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Roca. Le indagini archeobotaniche del saggio IX: un contributo alla ricostruzione del paleoambiente in epoca protostorica
Roca e le dinamiche uomo-ambiente in Puglia durante l’età del Bronzo. Le piante e l’uomo tra ambiente, paesaggio, economia e culto
Nelle società del passato le piante sono state protagoniste, quasi onnipresenti,
in tutte le sfere della vita umana; dal loro impiego a fini
utilitaristici (cibo, materia prima) all’utilizzo simbolico in ambiti sociali
e cultuali. Attraverso il rapporto con il regno vegetale, le società
hanno costruito i loro spazi e creato paesaggi, hanno espresso le proprie
conoscenze tecnologiche e definito i loro gusti alimentari e la loro
cultura. La lunga interazione tra l’uomo e le piante è stata da sempre
caratterizzata da continue dinamiche di adattamento, interazione e
cambiamento. La ricostruzione di questo rapporto è affidata alla ricerca
archeologica ed in particolare all’Archeobotanica, una disciplina
specialistica che studia le evidenze vegetali (semi, frutti, legno e carboni)
provenienti dalle stratigrafie archeologiche e che, mediante metodologie
e tecniche proprie, mira a ricostruire il significato ecologico e
culturale della loro presenza; non è un caso infatti che questi resti siano
anche chiamati ecofatti.
Il presente lavoro è il risultato della rielaborazione dei contenuti della
mia tesi di Specializzazione in Archeologia alla luce delle ricerche portate
avanti dalla scrivente nell’ambito della collaborazione quasi ventennale
con il Laboratorio di Archeobotanica e Paleoecologia dell’Università del
Salento. L’obiettivo è quello di far confluire i risultati delle indagini archeobotaniche
intraprese a partire dal 2006 in uno dei siti protostorici
più importanti della nostra regione, in un volume unico che potesse tracciare
la storia del rapporto tra l’uomo e le piante, tra gli abitanti di Roca
e l’ambiente in cui vissero nel corso dell’Età del Bronzo; un rapporto che
va valutato nella sua complessità intimamente legata alle componenti climatiche,
tecnologiche, culturali, sociali e simboliche che contraddistinsero
le comunità protostoriche della Puglia. La ricostruzione di questa
interazione è stata effettuata in chiave diacronica in una prospettiva re14
gionale di più ampio respiro. L’approccio utilizzato vuole essere dunque
di tipo “integrato” e “contestuale”, ossia un approccio che valuti i resti
vegetali provenienti da un singolo contesto archeologico, alla luce delle
dinamiche paleoambientali e paleoeconomiche regionali e che faccia del
confronto con le curve paleoclimatiche indipendenti, uno strumento integrativo
dei dati archeobotanici in sede interpretativa
Pani, focacce e taralli: le più antiche evidenze archeologiche nel Salento antico
EnThe paper presents the first archaeological evidences of bread and bread-like remains recovered in two important archaeological site of the Salento. After a review of the oldest bread findings from the Mediterranean and Europe, the work addresses the issue of analytical/contextual approaches used in the study of these remains and presents the two archaeological sites (that of Rocavecchia, dated to II millennium BC, and that of Oria - Monte Papalucio, dated to archaic/hellenistic period) where the first and most important bread-like remains were recovered; some of these products are typical of the current eating habits of the Salento.ItIl contributo presenta le prime evidenze archeologiche relative ai resti di pane e prodotti affini recuperati in due importanti contesti archeologici della Puglia meridionale.Dopo aver passato in rassegna i più antichi "pani" del mediterraneo e dell'Europa, ed aver affrontato il tema degli approcci analitici e contestuali utilizzati nello studio di queste categorie di resti, vengono presentati i due contesti "cultuali", quello di Rocavecchia, datato al II millennio a.C., e quello di Oria - Monte Papalucio, d'età arcaica ed ellenistica, che hanno restituito le prime ed importanti attestazioni in ambito regionale, alcune delle quali caratterizzano ancora oggi le abitudini alimentari del Salento
Analisi xilologica della tavoletta lignea del Museo Papirologico dell'Università del Salento (tul inv. C 1)
Acorn gatherers: fruit storage and processing in Southeastern Italy during the Bronze age.
Archaeobotany as an In-Site/Off-Site tool for paleoenvironmental research at Pulo di Molfetta (Puglia, South-Eastern Italy).
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