75,737 research outputs found

    La chiesa di Santa Maria della Neve in Ponticelli

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    L'articolo descrive la storia della chiesa di santa Maria della Neve nel contesto dell'abitato del casale di Ponticelli, a est della città di Napoli

    Opere di Matteo Maria Boiardo

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    Edizione di tutte le opere, latine e volgari, di Matteo Maria Boiardo, promossa dal Centro Studi Boiardo di Scandiano, e sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. La collana procede alacremente nelle sue pubblicazioni (un'opera all'anno), include anche testi della "Biblioteca di Boiardo" e si presenta come l'unica edizione vigente di tutta la produzione di Boiardo

    Il Museo d'arte Sacra della Basilica Santa Maria assunta di Alcamo

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    Schede all'interno del catalogo per il Museo d'arte Sacra della Basilica Santa Maria assunta di Alcam

    Testamenti a Cividale del Friuli nel Tre-Quattrocento

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    Per quanto riguardava le sepolture, le preferenze andavano alla chiesa maggiore di S. Maria Assunta

    Note di archeologia funeraria nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento

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    Lo scavo all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore ha restituito, in due delle sue fasi di vita principali (medievale e rinascimentale), esempi di cimiteri che presentano diverse peculiarità. Lo studio, congiunto a quello dei resti umani, ha permesso di evidenziare uno spaccato delle trasformazioni della comunità locale e, dall’altro lato, anche di confermare dati spesso ricavabili finora soltanto con l’ausilio della documentazione letteraria o d’archivio, e di correlarli, attraverso puntuali confronti, con altre realtà coeve del territorio. Lo studio sulle modalità di sepoltura, dei corredi e delle strutture tombali, per quanto non ancora del tutto completo, ha fornito risultati che vanno da arricchire il quadro della società tridentina fra V e XVIII secolo.Excavations inside the church of Santa Maria Maggiore have provided evidence of cemeteries with distinct characteristics linked to two of the main phases in its existence (in the medieval and renaissance periods). The study, combined with examination of human remains, has made it possible to provide an overview of transformations in the local community, and at the same time to confirm data often only obtainable to date with the assistance of the literature or archive documentation, linking them, through careful comparison, with other contemporary environments in the geographical area. The study of burial methods, funeral objects and tomb structures, albeit not yet entirely complete, has provided results extending knowledge of the framework of Trentino society between the 5th and the 18th centuries.Bei den Ausgrabungen in der Kirche Santa Maria Maggiore wurden Gräberfelder aus zwei ihrer wichtigsten Existenzphasen (Mittelalter und Renaissance) entdeckt, die zahlreiche Besonderheiten aufweisen. Die Untersuchung und die Analyse der menschlichen Überreste geben die Möglichkeit, die Veränderungen in der lokalen Gemeinschaft aufzuzeigen und andererseits auch Angaben zu bestätigen, die bisher nur mit Hilfe literarischer oder archivalischer Dokumentation möglich waren. Mit detaillierten Vergleichen konnten diese Angaben mit anderen zeitgleichen Situationen des Territoriums korreliert werden. Obwohl noch nicht abgeschlossen, hat die Untersuchung aufschlussreiche Informationen über die Bestattung, die Beigaben und die Grabstrukturen geliefert, die das Sachwissen über die tridentinische Gesellschaft vom 5. bis 18. Jahrhundert erhöhen

    Varese - Piazzale Staffora. Concorso di idee per la rivalutazione dell'area.

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    Presentazione dei progetti del concorso di idee per la rivalutazione dell'area di Piazzale Staffora. Vedi allegato

    S. Maria Capua Vetere. Il carcere borbonico. Facoltà di Lettere

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    Il saggio ricostruisce la storia dell’attuale sede della facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università di Napoli dalla fondazione del convento di S. Maria Via Coeli sino alla costruzione del carcere borbonico. Il convento dei Minimi fu fondato nel 1604 dal padre predicatore dell’Ordine don Ignazio da Capua. Poiché non rimangono tracce materiali di questa prima costruzione, è stato necessario consultare le fonti archivistiche per definirne l’originaria configurazione. L’edificio religioso fu demolito nel 1819 quando iniziò la costruzione del nuovo Carcere centrale di Terra di Lavoro: fondato sulle strutture del criptoportico romano, l’impianto seguiva la forma bloccata di un rigido quadrilatero. Il saggio descrive le articolate vicende del cantiere borbonico fino all’Unità d’Italia precisando anche le originarie destinazioni d’uso degli ambienti. La lunga durata dei lavori, per i problemi insorti con l’appaltatore sin dall’inizio, rese inadeguato e anacronistico il carcere di S. Maria molto prima della sua conclusione (negli anni ’40 dell’Ottocento), soprattutto al confronto con i contemporanei edifici di Avellino e Campobasso che seguirono le norme costruttive del panopticon. La lettura delle carte dell’epoca relative alla costruzione della prigione borbonica riflette efficacemente anche il vivace dibattito sull’edilizia carceraria che impegnò gli ambienti del Corpo di Ponti e Strade in quegli anni

    L'eredità di Anna Maria Fundarò nella scuola di design di Palermo

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    Il saggio propone una ricognizione sul processo culturale, scientifico e didattico che ha determinato la sionomia dell’insegnamento del design nell’Università di Palermo, a partire dall’istituzione della prima cattedra di Progettazione artistica per l’industria, voluta nel ‘71 da Vittorio Gregotti e a data ad una giovane Anna Maria Fundarò, che sarà successivamente l’artefice della definizione di una vera e propria “scuola siciliana” di design. A. M. Fundarò è un architetto che sceglie il design in quanto progettualità attenta agli aspetti socio-culturali e all’innovazione, atta a promuovere un contesto economico e produttivo problematico, che sembrava incapace di ripartire dalle proprie speci cità e vocazioni. “Design per lo sviluppo” è infatti il titolo di un convegno che organizzò a Palermo (1982), da cui emerse una mappa ampia e sfaccettata della cultura del design, che in quel momento non aveva nell’Università italiana un proprio percorso di laurea, ma afferiva agli studi di Architettura
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