5,167 research outputs found
Oh! che bel castello...
Il Castello Baronale svolge un ruolo di catalizzatore rispetto alla città da un punto di vista spaziale, ma anche culturale, in quanto sede di musei, una biblioteca ed attività musicali. Il progetto esprime e potenzia questa caratteristica: a livello funzionale, infatti, esso propone per il sottotetto una destinazione culturale (studio di registrazione con emeroteca, area multimediale,bar). A livello spaziale, invece, organizza i diversi elementi compositivi in modo da amplificare la sensazione di un movimento a spirale che, impresso dalla mole tondeggiante del castello, risucchia la città nella piazza e poi fin dentro il palazzo stesso.
L’attuale separazione tra le piazze Castello e Renella viene così superata da un’organizzazione spaziale che, pur garantendo varietà di usi, elimina la frammentarietà esistente, creando uno spazio continuo e recuperando all’uso urbano anche il fossato
Vita e consuetudini delle Clarisse "Murate" di Città di Castello
Lo spoglio e la redazione di un regesto critico della documentazione d’archivio custodita nel convento delle ‘Murate’, ha consentito all’Autrice di delineare una storia sociale ‘quotidiana’ della comunità delle Clarisse di Città di Castello dalla quale non può prescindere lo studio storico-architettonico del complesso monastic
Progetto di concorso per il Castello di Berlino
Pubblicazione dei progetti del concorso internazionale a due fasi per la "Ricostruzione del castello di Berlino - Costruzione dell'Humboldt-Forum sull'area del Castello". Progetto terzo classificato. Il progetto prevede la ricostruzione del Castello di Berlino in alcune sue parti (in particolare l'involucro barocco esterno e tre lati di uno dei cortili interni) e la costruzione di un polo museale dedicato ai musei etnografici della città, intitolato al naturalista Alexander von Humboldt (Humboldt-Forum)
Il castello di Andora (SV): dalle tracce di frequentazione romana al castello signorile
Sintesi sulle campagne di scavo condotte dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri all'interno del castello di Andora
Presentazione della Tesi di Laurea in Restauro sul Castello normanno di Ginosa (LE)
Lo studio del castello di Ginosa in provincia di Taranto affrontato con questo Laboratorio di Laurea in Restauro Architettonico è un ulteriore tassello che si aggiunge alla conoscenza dei complessi forti cati in Puglia i quali costituiscono un’importante eredità culturale ma che, pur costituendo elementi di richiamo e punti di riferimento territoriale, in alcuni casi hanno interrotto il proprio ciclo vitale perdendo le ragioni della loro esistenza.
L’abbandono di cui soffre il complesso forti cato di Ginosa è l’occasione per ri ettere sul senso e sulle ragioni del restauro di architetture dimenticate. Il pro- gressivo degrado richiede interventi urgenti di conservazione e proposte volte ad attribuire al castello un nuovo ruolo e signi cato. Studiare un’architettura abban- donata signi ca accrescere l’interesse e promuovere le competenze operative legate alla salvaguardia dell’edilizia storica, dei caratteri tipologici, dei valori formali e costruttivi, i quali sono i segni identitari di un organismo architettonico, cui si riconosce il valore d’individualità irripetibile, dunque, da salvaguardare
Presentazione della Tesi di Laurea sul castello di Monte Sant'Angelo (FG)
Il castello di Monte Sant’Angelo, di proprietà comunale dagli inizi del XIX secolo, versa in uno stato di semiabbandono e sottoutilizzo, sebbene di recente sia stato dato in gestione all’Ente Parco Nazionale del Gargano con l’obiettivo di restituire a nuova vita il complesso fortificato. Allo stato attuale il castello, persa la sua funzione originaria, sembra aver smarrito la ragione della propria esistenza, che invece potrebbe essere recuperata attraverso l’attribuzione di un nuovo significato grazie alla sua posizione strategica, sia rispetto alla città, sia rispetto al Parco Nazionale del Gargano che vanta un ricco patrimonio naturalistico e storico-culturale da preservare e valorizzare. Il castello può diventare, nell’ambito di un più ampio progetto di valorizzazione del paesaggio, un rinnovato elemento di riferimento e richiamo territoriale puntando sulla necessità di instaurare un rapporto di reciproca necessità fra monumento e territorio, ma anche fra monumento e collettività se esso viene promosso come centro propulsore di conoscenza del patrimonio naturalistico e della cultura locale, nonché “generatore di partecipazione sociale”
Presentazione della Tesi di Laurea in Restauro sul castello di Gallipoli (LE)
Tema d’elezione di questo impegnativo Laboratorio di laurea è il castello di Gallipoli, un possente quadrilatero dotato di Rivellino, eretto a protezione dell’ingresso al borgo antico e parte integrante di un più complesso sistema di difesa a scala urbana costituito da una cinta forti cata rafforzata da poderosi bastioni. Si tratta di un organismo architettonico complesso, esito d’innumerevoli strati cazioni, difficilmente identi cabili nella loro sequenza temporale, se non dopo accurate indagini che hanno messo in relazione i dati provenienti dalla ricerca bibliogra ca e archivistica con la lettura stratigra ca basata sull’esegesi degli indizi materiali, identi cabili con i nodi costruttivi, le discontinuità murarie, le unità edilizie. Problema di non agevole soluzione è quello che pone il Rivellino, aggiunto su progetto di Francesco di Giorgio Martini sul nire del XV secolo, dando luogo ad un unico complesso forti cato a maggiore difesa del porto di Gallipoli, ma poi mutilato nella seconda metà del XVII secolo quando, per superiori ragioni di difesa e sicurezza, viene eseguito un taglio de- molendo due porzioni murarie delle cortine Sud e Nord. Lo scopo di questa operazione era separare sicamente il Rivellino dal castello, dando luogo a due strutture autonome che però dovevano continuare a svolgere un ruolo di reciproca difesa. Fino a quando, persa l’originaria funzione, la separazione viene accentuata dal cambio di destinazione d’uso che vede, da un lato, adeguare il Castello a sede della dogana e guardia di nanza, poi smantellata; dall’altro, trasformare il Rivellino in cinema all’aperto, quasi subito dismesso
Presentazione della Tesi di Laurea in Restauro sul Castello Grande di Brindisi
Il castello grande di Brindisi ci invita a riflettere sul tema più generale della conservazione, dunque del destino da riservare ad un patrimonio, quello fortificato, spesso trascurato perché forse poco compreso. Molte le problematiche in gioco: il sottoutilizzo; la scarsa manutenzione che porta con sé diversificate forme di degrado che possono riguardare le superfici architettoniche, le strutture, la spazialità, l’immagine complessiva; l’abbandono; la scarsa attenzione nei confronti di una testimonianza poco o per nulla considerata, spesso offesa da superfetazioni, demolizioni, sostituzioni, trasformazioni di varia natura.
Lo studio del caso specifico, fondato su un’approfondita indagine storica e sulla conoscenza diretta condotta attraverso il rilievo, affronta questioni complesse fortemente interrelate: l’urgenza di salvaguardare una testimonianza storica e artistica di indubbio valore, ma ad alta vulnerabilità; la necessità di risolvere alcune debolezze strutturali; il bisogno di restituire al castello, ridotto ad una sommatoria di parti, l’unità perduta; l’esigenza di aprire il luogo alla fruizione pubblica, senza con ciò interferire con le attività della Brigata San Marco della Marina Militare Italiana che custodisce il bene dagli inizi del Novecento e che lì svolge la propria attività di rappresentanza, amministrativa, di addestramento; infine, il desiderio di valorizzare un indiscutibile simbolo della memoria collettiva
Scheda di Catalogo n.104 Armadio fine XVIII secolo. Manifattura anglo-olandese. Il Museo Storico del Castello di Miramare
La scheda di catalogo ricostruisce con documenti d'archivio l'armadio fine XVIII secolo di manifattura anglo-olandese di proprietà di Massimiliano d'Asburgo, presente nel Castello di Miramare
Il castello di Cugnano alla luce della documentazione scritta
Si approfondiscono le vicende insediative e l'evoluzione delle strutture di potere sul castello, sede di una rilevante produzione mineraria medievale, dall'alto Medioevo alla crisi di metà Trecento
- …
