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    Modern PhDs, coordination mechanisms and organizational capital: insights from the project SuperProfDoc

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    Today, modern PhDs speaking at the concerns of business, public administration, organizations and more generally to the society (so called practical, industrial or professional PhDs) are widespread across developed countries such as Denmark, UK and Germany, fully supporting them to tap the potential of technology transfer and bridging the perceived divide between academia and industry. On the contrary, other countries like Italy still face cultural and red tape-related challenges hampering the take off of industrial or professional doctorates, though a few experiences have been set up over the past years. The article offers insights from the project SuperProfDoc which has received funding from the European Commission

    Egina, Argo e l'"agone locale di Era" (Pind. P. 8,79)

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    This article reassesses Pind. P. 8,79 and schol. ad l. 113c Dr., arguing that the scholion does not testify to an Aeginetan festival in honour of Hera and that Pindar refers to a victory in the Argive Hekatombaia

    La collaborazione tra ricerca e imprese in Italia e in Germania. Analisi e implicazioni di politica industriale per il PNRR

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    Research-firms collaboration is a topic that, in Italy, has historically been targeted by industrial policy interventions, and recently by the National Recovery and Resilience Plan (NRRP). This paper analyses and compares of the main measures supporting research-firms collaboration in Italy and Germany. This is to understand any possible mistakes made in the past in our country with respect to the deployment of measures to support technology transfer, while drawing useful insights from the German case. For the case of Italy, the analysis highlights that numerous infrastructures, both physical and virtual, have been put in place over the past decades with the task of facilitating the interactions between the productive and the research systems: however (and conversely to what emerges from the German case), the same effort hasn’t been done for the creation and organization of a non-academic labor market which has to be considered a pivotal and complementary channel to infrastructures-building. Based on the evidence collected, the paper advances some industrial policy implications, wishing that the critical issues of the past will not arise also for the emerging initiatives envisaged by the NRRP, although, at first glance, the NRRP does not appear to actually overcome them

    I lavori verdi come leva per la transizione energetica? Alcune riflessioni per la politica industriale

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    La transizione energetica comporterà un processo di trasformazione strutturale delle nostre economie e società nei prossimi anni. Tuttavia, un aspetto parzialmente trascurato dalle politiche industriali per la transizione energetica dei paesi europei è la creazione di lavori verdi, o c.d. green jobs, che comprendono una ampia gamma di impieghi sia nei settori tradizionali, come l’industria manifatturiera, le costruzioni o i trasporti, sia nei nuovi settori emergenti, come quello delle energie rinnovabili o dell’efficienza energetica. Eppure, i lavori verdi potrebbero costituire una leva di policy centrale per i decisori politici, in particolare riguardo alla promozione di nuovi e sostenibili processi economici, industriali e anche sociali legati alla transizione energetica

    Dottorati c.d. pratici e università del XXI secolo

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    Il contributo espone le ragioni secondo le quali, lungi dall’essere un sottoprodotto o un parente, neanche troppo gradito, del tradizionale dottorato di ricerca accademico, il dottorato c.d. pratico incarna un modello di istruzione superiore coerente con le sfide del XXI secolo poiché centrato su un sapere contestualizzato, strettamente connesso all’uso applicato che se ne fa e sul pensiero progettuale. Nell’attuale scenario economico, dove l’elemento distintivo non è già più la conoscenza di per sé, bensì la creatività, è importante saper rielaborare la conoscenza prodotta per creare nuovi scenari futuri e risolvere problemi complessi. Le università e la formazione superiore devono quindi entrare nel XXI secolo facendo leva su dialogo costante tra idee e azione, una strada che invero non sembrerebbe agilmente percorribile in ragione della presente separazione tra ricerca e pratica che costituisce un elemento distintivo del modello universitario dominante

    Uno sguardo di prospettiva sui parchi scientifici e tecnologici italiani. Innovazione, apprendimento condiviso, comunità

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    Obiettivi: Il dialogo tra ricerca e impresa è la cifra distintiva di quei sistemi di innovazione che contraddistinguono i Paesi nei quali economia e società godono di buona salute, o che su questa collaborazione giocano il rilancio della loro economia quando questa subisce battute di arresto o la concorrenza dei mercati emergenti. È nel solco di questa riflessione che si colloca la presente indagine sui parchi scientifici e tecnologici italiani associati ad APSTI, l’associazione parchi scientifici e tecnologici italiani. Metodologia: L’indagine è stata realizzata per tramite di un questionario somministrato ai parchi associati ad APSTI. Risultati: Il contributo offre uno sguardo di prospettiva sui parchi scientifici e tecnologici che hanno preso attivamente parte alla presente ricerca in funzione del ripensamento del loro ruolo dentro logiche di innovazione, apprendimento condiviso e costruzione di una comunità di riferimento. Originalità: Si tratta della prima indagine sistematica sui parchi associati ad APSTI nel tentativo di cogliere le relazioni che legano questi ultimi con i territori di riferimento

    I centri di competenza per l’Industria 4.0: la “lezione” dei parchi scientifici e tecnologici

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    L’articolo si occupa di ricostruire il quadro delle politiche pubbliche di sostegno alla collaborazione tra sistema della ricerca pubblica e delle imprese, nonché di analizzare empiricamente il caso dei parchi scientifici e tecnologici, identificando i principali limiti progettuali e le criticità che contraddistinguono l’esperienza italiana. La “lezione” dei parchi consente di formulare alcune proposte e spunti progettuali per la messa a punto dei c.d. centri di competenza, prospettati dal piano nazionale «Industria 4.0» del Governo per trasferire verso le imprese le conoscenze sulle nuove tecnologie digitali. Ciò con il duplice obiettivo di prevenire, per un verso, l’insorgenza di analoghe criticità anche per i nascenti centri di competenza; dall’altro lato, di orientare la costituzione di entità funzionali ad abilitare i processi produttivi nuovi connessi a «Industria 4.0»
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