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    Montagna e sviluppo “Le politiche, la governance e il management per la valorizzazione delle risorse"

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    Il volume raccogli i contenuti presentati al Workshop internazionale tenutosi in Basilicata, a Castelsaraceno (PZ), il 4 e 5 Ottobre 2006. L’iniziativa, promossa dal comune di Castelsaraceno (PZ), insieme alla Università degli Studi della Basilicata, all’Osservatorio Medes (Osservatorio Mediterraneo per lo studio delle soluzioni e dei problemi economici delle aree a rischio desertificazione) e alla regione Basilicata ( Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della sostenibilità), è il risultato di una riflessione, avviata da tempo, intorno alle potenzialità dell’area ed ai possibili percorsi per la sua valorizzazione. Il riconoscimento della debolezza strutturale dei territori montani, e allo stesso tempo, l’identificazione del ruolo estremamente significativo che la montagna può giocare nelle nuove strategie di sviluppo locale, che emergono man mano che si delineano i tratti distintivi della nuova fase di programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, è filo conduttore del libro. Si è inteso, pertanto, affrontare la discussione intorno agli elementi fondamentali che definiscono la sfida cui sono chiamati i territori montani, sottoposti ad un precoce declino sia di tipo demografico che economico, ossia quella di reinterpretare le proprie risorse alla luce delle nuove declinazioni della ruralità

    Produzione di formaggi innovativi: CarcioCacio. Formaggi a caglio vegetale frutto di una validazione sostenuta dal PSR Campania 2007-13, misura 124

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    Il progetto Novorod - Validazione di nuove produzioni casearie e di alimenti zootecnici in grado di migliorare la qualità globale del sistema vacca da latte – finanziato nell’ambito del PSR Campania 2007-2013, Misura 124, nasce da un’intensa attività di ricerca sviluppata dal partenariato nel settore lattiero-caseario bovino. Il knowhow scientifico relativo agli effetti dell'alimentazione e della razza bovina sulla qualità dietetico-nutrizionale dei formaggi oltre che la disponibilità di un caglio di origine vegetale sono, infatti, alla base delle azioni innovative promosse dal progetto e che interessano l’intera filiera di produzione: allevamento, trasformazione e valorizzazione/commercializzazione dei nuovi prodotti caseari. Il Progetto Novorod ha, dunque, come finalità precipua quella di trasferire e validare elementi di innovazione lungo tutta la filiera di produzione del settore lattierocaseario bovino, contribuendo ad aumentarne la competitività attraverso l'introduzione di nuove tecnologie ed innovazioni di prodotto e di processo. In particolare, le azioni progettuali intervengono sulle seguenti fasi della filiera: ALLEVAMENTO. Si implementano sistemi di allevamento finalizzati a una zootecnia da “formaggio” e non più da “latte”, attraverso: la valorizzazione delle razze bovine a maggiore attitudine casearia (Bruna e Pezzata Rossa) e di modelli di allevamento meno intensivi; il collaudo di sistemi di alimentazione basati su foraggere ad elevato potenziale di modifica del contenuto in sostanze ad azione nutrizionale nel latte; il collaudo di formulazioni alimentari a base di oleaginose ricche in acidi grassi polinsaturi; il collaudo di protocolli di produzione di foraggere. TRASFORMAZIONE. Presso i caseifici aderenti al progetto, si collaudano linee di produzione innovative che riguardano: formaggi a base di caglio vegetale, (messo a punto negli anni precedenti dall'Unità di Ricerca per la Zootecnia Estensiva del CRA) prodotti utilizzando il carciofo bianco di Pertosa (presidio Slow Food); siero-formaggi spalmabili e cremosi arricchiti con frutti di bosco prodotti nel comprensorio degli Alburni, grazie al riutilizzo del siero di scarto; formaggi naturalmente arricchiti, grazie ai sistemi di alimentazione basati su foraggere ad elevato potenziale di modifica del contenuto in sostanze ad azione nutrizionale nel latte. VALORIZZAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI FORMAGGI INNOVATIVI. L’obiettivo finale è concorrere al riposizionamento strategico del settore lattierocaseario bovino mediante azioni tese a: trasferire innovazioni tecnologiche e di prodotto alle imprese; rafforzare la collaborazione tra imprese ed enti di ricerca; garantire azioni di formazione e valorizzazione dei nuovi prodotti. Il trasferimento di innovazioni tecnologiche e di prodotto alle imprese e le azioni di formazione e valorizzazione dei nuovi prodotti oltre a concorrere al riposizionamento strategico del settore, hanno anche contribuito a rafforzare la collaborazione tra imprese ed enti di ricerca ed in generale a consolidare il partenariato, formato da quattro enti di ricerca/diffusione dell’innovazione (Fondazione MEDES, capofila, CRA-ZOE, CRA-ORT, Università della Basilicata, Fondazione MidA); tre aziende agricole, cinque aziende zootecniche e sei caseifici. A testimoniare il successo dell’iniziativa progettuale vi è la costituzione, nelle fasi finali del progetto, del Consorzio Innonatura che nella sua compagine annovera una parte consistente del partenariato Novorod. Il Consorzio ha come mission quella di promuovere e valorizzare le produzioni casearie ottenute con cagli vegetali e può annoverarsi come vero e proprio follow-up del progetto Novorod. L’obiettivo del booklet è dunque quello di fornire, in forma necessariamente divulgativa e sintetica, i principali risultati derivanti dalle attività svolte. Il lavoro si articola in quattro sezioni. La prima si concentra sullo scenario competitivo all’interno del quale si collocano le produzioni casearie promosse dal progetto. Segue un breve cenno a quelle che sono le dinamiche della domanda di prodotti caseari e i fabbisogni di innovazione che si delineano per gli operatori del settore. La seconda parte presenta gli elementi innovativi di validazione del progetto (diete, tecnologie casearie alternative e innovative, con un breve cenno ai coagulanti in uso). La terza parte sviluppa gli aspetti agronomici legati alle specie foraggere e alla gestione della carciofaia, mentre la quarta è dedicata alla individuazione delle caratteristiche fondamentali che concorrono alla definizione della identità varietale del carciofo bianco di Pertosa. Conclude il lavoro un’Appendice, che riporta le schede tecnologiche dei formaggi alternativi alle paste filate e innovativi (a caglio vegetale), presenta il Disciplinare di produzione del Carciocacio e una tabella di valori medi nutrizionali dello stesso, dettaglia i descrittori utilizzati per la caratterizzazione della varietà carciofo bianco di Pertosa e ne riporta la scheda descrittiva morfologica. Infine, l’Appendice documenta l’attività di divulgazione e di training svolta durante il progetto

    Farm behavioural model to combat desertification in the Mediterranean: empirical evidence for policy warnings

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    The study is based on the observation that the processes of land degradation are the combined product of climatic and anthropic factors, and that in the northern Mediterranean context, human factors play the most relevant role. For this reason it is concerned with analysis and modeling of the key factors influencing the choice of alternative agricultural techniques adoptable at farm level, and hence their effects on soil degradation. To establish the risk of soil degradation under different environmental conditions, many research studies in the European Mediterranean context have found it useful to refer to the maps of ESAs(Environmentally Sensitive Areas). Using the results of the MEDALUS project for the Agri basin (Southern Italy), the study starts by grouping the area under investigation into five clusters of risk referring to the analysis of farm behaviours with respect to the land management. According to the socio-demographie data, in the analysis the family-farm is assumed to be the main decisional unit. In this context the family plays a central role in the allocation of all the resources available (natural and human) and, also in the implementation of the main environmental and agricultural policies. Moreover, using this of decisional unit it is possible to link the land use the chosen technology for a specific crop within the local economic system. The technology adopted for the main agricultural crop (wheat), covering the 52% of the sown land of the area, has been comprehensively analysed under different environmental and managerial condition. The analysis of these relationship allows to identify both the key factors that, at farm level, are able to influence or encourage the effective implementation of “best practice” for any specific context, and the suitable techniques for mitigation of desertification processes. The conclusions are both focused on the adopted techniques and on the decisional processes to provide suggestions useful to decision makers
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