35 research outputs found

    Cu2ZnSnS4 Nanoparticle Growth Kinetics and Mechanisms Synthesized Utilizing Microwave Heating

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    Faculty adviser: Lee PennThis research was supported by the Undergraduate Research Opportunities Program (UROP).Mozzetti, Abbie R.; Knutson, Theodore R.; Aydil, Eray S.; Penn, Lee. (2015). Cu2ZnSnS4 Nanoparticle Growth Kinetics and Mechanisms Synthesized Utilizing Microwave Heating. Retrieved from the University Digital Conservancy, https://hdl.handle.net/11299/169423

    Discriminazione rapida tra Legionella pneumophila e altre specie di Legionella con metodi molecolari

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    OBIETTIVI Obiettivi specifici - Da vari anni sono stati descritti diversi metodi molecolari per la ricerca di Legionella che spesso non permettono di discriminare Legionella pneumophila (Lpn) dalle altre specie di Legionella (Lspp). La Legionella è diffusa negli ambienti acquatici naturali ed artificiali, quali fiumi, stagni e laghi, piscine, torri di raffreddamento, acque termali e sistemi di distribuzione idrica ed è importante negli studi epidemiologici identificare i ceppi isolati. Studi recenti indicano che altre specie di Legionella, oltre Lpn, possono essere importanti nell’eziologia di polmoniti acquisite in comunità e che la loro prevalenza può essere sottostimata a causa degli attuali metodi diagnostici spesso inadeguati. L’identificazione delle specie isolate è fondamentale nelle indagini epidemiologiche per riconoscere casi con comune sorgente di infezione, vie di diffusione e distribuzione nelle reti idriche. A tale scopo abbiamo utilizzato una PCR (Polimerase Chain Reaction) seguita da una seminested-PCR per migliorare la ricerca di Legionella e, soprattutto, discriminare rapidamente Lpn dalle altre Lspp. MATERIALI Materiali e metodi – Per la messa a punto del test molecolare, si è utilizzato DNA estratto da ceppi di Lpn ( ceppo di riferimento ATCC 33152 L. pneunophila ssp pneumophila - Culti-Loops) e Lspp (Legionella micdadei) cresciuti su BCYE con L-cisteina e incubati a 37 °C in microaerofilia. L’estrazione del DNA è stata fatta con QIAmp DNA mini kit della QIAGEN. Il test consiste in una prima PCR in cui si utilizzano primer derivati dalla sequenza genica per l’rRNA 16S specifica per tutte le specie di Legionella, seguita da una seminested-PCR con uno specifico primer per Lpn o per Lspp. Per ottimizzare le seminested-PCR, sono state provate diverse concentrazioni di MgCl2 nel mix di reazione di PCR (da 3 a 4 mM) e diverse temperature di annealing per ciascuna coppia di primer (da 55 a 72 °C). RIASSUNTO Risultati – Dalle prove effettuate si è stabilito che le condizioni sperimentali che permettono di distinguere chiaramente Lpn da Lspp attraverso bande specifiche di DNA amplificato visibili su gel d’agarosio generate dalla seminested-PCR, sono la concentrazione di MgCl2 e la temperatura di annealing che devono essere comprese, rispettivamente, tra 3 e 3.5 mM e tra 65 e 70 °C. CONCLUSIONI Conclusioni – Dai risultati sperimentali preliminari, si può affermare che attraverso questo metodo è possibile discriminare facilmente e rapidamente Lpn da Lspp. Ulteriori prove saranno necessarie per stabilirne i vantaggi rispetto ad altri metodi in uso e l’effettiva applicabilità in indagini su campioni ambientali e clinici

    Trichostatin A up-regulates p73 and induces Bax-dependent apoptosis in cisplatin-resistant ovarian cancer cells

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    Several studies in the last years evidenced that deregulation of proapoptotic and antiapoptotic pathways are key players in the onset and maintenance of chemoresistance in advanced ovarian cancers. To characterize the signaling events and molecules involved in the acquisition of cisplatin resistance, we used the human ovarian cancer cell line A2780 and its derivative cisplatin-resistant subline A2780 CIS. We found that the mitochondrial intrinsic apoptotic pathway, induced by cis-dichlorodiammineplatinum (CDDP) in A2780 wild-type cells, was compromised in the resistant subline CIS. The analysis of expression of proteins involved in mitochondria-dependent apoptosis revealed a role of Bax and p73 but not p53. Indeed, we found that CDDP treatment induced the up-regulation of p53 in both sensitive and resistant A2780 cell lines. By contrast, p73 and Bax expressions were compromised in resistant cells. Pretreatment of resistant A2780 CIS cells with the histone deacetylase inhibitor trichostatin A overcomes apoptosis resistance to CDDP by restoring both p73 and Bax but not p53 expression. Altogether, these data indicate that p73, but not p53, is involved in the regulation of apoptosis susceptibility to cisplatin in A2780 ovarian cancer cells and evidence a key contribution of histone deacetylase activation in the acquisition of chemotherapy resistance in human ovarian cancer cells

    Trichostatin A up-regulates p73 and induces Bax-dependent apoptosis in cisplatin-resistant ovarian cancer cells

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    Several studies in the last years evidenced that deregulation of proapoptotic and antiapoptotic pathways are key players in the onset and maintenance of chemoresistance in advanced ovarian cancers. To characterize the signaling events and molecules involved in the acquisition of cisplatin resistance, we used the human ovarian cancer cell line A2780 and its derivative cisplatin-resistant subline A2780 CIS. We found that the mitochondrial intrinsic apoptotic pathway, induced by cis-dichlorodiammineplatinum (CDDP) in A2780 wild-type cells, was compromised in the resistant subline CIS. The analysis of expression of proteins involved in mitochondria-dependent apoptosis revealed a role of Bax and p73 but not p53. Indeed, we found that CDDP treatment induced the up-regulation of p53 in both sensitive and resistant A2780 cell lines. By contrast, p73 and Bax expressions were compromised in resistant cells. Pretreatment of resistant A2780 CIS cells with the histone deacetylase inhibitor trichostatin A overcomes apoptosis resistance to CDDP by restoring both p73 and Bax but not p53 expression. Altogether, these data indicate that p73, but not p53, is involved in the regulation of apoptosis susceptibility to cisplatin in A2780 ovarian cancer cells and evidence a key contribution of histone deacetylase activation in the acquisition of chemotherapy resistance in human ovarian cancer cells

    Occurrence of Legionella in showers at recreational facilities

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    Critical environments, including water systems in recreational settings, represent an important source of Legionella pneumophila infection in humans. In order to assess the potential risk for legionellosis, we analyzed Legionella contamination of water distribution systems in 36 recreational facilities equipped with swimming pools. One hundred and sixty water samples were analyzed from shower heads or taps located in locker rooms or in bathrooms. By culture method and polymerase chain reaction, 41/160 samples were positive for Legionella from 12/36 recreational centers. Hotels (57.1%) and sports centers (41.2%) were the most contaminated. L. pneumophila serotypes 2-14 (25/41) were more frequently found than serotype 1 (10/41). Samples at temperature ≥30 °C were more frequently positive than samples at temperature 10 CFU/mL. Maintenance, good hygiene practices, interventions on the hydraulic system and regular controls must be implemented to minimize exposure to L. pneumophila infection risk

    LEGIONELLA PNEUMOPHILA: QUATTRO ANNI DI MONITORAGGIO IN UNA STRUTTURA TERMALE DEL LAZIO

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    OBIETTIVI: E’ ormai consolidato dai dati della letteratura che la legionella è un microrganismo ubiquitario tipico degli ambienti caldo-umidi, quali quelli delle strutture termali. Tali strutture costituiscono nel nostro paese un importante risorsa in termini di prevenzione e cura di molte malattie a decorso cronico in particolare nei pazienti anziani. Un attento monitoraggio e un approccio preventivo verso la legionellosi diventa un momento fondamentale per evitare situazioni epidemiche che potrebbero portare a esiti particolarmente gravi in chi fruisce di queste strutture. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare la presenza di Legionella (L) in una struttura termale del Lazio, in un’ottica di prevenzione del rischio, e valutare l’efficacia dei sistemi di prevenzione messi in atto dalla struttura stessa. MATERIALI: La ricerca è stata condotta nell’arco di quattro anni, dal 2006 al 2009, con controlli semestrali eseguiti a maggio (apertura della stagione termale) e a novembre. Si è deciso di effettuare i campionamenti in diversi punti critici della stazione termale ed anche nella struttura alberghiera annessa sulla base di un’attenta valutazione dell’impianto in esame e delle seguenti linee-guida (LG): LG per la prevenzione e il controllo della legionellosi e LG recanti indicazioni per i gestori di strutture turisticoricettive e termali. RIASSUNTO: In totale sono stati analizzati 107 campioni di cui 73 di acqua (68,2%), 25 di aerosol (23,4%) e 9 di incrostazioni (8,4%). I punti di prelievo più frequentemente studiati sono stati: docce (48,6%) e apparecchi per aerosolterapia (25,2%). Dai campioni analizzati non è mai stata rilevata la presenza di L. pneumophila, mentre in 3 campioni sono state isolate altre specie. In particolare è stata rilevata L. dumoffii in campioni d’acqua provenienti da un apparecchio per aerosolterapia e da una doccia dell’albergo (1 ufc/L e 50 ufc/L, rispettivamente) e L. birminghamensis in una doccia (3ufc/L). Nessun caso di legionellosi si è verificato nel quadriennio. CONCLUSIONI: La presenza delle due specie ritrovate dimostra come l’ambiente sia potenzialmente favorevole alla colonizzazione delle Legionellaceae. In considerazione delle difficoltà di isolamento di questo microrganismo, la modalità più importante di contrasto alla trasmissione delle legionellosi resta l’adozione di idonee misure preventive. All’interno di una struttura turistico-ricettiva e termale è quindi necessario valutare e monitorare costantemente il potenziale rischio infettivo da L. e predisporre degli interventi di manutenzione e controllo sugli impianti idrici e di climatizzazione. I risultati sul quadriennio hanno dimostrato l’efficacia del sistema preventivo messo in att

    High cyclin-dependent kinase inhibitors in Bcl-2 and Bcl-xL-expressing CD34+-proliferating haematopoietic progenitors

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    We have previously described the isolation of primitive, slow-proliferating progenitors from normal, circulating CD34+ cells by using the fluorescent dye 5-6-carboxyfluorescein diacetate succinimidyl ester (CFDA-SE). CFDA-SE(bright) (primitive) and CFDA-SE(dim) (differentiating) cells were isolated following cytokine stimulation on the basis of their different proliferation rates. In the present work we analysed the expression levels of a number of proteins involved with differentiation, proliferation and survival/apoptosis in CFDA-SE(bright)/CD34+/slow-proliferating cells that were previously defined as progenitors capable of differentiating into different lineages. The aim of this work was to gain a better understanding of our model system in order to define some of the important parameters that regulate differentiation in haematopoietic progenitors. GATA-1 and PU.1 RNA levels were similar in freshly isolated (d 0) CD34+ and in CFDA-SE(bright) (bright) cells, whereas they increased in CFDA-SE(dim) (dim) cells. Accordingly, Nm23 was expressed at higher levels in bright cells. Moreover, bright cells had higher p21(WAF1)/(CIP1), p27(KIP1) and p16(Ink4) protein levels than dim cells. Consistently, Cdc2 and Cdk2 kinase activity was much higher in the dim than in the slower proliferating bright cells. C-myc and p53 levels were higher in bright cells than in d 0 CD34+ and dim cells, and so was Bcl-x(L), which followed the trend we have previously described for Bcl-2. Thus, bright cells, despite having a higher proliferation rate than the starting d 0 CD34+ population, have strikingly elevated levels of cyclin-dependent kinase inhibitors, which are likely to also act as inhibitors of differentiation
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