1,217 research outputs found

    Robin DeRosa (Website)

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    Robin DeRosa's personal website

    Rotte murgiane

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    ‘Rotte Murgiane’ costituisce il primo volume di un più ampio progetto culturale nato nel 2007 da un'idea di Raffaele Licinio e di Franco Cardini e concretizzatasi nella realizzazione di un sito web dal nome ‘Puglia in-difesa’ che negli anni ha raccolto e condiviso numerose informazioni, studi, segnalazioni utili alla salvaguardia di beni culturali considerati 'minori', collaborando con il Fai, l’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi e l’Università degli Studi di Bari. Nel libro è appunto l'area murgiana con le sue grosse realtà urbane e con una miriade di centri minori e di aree extra-urbane, spesso oggetto di ‘disattente’ operazioni di pianificazione territoriale, ad essere al centro dell’indagine. Una realtà ricca di memorie materiali e immateriali, che vanno dal Medioevo al Novecento. Un primo capitolo dedicato ai problemi della conservazione e del restauro ospita il contributi di Michele D’Elia sulle problematiche conservative dell’habitat rupestre, con particolare attenzione alla cripta del Peccato originale di Matera. Si tratta di una inedita lezione tenuta da D’Elia tradotta in testo da Pina Belli d’Elia. Il contributo di Dino Borri ( Risorse, futuri e strategie di ambiente-paesaggio in Alta Murgia) affronta le tematiche relative alla trasformazione del paesaggi alla luce di un lungo dibattito critico, sondando trasformazioni, politiche culturali e strategie economiche. Un secondo capitolo è dedicato all’habitat rupestre della città di Andria con i contributi di Franco Dell’Aquila (Il patrimonio rupestre di Andria), che ricostruisce la facies storica del territorio e le testimonianze sopravvissute; di Rosalinda Romanelli (Alcune note sulla decorazione pittorica della chiesa rupestre di Santa Croce ad Andria. Il culto della Passione) e di Luisa Derosa (Immagini ‘antiche’ e ‘culti moderni’: il caso della Madonna dei Miracoli di Andria) che presentano due casi specifici di decorazioni pittoriche. Il terzo capitolo riguarda vari monumenti dell’area murgiana. Pasquale Cordasco (38 miglia da Castel del Monte) presenta un inedito diario di un viaggiatore dei primi del Novecento che percorre la strada che da Acquaviva conduce al celebre maniero dell’imperatore Federico II; Maurizio Triggiani (Il sito delle Grottelline: dalle Tufare alle discariche) analizza dal punto di vista storico il sito delle Grottelline a Spinazzola soffermandosi sulle politiche di sviluppo di un territorio ricco di storia; Vito Ricci (La chiesa di San Vito di Corato e i rapporti con gli Ordini religioso-militari. Ipotesi e certezze storiche ) si occupa dell’importante edificio a croce contratta sopravvissuto nella città di Corato; Giulia perrino ( Gli affreschi medievali della chiesa matrice di Santa maria Assunta a Binetto) analizza l’inedito ciclo affrescato nell’abside della chiesa matrice di Binetto e il suo significato apocalittico. Sergio Chiaffarata (Murgia sconosciuta: il territorio di Altamura, tra le Guerre Mondiali e la Guerra Fredda) compie una inedita lettura del paesaggio murgiano attraverso i segni lasciati sul territorio nel corso degli eventi bellici del Novecento

    Addressing the education puzzle : the distribution of education and economic reform

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    No country has achieved sustained economic development without substantially investing in human capital. Previous studies have shown the handsome returns to various forms of basic education, research, training, learning-by-doing, and capacity-building. But education by itself does not guarantee successful development, as history has shown in the former Soviet bloc, Sri Lanka, the Philippines, and the Indian states of Kerala and West Bengal. The question is, when and how does education bring high payoffs? Although theory has suggested a strong causal link between education and growth, the empirical evidence has not been unanimous and conclusive. The authors examine two explanatory factors. First, who gets educated matters a good deal, but the distribution of education is complex and not much has been written about it. They construct an asset allocation model that elucidates the importance of the distribution of education to economic development. Second, how education affects growth is greatly affected by the economic policy environment. Policies determine what people can do with their education. Reform of trade, investment, and labor policies can increase the returns from education. Using panel data from 12 Asian and Latin American countries for 1970-94, they investigate the relationship between education, policy reform, and economic growth. Their empirical results are promising. First, the distribution of education matters. Unequal distribution of education tends to have a negative impact on per capita income in most countries. Moreover, controlling for human capital distribution and the use of appropriate functional form specifications consistent with the asset allocation model makes a difference for the effect of average schooling on per capita income. Controlling for education distribution leads to positive and significant effects of average schooling on per capita income, while failure to do so leads to insignificant, even negative effects, of average education. Second, the policy environment matters a great deal. Our results indicate that economic policies that suppress market forces tend to dramatically reduce the impact of human capital on economic growth. Investment in human capital can have little impact on growth unless people can use education in competitive and open markets. The larger and more competitive these markets are, the greater are the prospects for using education and skills.Curriculum&Instruction,Economic Theory&Research,Decentralization,Public Health Promotion,Health Monitoring&Evaluation,Health Monitoring&Evaluation,Teaching and Learning,Curriculum&Instruction,Economic Theory&Research,Gender and Education

    Storie di chartae e storie di pietra: la cultura artistica a Manfredonia fra XIII e XIV secolo

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    La storia della città di Manfredonia, oggetto di una profonda opera di revisione nel presente volume, viene analizzata attraverso quanto rimane della sua facies medievale. Oggetto di questo contributo è l’edilizia sacra della città dalla fondazione al XIV secolo, argomento sul quale si registrano solo brevi e sporadici interventii. Data l’esiguità e la frammentarietà delle testimonianze rimasteci sono state passate in rassegna tutte le fonti fino ad oggi conosciute, sia scritte che iconografiche, che spaziano dal medioevo all’età moderna. L’analisi di questa documentazione ha consentito di affrontare anche problemi di natura urbanistica nonché ricavare interessanti informazioni relative all’edilizia residenziale. La storia della città e di quanto rimane dell’antica edilizia sacra e conventuale (relativa alla chiesa e convento di San Domenico, al duomo di San Lorenzo ed al convento di S. Francesco) viene letta in relazione alle vicende del clero sipontino, di cui la nuova città avrebbe dovuto ereditare il titolo vescovile, ed ai legami con i sovrani angioini, in particolare con Carlo I e con suo figlio Carlo II. Particolare attenzione è riservata alla storia del duomo, nel tentativo di mettere a fuoco le vicende costruttive e restituire, con l’ausilio di alcune antiche immagini, forma e dimensioni. Sono stati indagati, inoltre, alcuni locali nell’attuale Palazzo arcivescovile facenti parte dell’edificio medievale. Una parte di questo studio è dedicata alle testimonianze pittoriche presenti nella cappella di San Domenico nonché ad alcune strutture, probabilmente cappelle, parzialmente inglobate in fabbriche moderne, oggi di proprietà privata. Sono pubblicati, inoltre, per la prima volta, alcuni frammenti di decorazioni architettoniche medievali relative al palazzo De Florio-Mettola, nell’area dell’antico duomo. In tale contesto emerge con chiarezza il rapporto che la città ebbe, a livello di committenza ma anche di circolazione di modelli e maestranze, con altre città del Regno, in particolare con la vicina Lucera. Le élites urbane, dedite principalmente ai commerci marittimi, e le autorità ecclesiastiche svolsero un ruolo di primo piano nella creazione di un linguaggio estetico in grado di tradurre tendenze più aggiornate- legate alla Corte e più in generale all’Europa - in una glossa che, reinventando il linguaggio tradizionale dell’Italia meridionale, fosse comprensibile alle comunità locali

    Tremiti, Vieste, Bisceglie, Molfetta, Irsina, Tricarico, Ferrandina, Tursi, Valsinni, Atella, Brienza, Rivello, Maratea

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    I capitoli di questo volume dedicati ad alcuni dei principali centri della Puglia e della Basilicata si snodano attraverso un percorso che diacronico teso ad evidenziare da un punto di vista storico-artistico il patrimonio di queste piccole realtà, a partire dalla loro fondazione fino al XIX secolo

    Barletta, Altamura, Venosa, Melfi, Acerenza

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    I capitoli di questo volume dedicati ad alcuni dei principali centri della Puglia e della Basilicata si snodano attraverso un percorso che diacronico teso ad evidenziare da un punto di vista storico-artistico e urbanistico il patrimonio di queste città d’arte, luoghi dove si sono conservati un maggiore numero di testimonianze del passato, a partire dalla loro fondazione fino al XIX secolo. Di queste realtà sono messi in evidenza i caratteri identitari legati alla cultura delle singole realtà urbane, allo scopo di verificare il concetto di ‘luoghi d’arte’ in senso totale

    Frameworks for going open: Human-centered futures for higher education

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    presentationBetter Together ConferenceRobin DeRosa and Rajiv Jhangiani are accomplished champions of Open Education. They visit with faculty, staff, and students at many colleges and universities to talk about Open Pedagogy, Open Educational Resources (OER), critical and empowering uses of technology in teaching and learning, and future possibilities for higher education. Starting with a critical look at how Open Educational Resources (OERs) can open doors to college affordability and student success, Robin and Rajiv's presentation expands the conversation to move beyond cost-savings into a broader focus on access and equity. They give examples of teaching practices that center learner agency and voice, catalyze the open sharing of knowledge, and demonstrate the value of higher education to students, faculty, and the wider community. Robin and Rajiv explore how Open Education can shape a hopeful and humane vision for the future of higher education. Open Pedagogy website referred to in their presentation: https://openpedagogy.org/</p

    Effect of imidapril versus ramipril on urinary albumin excretion in hypertensive patients with type 2 diabetes and microalbuminuria

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    Objective: Aim of this study was to compare the antiproteinuric effect of imidapril (I) and ramipril (R) in diabetic hypertensive patients with microalbuminuria. Research design and methods: One hundred and seventy-six patients were randomised to I 10-20 mg once daily (od) (n = 88) or R 5-10 mg od (n = 88) for 24 weeks. Clinic, ambulatory, central blood pressure (BP), urinary albumin excretion (UAE), plasma Angiotensin II (Ang II), bradykinin and brain natriuretic peptide (BNP) were assessed at baseline and after 6, 12 and 24 weeks. Results: Both I and R produced a similar decrease in clinic, ambulatory and central BP (p < 0.001 vs baseline). Both treatments significantly reduced UAE throughout the study, but the decrease in UAE associated with I was more pronounced, being evident at week 6 (p = 0.05) and maximal at week 24 end-point (-42 vs -29%, p < 0.01). BNP and Ang II levels were similarly reduced by I and R, while bradykinin increased more with R (+132 vs +86%, p < 0.05). Conclusions: These findings showed that in diabetic hypertensive patients with microalbuminuria, despite equivalent BP-lowering effect, I produced a greater antiproteinuric effect than R, which might be due to different intrinsic molecular properties of the two drugs

    Barletta, Altamura, Venosa, Melfi, Acerenza

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    I capitoli di questo volume dedicati ad alcuni dei principali centri della Puglia e della Basilicata si snodano attraverso un percorso che diacronico teso ad evidenziare da un punto di vista storico-artistico e urbanistico il patrimonio di queste città d’arte, luoghi dove si sono conservati un maggiore numero di testimonianze del passato, a partire dalla loro fondazione fino al XIX secolo. Di queste realtà sono messi in evidenza i caratteri identitari legati alla cultura delle singole realtà urbane, allo scopo di verificare il concetto di ‘luoghi d’arte’ in senso totale
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