusque comitatus" e i "Præcepta" del cardinale Anglic Grimoard de Grisac (1371)
Negli anni che precedettero il ritorno della sede apostolica da Avignone a Roma l'incarico di vicario e legato apostolico della Marca, della Romagna, dell'Umbria e della Toscana, fu conferito ad un fratello del papa Urbano V, il cardinale Anglic Grimoard de Grisac. Dopo la morte del fratello costui decise di lasciare il mandato e di redigere una serie di informazioni e di consigli indirizzati al suo successore designato. Si tratta dei «Praecepta», editi per la prima volta sulla base del manoscritto originale, contenenti per ogni territorio sottoposto osservazioni, opinioni e giudizi sulle funzioni e le misure di governo, sulle questioni da affrontare e ancora aperte e sui delicati rapporti con la popolazione locale e con gli organi amministrativi ancora vigenti. A corredo delle sue considerazioni nell'autunno del 1371 fece raccogliere le notizie che potevano rivelarsi utili a fornire una conoscenza dettagliata delle diverse situazioni. Tra i rapporti che ne derivarono c’è la «Descriptio civitatis Bononie eiusque Comitatus...» che fornisce una gran mole di informazioni e di dati di piena e fondata attendibilità. I testi originali delle due fonti, accostati per la prima volta, offrono un prezioso strumento per lo studio della storia bolognese del tardo medioevo
Il “Passamano per San Luca” a Bologna (Italia) tra rievocazione storica e didattica
L’articolo illustra l’esperienza della rievocazione storica denominata «Passamano per San Luca», che si svolge a Bologna (Italia) da sedici anni. Essa, organizzata e promossa dal Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) dell’Università di Bologna con la partecipazione attiva di un grande numero di studentesse e studenti di ogni ordine e grado della città e della sua provincia, ricorda un avvenimento accaduto il 17 ottobre 1677: era necessario costruire un portico che collegasse la città al santuario della Madonna di San Luca e l’unico modo per trasportare i materiali costruzione era passarsele di mano in mano creando una catena umana. Rievocare oggi quel gesto di solidarietà civica significa da parte delle scuole assumere un senso di responsabilità verso il bene, stimolando la sua conoscenza, tutela e valorizzazione. In questo modo, tutta la comunità cittadina viene coinvolta nella salvaguardia del bene e nella custodia della stessa cittadinanza.The aim of the following article is to illustrate the historical re-enactment «Passamano per San Luca» held in the city of Bologna (Italy) for sixteen years. It, organized and promoted by the International Center for Didactics of History and Heritage (DiPaSt) of the University of Bologna with the active participation of a large number of students of all levels in the city and its province, remembers an event happened on October 17th 1677: it was necessary to build a portico that connected the city to the sanctuary of the Madonna of San Luca and the only way to transport the construction materials was to pass them from hand to hand creating a human chain. Evoking that gesture of civic solidarity today means for the schools to assume a sense of responsibility towards the monument, stimulating his knowledge, protection and valorisation. In this way, the entire city community is involved in safeguarding the monument and the same citizenship
Signori, regimi signorili e statuti nel tardo medioevo
ricerca sugli statuti delle città italiane soggette ad autorità signorili, esito del VII convegno del Comitato italiano per gli studi e le edizioni delle fonti normative (Ferrara 5-7 ottobre 2000
Premesse, origini e sviluppo della Bibliografia Statutaria Italiana
Il censimento e la raccolta dei riferimenti bibliografici alle edizioni e agli studi di fonti statutarie con cui si è giunti alla redazione dei tre volumi della Bibliografia Statutaria Italiana hanno tratto motivo oltre che dalla volontà di condividere le conoscenze sulle relative pubblicazioni, anche da quella di favorire studi coordinati e comparati sui numerosi codici normativi che furono promulgati nelle diverse aree a prevalente lingua italiana tra medioevo ed età moderna; codici dalle origini eterogenee ma tutti indotti da intenti di regolare e conformare i comportamenti individuali e collettivi di specifiche comunità cittadine e rurali e di particolari associazioni laiche e religiose e perciò compendiati nel cosiddetto ius proprium . Fin dalla sua prima formazione il "Comitato Italiano per gli Studi e le Edizioni delle Fonti Normative" (CISEFN) si è quindi caratterizzato per un profilo originale e scientificamente motivato che intende affrontare le principali questioni metodologiche per le pubblicazioni e le analisi dei testi statutari su di un piano di comparazione nazionale. Da un lato nell’assecondare e promuovere le pubblicazioni di rubricari, repertori e testi si sono individuati e condivisi come preliminari e necessari i criteri da adottare per queste forme di pubblicazione; dall’altro nel promuovere nuovi studi si sono suggerite questioni inderogabili quali l’articolazione tipologica, territoriale e cronologica dei codici pervenuti, l’individuazione e la distinzione delle norme originarie da quelle desunte da modelli, da stratificazioni e da aggiunte e il ricorso ad altre fonti per riscontrare le ricadute delle promulgazioni. Tutto ciò ha indotto il gruppo bolognese del CISEFN a riattivare la rete dei referenti regionali verificando le disponibilità di raccogliere i dati delle pubblicazioni statutarie effettuate dal 2006 al 2015 per redigere il terzo volume della Bibliografia Statutaria Italiana, in collaborazione con la Biblioteca del Senato.
A partire da questa pubblicazione il Comitato Italiano per gli Studi e le Edizioni delle Fonti Normative e la Biblioteca del Senato si propongono di promuovere nuove iniziative e convegni di ambito nazionale
Bibliografia statutaria dell'Istria, della Dalmazia, dell'Albania e del Levante (2006-2015)
La pubblicazione del terzo volume della Bibliografia statutaria italiana prosegue un lungo periodo di collaborazione tra la Biblioteca del Senato della Repubblica e il Comitato italiano per gli studi e le edizioni delle fonti normative dell'Università di Bologna, iniziato nel 1998 e scandito con regolarità decennale dall'uscita degli aggiornamenti bibliografici relativi agli anni 1986-1995 e 1996-2005. L'importanza di un lavoro di raccolta bibliografica nel settore statutario risulta evidente se si considera la varietà dei soggetti produttori (università, istituti culturali, enti locali, deputazioni di storia patria, biblioteche, accademie) e della tipologia dei materiali (monografie, articoli editi in riviste, atti di convegni, tesi di laurea o di dottorato).
il repertorio è strutturato per territori regionali secondo i confini attuali. Nella definizione dell'ambito territoriale da prendere in considerazione si è ritenuto comunque utile adottare un criterio largo e comprensivo, inserendo tanto regioni appartenenti al territorio nazionale la cui produzione normativa ha per ragioni storiche e culturali peculiari caratteristiche (come l'Alto Adige-Sudtirolo), quanto regioni storiche poste al di fuori del territorio nazionale (la Svizzera italiana, l'Istria e la Dalmazia)
Bibliografia statutaria delle Marche (2006-2015)
La pubblicazione del terzo volume della Bibliografia statutaria italiana prosegue un lungo periodo di collaborazione tra la Biblioteca del Senato della Repubblica e il Comitato italiano per gli studi e le edizioni delle fonti normative dell'Università di Bologna, iniziato nel 1998 e scandito con regolarità decennale dall'uscita degli aggiornamenti bibliografici relativi agli anni 1986-1995 e 1996-2005. L'importanza di un lavoro di raccolta bibliografica nel settore statutario risulta evidente se si considera la varietà dei soggetti produttori (università, istituti culturali, enti locali, deputazioni di storia patria, biblioteche, accademie) e della tipologia dei materiali (monografie, articoli editi in riviste, atti di convegni, tesi di laurea o di dottorato).
il repertorio è strutturato per territori regionali secondo i confini attuali. Nella definizione dell'ambito territoriale da prendere in considerazione si è ritenuto comunque utile adottare un criterio largo e comprensivo, inserendo tanto regioni appartenenti al territorio nazionale la cui produzione normativa ha per ragioni storiche e culturali peculiari caratteristiche (come l'Alto Adige-Sudtirolo), quanto regioni storiche poste al di fuori del territorio nazionale (la Svizzera italiana, l'Istria e la Dalmazia)
La storia del lungo cammino delle libertà e dei diritti. Il premio Novi cives: costruttori di cittadinanza
Nel 1257 il Comune di Bologna ratificava la liberazione di 5855 servi della
città e del contado e proprietà di 379 padroni. Attraverso il memoriale del Liber
Paradisus Bologna diveniva la prima città ad approvare un atto che aboliva la
servitù.
La riflessione etica e civile di oltre sette secoli fa si è certamente evoluta nel
tempo, raffrontandosi con ulteriori e diverse richieste di libertà e diritti. L’epoca presente pone costantemente non solo governi ed amministrazioni, ma la cittadinanza intera dinnanzi ad urgenze e crisi umanitarie ed ambientali, ad emarginazioni ed esclusioni di gruppi ritenuti minoranza, se non addirittura
pericolo.
Dal 2015 nell’ambito della Festa internazionale della Storia si conferisce il
premio internazionale Novi Cives: costruttori di cittadinanza promosso dal
Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio – DiPaSt del
Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna e teso a valorizzare iniziative e personaggi che si sono distinti nell’impegno per la promozione dei diritti e per il dialogo interculturale
Bibliografia statutaria della Campania (2006-2015)
La pubblicazione del terzo volume della Bibliografia statutaria italiana prosegue un lungo periodo di collaborazione tra la Biblioteca del Senato della Repubblica e il Comitato italiano per gli studi e le edizioni delle fonti normative dell'Università di Bologna, iniziato nel 1998 e scandito con regolarità decennale dall'uscita degli aggiornamenti bibliografici relativi agli anni 1986-1995 e 1996-2005. L'importanza di un lavoro di raccolta bibliografica nel settore statutario risulta evidente se si considera la varietà dei soggetti produttori (università, istituti culturali, enti locali, deputazioni di storia patria, biblioteche, accademie) e della tipologia dei materiali (monografie, articoli editi in riviste, atti di convegni, tesi di laurea o di dottorato).
il repertorio è strutturato per territori regionali secondo i confini attuali. Nella definizione dell'ambito territoriale da prendere in considerazione si è ritenuto comunque utile adottare un criterio largo e comprensivo, inserendo tanto regioni appartenenti al territorio nazionale la cui produzione normativa ha per ragioni storiche e culturali peculiari caratteristiche (come l'Alto Adige-Sudtirolo), quanto regioni storiche poste al di fuori del territorio nazionale (la Svizzera italiana, l'Istria e la Dalmazia)
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