187 research outputs found

    Pseudocupole

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    La premessa fondamentale da cui è partita la ricerca è che la conservazione dei caratteri distintivi di un organismo architettonico, ma anche di un organismo urbano, e più in generale di una tradizione costruttiva dipende dalla conoscenza delle forme, delle strutture, dei materiali, e delle tecniche, che sono il frutto di consuetudini, capacità manuali, ma anche espressione di precisi ideali estetici veicolati dal gusto di chi ha eseguito la singola opera. Tale consapevolezza assume maggiore significato se riferita ai problemi del degrado fisico da cui dipende la perdita dei caratteri distintivi che connotano uno specifico manufatto all’interno del contesto di cui esso è parte integrante e che si intendono salvaguardare. Dunque, lo studio si è prefisso l’obiettivo di offrire strumenti-guida per il progetto di conservazione di uno specifico patrimonio architettonico in Terra di Bari, quello delle chiese con cupole in asse, attraverso lo studio e la comprensione della tradizione costruttiva locale. L’analisi costruttiva delle strutture di copertura conferma quanto osservato sotto il profilo geometrico. Le pseudo-cupole procedono per minimi aggetti successivi e restano come tipo base anche nelle realizzazioni più evolute. Infatti, molte cupole nascono in realtà su ricorsi disposti orizzontalmente, sui quali, dalle reni in poi, si distribuiscono anelli di conci tagliati radialmente rispetto all’asse della cupola. Solo sui tempi lunghi, il sistema radiale si affermerà sulla tholos: e resisterà a lungo il ruolo statico attribuito ai rinfianchi, destinati a ridurre il ribaltamento delle pietre, e l’importanza dei manti di chianchette o di chiancarelle, tegole lapidee eseguite con cura per garantire l’impermeabilizzazione della costruzione

    Trasformazioni, ampliamenti e restauri dal XVII al XX secolo, in A. Ciarrocchi, M. Tripletta, R. de Cadilhac, E. Petrucci, Appunti di ricerca sul monastero di Santa Chiara in San Severino Marche

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    Limitate modifiche, circoscritti lavori di ampliamento, trasformazioni poco consistenti e piccoli restauri appaiono i lavori intrapresi nel monastero di Santa Chiara ad un primo esame di documenti conservati nell'archivio vescovile di Sanseverino dove sono raccolte, in numerosi tomi, le principali Visite Pastorali compiute in quella diocesi dal XVII al XIX secolo

    Architetture fortificate in Terra d’Otranto. Il ruolo del restauro fra istanze conservative e fruizione consapevole

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    Tra i casi studio recentemente esaminati in Terra d'Otranto, quelli di Massafra, Tutino e Caprarica di Lecce offrono alcune riflessioni su questioni nodali e attuali. Questi problemi riguardano il difficile equilibrio tra l'istanza conservatrice e quella rivelatrice. Se la prima impone il rispetto della materia e della stratificazione, la seconda legittima la rimozione delle addizioni e la reintegrazione dei vuoti. Nello stesso tempo va posta attenzione alla valorizzazione del monumento perché sia lasciato alle generazioni future, nel rispetto dell'identità e delle vocazioni, attento alle esigenze della comunità.Among the case studies recently examinated in Terra d'Otranto, the ones in Massafra, Tutino and Caprarica di Lecce offer some reflections on nodal and current issues. These issues concern the difficult balancing act between the conservative and the revealing instance. If the first one imposes matter and stratification respect, the second one legitimate additions removal and gaps reintegration. At the same time attention must be drawn to the enhancement of the monument so that it can be leaved to the future generations, respecting identity and vocations, carefully to the needs of the community
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