102,030 research outputs found

    Soil Consumption and public policies of territorial government

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    The importance to reflect carefully on soil consumption is largely proved by several national and supranational data such as proposals of law, soft law, directives, documents of analysis. In the past, the deepening of such theme was prevented by virtue of the dominant neoliberal vision hostile to prefigure excessive interferences in the property right, but it is significant that the European Soil Charter already defined soil «a limited resource which is easily destroyed». The soil recognition in terms of limited, essentially nonrenewable, resource provokes a conflict between the pretense to exploit lands by virtue of property rights and the public utility connected to a natural resource. The absence of a uniform discipline applicable in the European context and, as consequence, in many countries, for instance Italy, is suitable to generate uncertainties, especially towards the local administrations responsible for urban planning activities. As it was clearly affirmed by the European Commission «developments in soil sealing are largely determined by spatial planning strategies where unfortunately the effects of irreplaceable soil losses are often not sufficiently taken into account». It is, therefore, recommendable a renewed approach in the definition and implementation of practices, methodologies, procedures eligible to ensure the sustainability of public decision models, in particular those ones related to the organization and the planning of the urban systems

    Art. 133. Materie di giurisdizione esclusiva

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    Lo scritto è finalizzato a commentare le numerose materie che l’art. 133 c.p.a. demanda alla giurisdizione amministrativa di tipo esclusivo. L’analisi è preceduta da un inquadramento dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale. In tale quadro, una particolare attenzione è riservata alle statuizioni della Corte Costituzionale volte e dichiarare la illegittimità del c.d. criterio di riparto per blocchi di materie inaugurato in sede di d.lgs. n. 80/1998, le quali hanno contribuito in maniera decisiva a delineare la fisionomia dell’odierno sistema di giustizia amministrativa

    Art. 23. Clausola di salvaguardia

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    L’art. 23 del t.u. sulle società a partecipazione pubblica ripropone la clausola di salvaguardia di carattere ordinamentale delineata dall’art. 22 della l. n. 124/2015. Simili clausole mirano a impedire che le regioni a statuto speciale subiscano un processo di svilimento della loro autonomia rispetto alle regioni ordinarie, ossia che il rafforzamento del sistema delle competenze di queste ultime indotto dalla l. cost. n. 3/2001, che ha “rovesciato” il sistema di cui all’art. 117 Cost., possa determinare un divario a scapito delle prime. È ricorrente, peraltro, la prescrizione per cui la potestà legislativa – primaria o concorrente – delle regioni speciali si esercita in armonia con la Costituzione e con i principi dell’ordinamento giuridico, nel rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica. Il testo unico in questione è ascrivibile proprio al quadro delle politiche di interesse nazionale idonee a vincolare pure regioni a statuto speciale e province autonome, il cui ordinamento dovrà pertanto apparire conforme alle scelte fondamentali accolte in sede di d.lgs. n. 175/2016

    Art. 5. Oneri di motivazione analitica

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    Il commento all’art. 5 del t.u. sulle società a partecipazione pubblica favorisce alcune riflessioni che superano il dato letterale, in base comunque al presupposto che solo fra qualche tempo sarà possibile svolgere una valutazione sugli esiti della riforma e, quindi, misurare in concreto il grado di attuazione e i vantaggi del processo di razionalizzazione in atto. Ad avviso dell’autore, vi sono alcune certezze, e non è poco, soprattutto laddove si consideri la grave indeterminatezza, che ha inciso negativamente sull’efficienza gestionale delle società in argomento, precedente all’emanazione del d.lgs. n. 175/2016. D’altro canto, se il testo unico dovesse durare negli anni, una prima conclusione sembra essere questa: l’esito positivo di attuazione della riforma sarà strettamente correlato all’efficacia degli strumenti di reazione individuati dall’ordinamento per l’ipotesi di inosservanza degli obblighi imposti alle amministrazioni destinatarie del precetto. In tale prospettiva, un ruolo chiave sarà svolto dalla Corte dei conti e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Inoltre, la semplificazione dei modelli societari sarà necessitata. Infatti, quanto si restituisce al mercato esce dal novero delle società partecipate, quello che rimane nella sfera pubblica sarà sempre più riconducibile all’in house e, quindi, al modello dell’ente pubblico

    Ambiente e diritto agroalimentare. Organizzazione, regolazione e controlli

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    Il contributo, avvalendosi del metodo dell’indagine per ordinamento multilivello, esamina il sistema organizzativo, della regolazione e dei controlli nel settore agroalimentare. L’analisi favorisce una definizione di diritto amministrativo agroalimentare in termini di branca del diritto pubblico avente ad oggetto l’organizzazione, i mezzi e le forme di attività delle autorità pubbliche che si estendono dalla fase della produzione primaria fino al consumo umano finale

    Il rapporto e le responsabilità

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    Lo scritto rappresenta una trattazione manualistica del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione sotto il profilo della responsabilità, in particolare, civile di quest’ultima. A tale stregua si esaminano il problema della risarcibilità degli interessi legittimi prima della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 500/1999 e le soluzioni in quella sede adottate, la (controversa) natura della responsabilità civile della p.a., la prova dell’elemento soggettivo tra meccanismi presuntivi ed errore scusabile (con approfondimenti della giurisprudenza, comunitaria e nazionale, stratificata in materia), il rapporto di causalità e i criteri di quantificazione del danno. Segue, da ultimo, un approfondimento della responsabilità amministrativa e contabile

    La circolazione dei diritti edificatori: verso un nuovo mercato?

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    Lo scritto analizza la realtà giuridica nella quale si colloca la circo-lazione dei così detti diritti edificatori, al fine di chiarire se dati quali l’introduzione dell’art. 2643, n. 2-bis, cod. civ. o la prospettazione di una «Borsa dei diritti edificatori» siano sufficienti alla prefigurazione di un mercato in senso proprio, all’interno del quale i pubblici poteri sono chiamati a svolgere un ruolo di mera regolazione degli scambi. L’idea di fondo è che il commercio dei diritti edificatori possiede un reale significato ed un’effettiva valenza nella misura in cui è in grado di assicurare maggiore efficienza alle scelte di governo del territorio assunte dall’amministrazione a livello locale. Su queste basi, il lavoro approfondisce origini, evoluzione e natura dei diritti edificatori, giun-gendo infine a indagare la crescente prassi dei comuni di istituire appo-siti registri dei diritti edificatori

    Gli oneri di motivazione analitica nel testo unico sulle società a partecipazione pubblica

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    La tutela del mercato e il rafforzamento dell’efficienza gestionale delle società pubbliche, nell’attuale congiuntura economica, rappresentano importanti leve di sviluppo e di contrasto della crisi. Nell’ottica della razionalizzazione del ricorso delle amministrazioni al modello societario, l’art. 5 del decreto legislativo n. 175/2016 disciplina il procedimento di costituzione di società a partecipazione pubblica o di acquisto, anche indiretto, di partecipazioni in società già costituite, introducendo specifici oneri di motivazione analitica. Il presente contributo si propone di verificare potenzialità e limiti del nuovo assetto di regole, le quali cristallizzano significativi appesantimenti dovuti anche all’intervento di autorità esterne come la Corte dei conti e l’Autorità garante della concorrenza e del mercat

    Sullo spostamento della competenza territoriale per ragioni di connessione

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    Il codice del processo amministrativo ha sancito la regola dell’inderogabilità della competenza territoriale e della sua rilevabilità anche d’ufficio, ma non ha disciplinato l’istituto della connessione, sulla falsariga della disciplina previgente. Il contributo mira a evidenziare le criticità che tale lacuna può determinare, pur in presenza dell’art. 13, comma 4-bis, c.p.a. – introdotto in sede di secondo correttivo al Codice – che si occupa dello spostamento della competenza territoriale per ragioni di connessione. La disamina offre preziosi spunti per riflettere sul tema, sempre attuale e più ampio, della natura del giudizio amministrativo
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