117,924 research outputs found

    Uno sviluppo accurato della latitudine conforme in termini della latitudine geodetica

    No full text
    In questo articolo si deduce un’ espressione approssimata della latitudine conforme ellissoidica in termini della corrispondente latitudine geodetica e delle potenze pari del- la prima eccentricità con coefficienti polinomi trigonometrici della latitudine geodetica. Dall’ u- guaglianza di due differenti sviluppi della latitudine isometrica opportunamente troncati, viene ricavata dapprima per successive approssimazioni la differenza tra la latitudine conforme e la cor- rispondente geodetica, ed infine l’ espressione approssimata della conforme. Per l’elevato grado delle potenze dell’eccentricità (fino al 12-mo) e della funzione seno (fino all’ 11-mo) della latitu- dine geodetica, l’ espressione risulta estremamente accurata, fino a conseguire un’ approssimazio- ne dell’ ordine della (doppia) precisione macchina eps con cui sono rappresentati ed elaborati i dati numerici in “Floating Point” nei moderni calcolatori elettronici dai vari linguaggi di program- mazione e di calcolo. Si riportano esempi numerici di verifica dell’ accuratezza dell’ espressione. L’ approssimazione, ottenibile con un minor costo computazionale rispetto ad altre espressioni ri- portate in letteratura geodetica e cartografica, e la specifica forma di questo sviluppo della latitu- dine conforme risultano necessarie per l’ applicazione che verrà mostrata in un prossimo articolo, al fine ultimo di implementare un nuovo metodo di calcolo delle coordinate cartografiche Gaussiane per fusi di elevata ampiezza in longitudine e con adeguate accuratezze

    Funzioni iperboliche della latitudine isometrica in termini delle funzioni circolari della latitudine geodetica

    No full text
    In questo articolo si deducono espressioni chiuse approssimate delle funzioni iperboliche tangente ( u tanh ) e secante ( u cosh 1 ) della latitudine isometrica ellissoidica u in termini delle funzioni circolari della latitudine geodetica φ e secondo le potenze pari dell’ eccen- tricità fino al 12-mo grado. Le espressioni sono dedotte mostrando l’ uguaglianza delle suddette funzioni iperboliche di u con le funzioni circolari della latitudine conforme ellissoidica, ed inserendo negli sviluppi in serie di Taylor di queste ultime l’ espressione (Crocetto et al., 2009) della differenza tra la latitudine conforme e la corrispondente latitudine geodetica. Si riportano esempi numerici per verificare che l’ accuratezza delle espressioni sia spinta fino all’ ordine della doppia precisione macchina eps con cui sono rappresentati ed elaborati i dati numerici in “Floating Point” nei moderni calcolatori elettronici dai vari linguaggi di programmazione e di calcolo. La forma polinomiale mista delle espressioni, oltre a risultare di contenuto costo computazionale, renderà possibile, in un prossimo lavoro, le loro inversioni al fine di dedurre sviluppi chiusi ap- prossimati ed accurati (fino alla doppia precisione eps) delle funzioni circolari di φ in termini di funzioni iperboliche della corrispondente u ; tali inversioni ed ulteriori elaborazioni avranno co- me obiettivo finale un nuovo metodo per il calcolo di coordinate cartografiche Gaussiane, con adeguata accuratezza e per singoli fusi geografici di elevata ampiezza in longitudine

    La geografia al tempo della crisi: territorial rigor vs spatial austerity

    No full text
    Taking inspiration from the ideas of A. Pettifor (2006), A. Rodriguez-Pose (2010), M. Kitson, R. Martin and P. Tyler (2011), the section analyses and discusses the so defined Geographies of Austerity in front of the current crisis. The resulting critical considerations suggest to adopt rigorous measures rather than austerity measures, in order to not invalidate the development efforts implemented by states and regions in Europe. Discussions are also directed to that part of the European and Italian economic and political Geography that used traditional tools to read economic trends in a strongly territorialized key. These considerations are discussed to investigate the causes which hindered to take significant preventive measures, as in Italy

    Conclusioni (Roma Metropolitana)

    No full text
    Roma Capitale Città Metropolitana è l’occasione per discutere e dare soluzione a un triplice obiettivo: 1) il problema della Capitale – che in altri Paesi europei è trattato separatamente dal resto delle Città Metropolitane – affinché Roma sia distinguibile e alla pari nella rete delle c.d. city region (senza confondere l’accezione del termine nella traduzione dall’inglese); 2) la questione del suo dimensionamento d’area vasta in sede locale per garantirne un’appropriata governance secondo una logica policentrica, orizzontalmente cooperativa, tra le Unioni di Comuni che andranno a formare la Città Metropolitana; 3) il nuovo rapporto che si istaurerà con le altre province (II livello) e con la Regione Lazio, rispetto alla necessaria capacità di accogliere, in forma anch’essa policentrica, l’interazione/integrazione con Roma Capitale metropolitana di territori ugualmente importanti ma diversi, in una prospettiva di rafforzata capacità competitiva dell’intera Regione. Uno degli obiettivi principali della ricerca era quello di individuare la dimensione e l’organizzazione più utile alla definizione di Roma Capitale europea. Dopo aver valutato la struttura del territorio d’area vasta alla luce del metodo STeMA-SEA (11 determinanti fisico-antropiche), e aver ottenuto il valore iniziale dei diversi capitali potenziali territoriali presenti nei 121 comuni (Roma inclusa) che costituiscono l’area coincidente con i confini dell’ex provincia, i territori comunali – inclusi quelli degli attuali municipia romani – , sono stati valutati attraverso STeMA-TIA alla luce del livello di coesione territoriale raggiunto determinando il grado di policentrismo socio-economicoinsediativo presente all’interno dell’area vasta. Questo, insieme al livello policentrico stimato a oggi (tempo t0) raggiunto dalla Capitale metropolitana, ancora considerata PUSH e monocentrica dalla UE nelle più recenti rappresentazioni, è stato la base per dare forma ed estensione agli 11 cluster insediativi in cui si articola la proposta di dimensionamento della Città Metropolitana di Roma Capitale. Leggibili anche come Unioni di Comuni ai sensi della L. 56/2014, gli 11 aggregati presentano forme di governo multi-level: –– quella comunale, che resta invariata rispetto all’attuale assetto e che si arricchisce, con la trasformazione in comuni autonomi, degli attuali 15 municipia romani; –– quella dell’Unione di Comuni per la gestione congiunta di Servizi di interesse economico generale (SGEI)

    Dal quadro europeo ispirazioni per la politica urbana per l’Italia, Policy Workshop: "Crescita, investimenti e territorio: dalle idee ai progetti"

    No full text
    Nel dibattito europeo e nazionale, le politiche per la città (o in termini più estesi le politiche urbane) sono trattate come un particolare capitolo - la cosiddetta Agenda urbana – della Territorial Agenda 2020, distinguendone gli obiettivi per: i) dimensione (large metropolitan areas, Small and Medium sized Towns con popolazione compresa tra 5.000 e 50.000 abitanti, comunità di comuni o sistemi di comuni appartenenti alle aree interne); ii) caratterizzazione geografico-economica (city, inner city, internal areas). L’Italia sembra aver fatto dell’Agenda urbana una priorità del “tavolo comunitario” del semestre di Presidenza, destinando a questo scopo gran parte dei fondi strutturali 2014-2020 . Il presupposto – mai messo in discussione - che quasi l’80% della popolazione viva nelle città ha orientato gli obiettivi dominanti, prioritariamente legati a potenziare la dotazione di capitale fisso territoriale per il rilancio di una competitività legata all’innovazione produttiva e sociale, alla gestione delle risorse naturali e culturali, energetiche, alla mobilità. L’apertura ad un credito e ad una finanza “mirati”, integrati, strategici e partecipati nell’edilizia e nelle infrastrutturali materiali ed immateriali è considerato il mezzo di attuazione, con l’evidente scopo di combattere la stagnazione della produzione e l’esclusione dal mercato del lavoro (flags Europe 2020)

    Conclusioni: obiettivi e strumenti innovativi per la politica energetica in Italia

    No full text
    L’Unione europea ha assunto l’impegno di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990 nel contesto degli accordi sul Cambiamento Climatico e sul contrasto al rischio di povertà energetica che i paesi sviluppati devono realizzare collettivamente. Le relative implicazioni evidenziano la decarbonizzazione come strumento/processo di gestione per un approvvigionamento energetico efficace volto alla competitività dei sistemi economico-territoriali che vogliano intraprendere, come nel caso dell’Italia, la via della crescita smart e green. Indicazioni chiare sono offerte in relazione alla dimensione e al livello degli interventi e dei cambiamenti, di tipo strutturale, socio-culturale e tecnologico necessari per mantenere il settore energetico competitivo e sicuro; ma anche alla richiesta di coerenza perché siano in linea con gli obiettivi generali e specifici di crescita sostenibile stabiliti da Europe2020 per il periodo 2014-2020 affinché sia concretamente possibile gestire la transizione verso la realizzazione di nuovi modelli economici, “verdi” e a bassa emissione di carbonio. Concentrarsi sugli investimenti legati all’efficienza energetica e al “basso impatto” (edifici, energie rinnovabili, trasporti non inquinanti, certificazione Leed, eco-innovazione, servizi eco-sistemici, ecc.) è dunque inevitabile per le istituzioni e le imprese, considerando che la produzione di energia avviene principalmente ancora attraverso l’utilizzazione di combustibili fossili e che carbone, petrolio e gas coprono oltre l’80% del fabbisogno energetico mondiale. Ciò indica come una significativa riduzione delle emissioni dei gas serra sia un obiettivo ancora lontano, se, come mostrano i dati 2010-2012, il grado di intensità energetica dei principali sistemi economici europei è ancora superiore ai valori medi dell’Unione a 27 e, per far fronte al fabbisogno energetico, l’Unione importa circa un terzo dell’energia che consuma

    Molise

    No full text
    In Molise ci passano tutti una volta o l’altra, ma pochi conoscono questa regione nell’era della globalizzazione, dove l’informazione, la comunicazione, il messaggio, l’immagine contano più di quello che la nostra mente ed i nostri occhi sanno ‘appercepire’. Testimone attivo della cultura centro-meridionale del nostro Paese, la Regione ha saputo cogliere nel tempo, e non senza difficoltà, spunti di forte modernità. Nel Molise odierno i cardini che hanno fatto la storia del Mezzogiorno convivono oggi inalterati con quelli dell’Europa del dopo Maastricht, in un’organizzazione territoriale ed economico-sociale che, su base locale, dettarono i Sanniti prima, i Romani poi ed in ultimo i Borboni: pochi centri di mercato, Campobasso e Termoli, si sono ‘aggiunti’ a Venafro, Isernia, Boiano, Larino, Sepino e Pietrabbondante. Alcuni di questi colpiscono la nostra attenzione più per i resti archeologici che per la popolazione insediata, nonostante l’ubicazione in aree altamente fertili (in dialetto le piane), disposte lungo due direttrici di attraversamento (nord-ovest e sud-est). In Molise ci sono passati e ci passano tutti si diceva; molti vi si sono fermati: dall’uomo preistorico ai Sabini-Sanniti ai Romani, dai Bulgari ai Saraceni ai Longobardi ai Normanni, dagli Angioini agli Aragonesi ai Borboni, dai Tedeschi agli Americani, dai rimpatriati dopo le grandi ondate migratorie del secolo scorso e degli anni ’60, ai vacanzieri delle regioni confinanti (Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia) che ritrovano ogni estate le proprie radici, o attraversano il Molise per raggiungere la costa adriatica. Perché il Molise è anche una regione di passaggio; è stata più volte divisa ed accorpata, razionalizzata, riorganizzata; vi sono state costruite nuove ‘borgate’, ‘castella’ al posto di tuguri, dighe ed invasi, attribuiti toponimi; sono stati sperimentati modelli (per separare i comuni urbani da quelli agricoli, o industrializzare, per poli di sviluppo, una regione sostanzialmente agricola ed artigiana); si è passati dal Contado (con 91 comuni-feudi) ai distretti ed ai governi, dai comuni ai mandamenti ai circondari, dalla ‘Provincia di Molise’ all’attuale assetto regionale, fatto di due province amministrative (Campobasso ed Isernia) e 136 comuni. Il toponimo regionale non è cambiato dal 667, anno in cui – narrano le cronache - il Duca Grimaldo ripopolò l’area compresa tra i borghi di Sepino, Boiano ed Isernia, favorendo l’insediamento di gruppi provenienti dalla Bulgaria, dopo uno dei tanti terremoti distruttivi che ciclicamente interessano l’area. Molise, non “Abruzzo e Molise” o, come dice ancora qualcuno, “Abruzzi”. Regione da soli quarant’anni, cioè da quando la Legge n. 3 ha modificato nel 1963 l’art. 131 della Costituzione istituendo la ventesima regione italiana, separandola, il 17 dicembre, dall’Abruzzo. Una regione che, dalla metà del ‘500 ad oggi ha ampliato di poco la sua estensione territoriale (da 3.018 agli attuali 4.438 kmq) occupando solo l’1,5% del territorio nazionale (il “primato” è della Valle d’Aosta con l’1,1%); una regione dove ogni anno si perde popolazione (336.805 abitanti nel 1991, 316.548 nel 2001) ma la natalità d’impresa cresce del doppio rispetto a quella nazionale (1,64 contro 0,68 nel 2003). Il Molise, che sino alla metà dell‘800 rappresentava per il Regno di Napoli un importante ‘granaio’ dove sperimentare le teorie dell’Abate Galiani, è anche il core del Samnium propriamente detto. Qui sono stati ritrovati i resti dell’Homo Aeserniensis; qui ci si è dotati, sin dall’antichità, di una struttura politico-amministrativa confederativa (la Confederazione Sannita) estendendola alle popolazioni agricole stanziali sino alla Basilicata. E’ quindi un peccato che il museo archeologico di Isernia non si sia ancora trasformato in parco archeologico, o che il famoso ‘bronzo agnonese’ sia conservato al British Museum di Londra e non a Capracotta, perché si saprebbe che questa lastra di bronzo con iscrizione osca e traduzione greca è servita (come la stele di Rosetta per i geroglifici egizi) a decifrare la lingua dei Sanniti; così come è un peccato che dei tratturi si conosca solo il tratto pugliese che porta alla Capitanata foggiana, ma non quello molisano, senza il quale non sarebbe esistita la transumanza. Traccia appariva sino a qualche anno fa anche il sito dell’Abbazia di Castel San Vincenzo, costruito dai monaci benedettini nel 690 sulle sorgenti del Volturno e divenuto il più grande complesso monastico del Ducato di Benevento. Visitarlo oggi è come camminare a piedi in un romanzo medievale, così come sembra di poter incontrare proconsoli e poeti elegiaci passeggiando lungo i resti del cuniculus di Venefro o per le vie di Altilia. I Molisani conoscono queste ed altre risorse della propria storia (si narra ancora di un lago profondissimo sulle colline di Scapoli), ma hanno anche imparato a gestirle dentro e fuori la Regione trasformandole in base imprenditoriale, importando ed esportando, preferendo lo slow al fast negli scenari di sviluppo territoriale e nella realizzazione di progetti, portati a compimento nonostante i lunghi periodi di isolamento fisico e culturale. Francesco Jovine, scrittore e poeta molisano del ‘900, l’unico dello scorso secolo ad aver raggiunto una certa notorietà nazionale ed internazionale, lo scrive nell’introduzione alla I edizione del Touring Club Italiano di Attraverso l’Italia. Illustrazione delle regioni italiane: “Chiusa tra il Trigno e il Fortore, col gruppo del Matese che la domina e genera il suo più grande fiume (il Volturno, ndA), la piccola regione si presenta con caratteri fisici che, pur partecipando di quelli delle regioni contigue affini, la distinguono e ne fanno un nucleo di sufficiente omogeneità” (1948, pp. 199-204). E continua, Jovine, attingendo ad un vocabolario di aggettivi sferzanti, per precisare la natura di questo Molise che appare sul frontespizio con un carattere più piccolo di quello di Abruzzo, quasi a volere minimizzare il ruolo di una regione non ancora autonoma, ma pur sempre regione (vol. XIV, Abruzzo e Molise), definendola importuosa, con centri abitati e aziende minuscoli, aspra, montuosa, brulla, rocciosa, avara di vegetazione, piccola anche nelle estensioni di terre agevoli e dei brevi poderi. E poi franosa, piena di burroni … Ma il crudo realismo di Jovine, visceralmente attaccato alla sua terra molisana, diventa lirismo quando accenna al bisogno di totale indipendenza del piccolo proprietario molisano, alla pertinace resistenza a qualsiasi forma di dominio, ai ‘remoti confini della storia’ sparsi dappertutto nella terra molisana, ai ‘fermissimi riti familiari’ che accompagno ‘gli atti supremi della vita: il nascere, il morire, le nozze’… Sarà questa fermezza ad aver mantenuto inalterato il milieu molisano (nella lavorazione del rame, del ferro, della pietra, del legno, dei filati e dei tessuti, dei molini, dei pastifici e dei prodotti lattiero-caseari) consentendo di accettare la sfida della globalizzazione? Un milieu che coniuga l’impiego di nuove tecnologie con un artigianato pregevolissimo, l’energia eolica con quella idroelettrica, il turismo itinerante con la valorizzazione storico-culturale delle antiche centrali-mulini, la didattica ambientale con la produzione biologica, l’agricoltura e l’allevamento con l’agriturismo e le coltivazioni di qualità, l’industria agro-alimentare con la piccola meccanica, il tessile per l’alta moda con la tessitura dei merletti. E anche se ancora oggi, quando si parla di Molise, si è soliti distinguere in Alto, Medio e Basso Molise, è il dipanarsi della Regione in diverse e variegate realtà (almeno 13) a costituire la sua vera originalità: essere base geografica per uno sviluppo ancora potenzialmente sostenibile del territorio e dell’economia

    Funzioni iperboliche della latitudine isometrica in termini delle funzioni circolari della latitudine geodetica

    No full text
    This paper puts forward approximate closed expressions of both hyperbolic tangent function (tanh u) and secant (1/cosh u) of the u ellipsoidal isometric latitude in terms of circular functions of the geodetic latitude and with the even powers of the first eccentricity up to the 12th grade. Expressions are deduced showing the equality of these u hyperbolic functions with the functions of the conformal ellipsoidal latitude, and enclosing them in the Taylor’s series expansion of the latter expression of the difference between the conformal latitude and the corresponding geodetic latitude. We report numerical examples in order to verify that the accuracy of the expressions is driven up to the order of double machine precision eps with which the numerical data in “Floating Point” using electronic computers and various program-ming and computing languages are represented and processed. The mixed polynomial form of expressions, with a low computational cost, will make possible, in a later work, their inversions in order to deduce approximate and accurate closed developments (up to double precision eps) in terms of geodetic latitude circular functions of the corresponding u hyperbolic functions; these inversions and further processing works last goal will be a new method to calculate Gaussian cartographic coordinates, with an adequate accuracy for high longitude in geographic time zones

    Verifica della congruenza geometrica tra le mappe di impianto catastali e l’attuale formato vettoriale

    No full text
    Il recente processo d’informatizzazione del patrimonio cartografico catastale ha comportato, in alcuni casi, un decadimento della qualità geometrica delle mappe; infatti, agli errori già presenti sul supporto cartaceo, si sono aggiunte nuove deformazioni legate alle operazioni di scansione, georefenziazione e vettorializzazione degli originali d’impianto (OI). In questo lavoro, prendendo in esame diversi fogli del comune di Eboli (SA), è stata verificata la congruenza geometrica tra le mappe d’impianto e quelle vettoriali attuali esportabili dal WEGIS (Web Enabled GIS) nel formato CXF (Cadastral eXchange Format). Poiché il suddetto formato non è supportato dai principali software in commercio è stato implementato, in ambiente Java, un tool che consente di leggere i file CXF, di manipolare opportunamente le geometrie e le informazioni in esso contenute e, infine, di generare ed esportare i fogli di mappa in formato shapefile. Anche se esistono diversi software che effettuano tali operazioni, si è preferito svilupparne un nuovo in Java per costituire una base per una futura implementazione, delle funzionalità sopra descritte, in un servizio web fornito dall’application server WildFly (già noto come JBoss). In una fase successiva, al fine di confrontare le mappe catastali attuali con quelle d’impianto (disponibili sotto forma di file raster non georiferiti), è stato necessario georiferire queste ultime. Tale operazione è stata ripetuta impiegando varie trasformazioni (lineare, polinomiale di secondo e di terzo grado) e, per ciascuna di esse, l’analisi dei residui ha consentito di stimarne la precisione. Dopo ogni singolo processo di georeferenziazione è stato creato, per ogni raster, uno shapefile di alcune particelle distribuite in modo uniforme nel foglio d’impianto. Ponendo a confronto i due shapefile ottenuti, rispettivamente, dalla mappa vettoriale CXF e dalla relativa mappa d’impianto georiferita, è stato possibile valutare gli spostamenti, in direzione nord ed est, e le differenze areali, che le attuali particelle mostrano rispetto a quelle d’impianto.The recent informatization process of the cadastral cartographic heritage has resulted, in some cases, in a worsening of the geometric quality of maps; in fact, new distortions due to scanning, georeferencing and vectorization of the original maps have been added to the errors already inherent the map. In this work, the geometric congruence between the original maps of establishment and the current vectorial maps exportable from the WEGIS (Web Enabled GIS) in CXF (Cadastral eXchange Format), has been verified by examining several sheets of the Eboli town (SA). Since the above format is not supported by the main commercial software products, a Java tool has been implemented, that allows to read CXF files, manipulate appropriately the geometries and the information contained therein and, finally, generate and export the map sheets in shapefile format. Although there are several software that perform these operations, it was decided to develop a new in Java to provide a basis for future implementation, of the functionalities described above, in a web service provided by the application server WildFly (formerly known as JBoss). At a later stage, the actual maps of establishment (available as non geo-referenced raster files) were georeferenced in order to be compared with the current cadastral maps. This operation was repeated by using various transformations (linear, second and third order polynomial) and, for each of them, the precision was estimated based on the residuals analysis. After each georeferencing process, for each raster, a shapefile of some land parcels uniformly distributed in the original map was created. By comparing the two shapefiles obtained, respectively, from the CXF vector map and from the original georeferenced map, the shifts in the north and east directions, as well as, the differences of area between current and original land parcels were evaluated

    Uno sviluppo accurato della latitudine conforme in termini della latitudine geodetica

    No full text
    This paper puts forward an approximate expression of the conformal ellipsoidal latitude in terms of the corresponding geodetic latitude and of the even powers of the first eccentricity with coefficients trigonometric polynomial of the geodetic latitude. From the equality of two different developments of the isometric latitude, suitably cut off, it is first obtained - by successive approximations - the difference between the conformal latitude and the corresponding geodetic one, and finally the approximate expression of the conformal latitude. Because of the high degree of eccentricity powers (up to the 12th) and of the sine function of geodetic latitude (up to the 11th), the expression is extremely accurate, so it is possible to achieve an approximation in the order of a (double) precision eps with which the numerical data in “Floating Point” using electronic computers and various programming and computing languages are represented and processed. Numerical examples in order to verify the accuracy of the expression are reported. The approximation, that can be obtained with a lower computational cost compared to other expressions reported in geodetic and cartographic literature, and the specific form of this conformal latitude development are necessary for the application reported in a successive article, in order to implement a new calculating method of the Gaussian cartographic coordinates in wide time zone of longitude and with adequate accuracy
    corecore