87,204 research outputs found

    Drawing for Placemaking

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    Allestimento mostra “Drawing for Placemaking” (4-18 novembre 2022) a cura di M. Ascolese, F. Iarrusso, V. Saitto con N. Ambrosino, P. Buccaro, F. Casalino, L. Esposito, M. Masi, C. Priore, M. Russo presso l’ambulacro di Palazzo Gravina – Facoltà di Architettura, via Monteoliveto 3, Napoli

    L’influenza del sapere personale nella professione docente

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    The field of the teaching profession represents a field of work where the implicit dimensions of both the self and the context are key factors in concrete work. Such implicit dimensions do also influence and affect tacitly the representation of the professional role and the context. Moreover they direct the action in terms of ratings, choices, behaviors. The work describes a training and research experience, according to a narrative approach, which involved teachers of upper secondary school. The aim was to identify, on the one hand, the critical aspects that require an implementation of vocational training in critical and relational sense and, on the other hand, to highlight the validity of critical-reflexive pathways in the teachers’ training.    L’influenza del sapere personale nella professione docente  L’ambito della professione docente costituisce un terreno di lavoro nel quale le dimensioni implicite di sé e del contesto costituiscono elementi determinanti nel prefigurare il fare lavorativo concreto, nonché forme di influenza che sagomano tacitamente le rappresentazioni del ruolo e del contesto professionale e che dirigono l’agire in termini di valutazioni, scelte, comportamenti. Il contributo riporta una esperienza di formazione e ricerca, secondo un approccio narrativo, che ha coinvolto docenti della scuola secondaria di secondo grado, finalizzata a cogliere, da un lato, le dimensioni problematiche che richiedono una implementazione della formazione professionale in senso critico e relazionale e, dall’altro, a partire da tali dimensioni, quello di evidenziare la validità di percorsi formativi critico-riflessivi nell’ambito della formazione professionale dei docenti

    Etno-Graphs. The (textural, graphical, photographical) transcription of field observation as a specific pratice of architectural ethnography

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    Allestimento mostra “Etno-Graphs. The (textural, graphical, photographical) transcription of field observation as a specific pratice of architectural ethnography” (22-26 maggio 2023) a cura di G. Postiglione, P. Briata, V. Saitto con N. Ambrosino, P. Buccaro, F. Casalino, L. Esposito, M. Masi, C. Priore, M. Russo presso l’ambulacro di Palazzo Gravina – Facoltà di Architettura, via Monteoliveto 3, Napoli

    Dal pensarsi insegnante all’educazione “viva”. La narrazione del sapere personale per la gestione critica della relazione educativa nella formazione professionale degli insegnanti

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    L’ambito della professione docente costituisce un terreno di lavoro nel quale le dimensioni implicite di sé e del contesto costituiscono elementi determinanti nel prefigurare il fare lavorativo concreto, nonché forme di influenza che sagomano tacitamente le rappresentazioni del ruolo e del contesto professionale e che dirigono l’agire in termini di valutazioni, scelte, comportamenti. Uno snodo che, in tal senso, appare denso di significatività è costituito dal passaggio dalla formazione professionale all’inserimento nel contesto lavorativo concreto. In questo passaggio, il soggetto impatta con una moltitudine di variabili di sistema e di contesto rispetto alle quali la stessa formazione professionale ricevuta sembrerebbe non essere in grado di offrire modelli interpretativi e previsionali adeguati a fronteggiare la complessità e la variabilità dei contesti educativi. Il contributo si inserisce in una serie di esperienze di ricerca-intervento condotte in questi anni con gruppi docenti in formazione e riporta un percorso di indagine qualitativa, secondo un approccio narrativo, finalizzata a cogliere, da un lato, le dimensioni problematiche che richiedono una implementazione della formazione professionale in senso critico e relazionale e, dall’altro, a partire da tali dimensioni, quello di evidenziare la validità di percorsi formativi critico-riflessivi nell’ambito della formazione professionale dei docenti

    Endoscopic sinus surgery in sinus-oral pathology.

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    OBJECTIVE: Oral surgery is compounded by safe and well-known techniques and presents a low rate of complications. When the superior alveolar ridge is approached, surgery may result in oroantral fistula or tooth or implant dislocation in maxillary sinus. Those conditions lead to development of the maxillary sinusitis that, if underestimated, may evolve in orbital cellulitis and cerebritis or cerebral abscess. Our work aimed to compare the surgical techniques suitable for treatment of those complications and define the better surgical strategy. METHODS: Between 2005 and 2010, 55 patients, presenting with displaced or migrated oral implants in the paranasal sinuses, with oroantral communication or with paranasal sinusitis of odontoiatrogenic origin, were visited and referred for treatment in the Maxillofacial Surgery Department of the University of Rome "La Sapienza." Surgical treatment consists of one of the following procedures: functional endoscopic sinus surgery (FESS); intraoral approach to the sinus with Caldwell-Luc technique; and oroantral fistula closure with a local flap, alone or combined with FESS. RESULTS: The study group consisted of 55 patients: 28 female and 27 male patients aged 43 to 78 years (mean, 60 years). All had undergone oral surgery before our first visit: 17 patients had a prosthetic implant surgery (3 lateral-approach sinus augmentation and 15 implant placement). Seventeen patients had tooth extractions, 7 did root canal treatments, and 14 had sinus maxillary augmentation. CONCLUSIONS: Functional endoscopic sinus surgery has slowly taken the place of the Caldwell-Luc technique in treating odontogenic maxillary sinusitis. Advantages of FESS are the less invasivity, the preservation of sinus anatomy and physiology, the reduction of recovery time, and oral rehabilitation without loosening efficacy compared with the previous transoral approach. © 2014 Mutaz B. Habal, MD

    L'empatia e il coinvolgimento emotivo in un gruppo di infermieri: uno studio qualitativo

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    Sul piano della ricerca è cresciuta sensibilmente la quantità degli studi incentrati sulla relazione tra coloro che dovrebbero interessarsi attivamente del benessere delle persone e queste stesse e, in particolare, su singoli aspetti caratterizzanti tale relazione. La prospettiva è, chiaramente, quella di individuare quali sono le componenti alla base di una relazione “che curi” per incentivarne la diffusione. Una riflessione sull’empatia che la riconduca nell’ambito che le è proprio, ossia la relazione d’aiuto, non può che andare oltre alcuni pur essenziali tasselli di un prendersi cura della salute dell’altro, per potersi concentrare sull’essere in relazione dell’operatore sanitario e su ciò che questo può rappresentare, dimensione, peraltro, che richiama in modo stringente l’ambito della formazione alle professioni di cura sanitaria, soprattutto, nella fattispecie, con riferimento a quanto può essere ritenuto coerente con un agire empatico. Lo studio condotto, di natura esplorativa, ha avuto lo scopo di indagare la dimensione emotiva della relazione di cura, la presenza e la qualità del coinvolgimento emotivo esperito dagli infermieri nella loro pratica professionale, con un focus specifico sulla loro capacità empatica
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