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Fissazione esterna: dall'osteosintesi alla rimozione
L'iter del paziente fratturato dall'accesso in ospedale alla guarigione. Gli esami strumentali e la preparazione all'intervento chirurgico; le medicazioni, la riabilitazione e infine la rimozione del fissatore esterno
Preparazione all'osteosintesi ed assistenza postoperatoria
Viene descritto l'iter procedurale del paziente traumatizzato dal suo ingresso in ospedale; la preparazione all'intervento chirurgico di osteosintesi. Inoltre l'assistenza postoperatoria sino a guarigione (terapie farmacologiche, esami strumentali, medicazioni, ecc.
Fratture d'arma da fuoco
Vengno analizzate le indicazioni al trattamento di osteosintesi delle fratture d'aurma da fuoco mediante fissazione esterna, con particolare riferimento alle lesioni delle parti molli: cute e muscoli
Frattura d'arma da fuoco
Si analizzano le specificità delle fratture d'arma da fuoco, che sono da considerare fratture esposte e quindi il loro trattamento deve essere consequenziale. Inoltre il loro riconoscimento da un punto di vista medico-legale
Indicazioni all'osteosintesi esterna
Si espongono tutte le indicazioni alla osteosintesi esterna, dalle fratture esposte al paziente politraumatizzato. Analizzandone oltre alle indicazioni, i vantaggio e gli svantaggi. Sono anche esposti i fissatori estreni più in uso e le loro caratteristiche
Lesioni della cute e delle parti molli
Vengono presentate le varie lesioni delle parti molli, in particolare le lesioni cutanee associate a fratture e quelle muscolo-tendinee. Viene esposto il tipo di trattamento da attuare in urgenza, in sala operatoria e successivamente gli interventi di chirurgia plastica necessari e utili e i tipi di medicazioni
La frattura esposta nel politraumatizzato
Si analizzano le specificità delle fratture in pazienti politraumatizzati, la propedeuticità dei trattamenti e le tecniche di osteosintesi più adegiate al fine di ottenere rapide mobilizzazioni dei pazienti ai fini riabilitativi e di nursing
Apparato compressore-estensore di Ilizarov: un modo nuovo di trattare la scheletro ?
L'apparato compressore-estensore di Ilizaorv è una novità nel panorama mondiale dei fissatori esterni, nato con l'indicazione all'allungamento degli arti, sta risquotendo successo anche nella traumatologia ossea. Se ne espongono la tecnica di applicazione, i vantaggi e i limiti
Risultati clinici del trattamento con acido jaluronico per via intraarticolare nella gonartrosi
Author report results of 98 patients with osteoarthritis of the knee treated with intraarticular hyaluronic acid. Treatment are prformed with one intraarticular every week, for 6 weeks. In the study are considered patients abserved and treated in 4 years serious osteoarthritis of the femour-patellar joint diagnosed by X-ray. This caused serious deficit of joint motion and considerable pain, particularly during walk. Evaluation of treatment with hyaluronic acid are made at 1, 3 and 9 months. The following parameters were evaluated: selfvaluation of pain with SVA in according with Scott-Huskisson, shwos remarkable reduction both at rest and walk at 1 month evaluation, which remains unchanged at 3 months and at 9 months evaluation, it get back as when at started. Joint range of motion evaluation was besed on joint morning stiffness, passive joint motion and even on walk ability in plain, in climb and in descent. Selfvaluation with SVA of joint morning stiffness shwos initial improvement with progressive increase up to 3 months, and then return at the initial values at 9 monthd evaluation. Passive joint motion (tested in degrees) show very good improvement at 1 and 3 months evaluation but agian it returns at the initial values at 9 months check. Walking in palin, evaluated as length of distance followed, shows progressive improvement until 3 months control. The same trend occurs in walking in clim and descent, evaluated as number of steps followed; but imprivement are keep at 9 months control. This study shows good results after treatment with intraarticular hyaluronic acid in osteoarthritis of the knee
Sindrome conflittuale della spalla: confronto tra misurazione ecografica, radiografica, artroscopica e chirurgica dello spazio subacromiale.
La conoscenza delle dimensioni dello spazio subacromiale è un dato fondamentale per la diagnosi di sindrome da conflitto subacromiale della spalla e utile per pianificare il trattamento chirurgico. La misurazione dello spazio subacromiale è ottenibile sul radiogramma in proiezione del defilé del sovraspinato (out-let view). Si è messa a punto una metodica di misurazione ecografica dello spazio subacromiale studiata su 200 spalle dolorose consecutive e si è osservato come il dato di misurazione ecografico sia sovrapponibile a quello radiografico (P = 0.8) e trovi anche una corrispondenza nel tipo morfologico radiografico di acromion; si sono anche potute controllare e confrontare 65 spalle con misurazione intraoperatoria della spazio subacromiale: in 40 casi con chirurgia a cielo aperto e in 25 casi in artroscopia. Le spalle studiate sono state divise in 4 gruppi in base al tipo di patologia della cuffia dei rotatori riscontrata: I gruppo cuffia rotatori normale, spazio subacromiale medio ecografico mm. 10,5, radiografico mm. 11, artroscopico 9,5; II gruppo cuffia rotatori con tendinopatia senza rotture, spazio subacromiale ecografico mm. 14,4, radiografico mm. 13,9, artroscopico mm. 10; III gruppo cuffia rotatori con rotture parziali del sovraspinato, spazio subacromiale ecografico mm. 10,8, radiografico mm. 10, artroscopico mm. 8,7, chirurgico mm. 7,9; IV gruppo cuffie con rotture complete, spazio subacromiale ecografico mm. 8,6, radiografico mm. 9,0, chirurgico mm. 8.
Il trattamento chirurgico a cielo aperto di acromionplastica secondo Neer e tenorrafia della cuffia è stato effettuato su 14 spalle del gruppo III e su tutte e 26 del IV gruppo, con conferma della rottura della cuffia e sindrome conflittuale, diagnosticate ecograficamente; l’artroscopia di spalla con acromionplastica è stata effettuata in 12 pazienti del I gruppo, 7 del II gruppo e 6 del III gruppo, in quest’ultimo gruppo si è associata la sutura della cuffia dei rotatori in tutti i casi.
La misurazione ecografica della spazio subacromiale si è dimostrata utile e attendibile, sovrapponibile a quella radiografica; l’attendibilità di entrambe le misurazioni è stata confermata dal dato chirurgico e artroscopico. La corretta diagnosi di sindrome da conflitto subacromiale non può prescindere dalla misurazione della spazio subacromiale ecografico e radiografico
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