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    Della "culpa in contrahendo" ossia del risarcimento del danno nei contratti nulli o non giunti a perfezione

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    Prima traduzione italiana del noto saggio di Rudolf von Jhering del 1860 dedicato alla c.d. "Culpa in contrahendo", con una nota di lettura (pp. xv-lii), indice bibliografico e delle fonti (pp. 227-239) a cura di F. Procchi

    Verità e verosimiglianza nelle argomentazioni del difensore

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    Brevi considerazioni circa il dovere di verità del difensore, dalla retorica classica al vigente Codice Deontologico Forense

    Attribuzioni patrimoniali effettuate "spontaneamente" in seguito ad accordi prematrimoniali nulli: configurabilità di una "soluti retentio"?

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    Il contributo propone un nuovo percorso di indagine, preordinato alla verifica del possibile impiego dell’istituto della cd. "soluti retentio" anche in una prospettiva sanzionatoria, per così dire ‘speciale’, dell’illiceità causale di un accordo prematrimoniale

    Nota editoriale

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    Nota editoriale in prefazione al volume contenente la silloge degli studi di diritto penale romano del prof. Carlo Venturin

    Strategia e tecnica retorica nella "cognitio senatus": a proposito di πρόληψις in Plin., ep. 3.9

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    From a long and detailed letter written by Pliny the Younger we have gathered information regarding the charges against the former governor Caecilius Classicus and, after his death, also against his accomplices and collaborators, accused of crimen repetundarum with saevitia, by the ambassadors of the southern Iberian province of Baetica (ep. 3.9) in 99 AD. Probably started at the end of 100 AD, this cognitio senatus has attracted the attention of many scholars. Previous researchers have focused on the procedural situation of two prominent figures among the socii ministrique proconsulis: Baebius Probus and Fabius Hispanus. This paper will, instead, focus on the rhetorical strategy (προκατάληψις) adopted by Pliny to support the accusation against them. Pliny's accusation aims to restrain and weaken the defensive arguments, through preventive refutation, which effectively deprived the counterpart lawyer of the possibility of setting up the defence to its liking

    Profili giuridici delle "insulae" a Roma antica, I, Contesto urbano, esigenze abitative ed investimenti immobiliari tra tarda repubblica ed alto impero

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    Lo studio monografico prende le mosse dalla marcata "polisemia" del segno 'insula' nelle fonti letterarie e giuridiche per indagare dal punto di vista giuridico lo sfruttamento edificatorio degli spazi urbani e suburbani, le peculiarità delle clausole contrattuali tipiche degli appalti edilizi privati, nonché le misure normative adottate per contrastare le demolizioni volontarie, la speculazione sui materiali fittili e di risulta e l'abbandono degli immobili a destinazione abitativa

    "Non, quemadmodum causa postulat, narratur ...". Mario Vittorino e la spiegazione di Cic. inv. 1.30: tra tecnica espositiva e "praevaricatio" oratoria

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    It is well known that the young Cicero’s manual in two books (Rhetorici libri duo), commonly known in the modern age as De inventione, was the most read Latin rhetorical work in the late ancient age. The explanatory commentary on it, written by Gaius Marius Victorinus in the fourth century. A.D., which had good success during medieval and humanistic times, is commonly considered a not-so-creative treatise; it offers, however, interesting information to understand the correct meaning and real scope of the oratory praevaricatio, a forensic offense that can be sanctioned extra ordinem starting from the third century. A.D

    Quale pena per le repetundae nel 59 a.C.? Spunti per la ricostruzione del trattamento sanzionatorio approntato dalla lex Iulia

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    It is well known that the last lex de repetundis was the Iulia one, passed during the first Caesar consulship in 59 BC, and its text has not reached us directly: scholars are, therefore, forced to reconstruct its content essentially based on the information obtainable from literary sources and from the jurisprudential commentary that can be read in D. 48.11, functional to the application of this legislation during the imperial age. A topic still debated nowadays is the sanctioning regime, which only some authors are inclined to extend up to the imposition of the poena capitalis for the punishment of the most serious charges of bribery (repetundae) aggravated by intolerable brutality (saevitia). A careful re-examination of the Plinian espistolary account of the senatorial trial celebrated against Marius Priscus between 98 and 100 A.D. (an episode at the time invoked by the Mommsen authority to deny the applicability of the more serious sanction) led us to believe that the Caesarian provision contemplated already some criminal hypoteses punishable by death penalty (according to the legal terminology of the last Republican age, “death penalty” was the condemnation to exile, resulting in aqua et igni interdictio)

    Contenuto della "obligatio": dal diritto romano al nuovo codice civile brasiliano

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    Numero speciale della Rivista Brasiliana di Studi Sociali e Politici interamente dedicato alla definizione del concetto di "Obbligazione". In particolare, si è evidenziato il difficile cammino che ha condotto al riconoscimento degli interessi (anche) non patrimoniali del creditore

    Plinio il Giovane e la difesa di C. Iulius Bassus: tra norma e persuasione.

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    Il volume ripercorre le complesse vicende processuali di C. Giulio Basso, proconsole della provincia di Bithynia processato per repetundae innanzi al senato romano nell’anno 103 d.C., così come tratteggiate da Plinio il Giovane (che ebbe un ruolo chiave nel collegio difensivo) in Epist. IV.9. Nei primi due capitoli, di carattere introduttivo e preparatorio, vengono messe in luce svariate questioni, tra cui la formazione oratoria di Plinio sulla base, in particolare, dell’insegnamento di Quintiliano, il suo tirocinio e la sua giovanile attività difensiva davanti al tribunale dei centumviri, prima di passare a patrocinare in senato i processi per repetundae, taluni tratti della sua ‘deontologia’ professionale, nonché le peculiarità stilistiche dell’arringa dibattimentale (actio) ed il loro rapporto con l’opera di retractatio in vista della pubblicazione del testo definitivo dell’oratio. Muovendo da questi presupposti, viene sviluppato, alla luce della dottrina retorica degli "status causae", un originale punto di vista nella ricostruzione della strategia difensiva concretamente adoperata da Plinio, che valse a conservare all’imputato la propria "dignitas" senatoriale
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