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    Il ruolo primario della moralità sulla percezione di umanità e sui comportamenti non egoistici.

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    Il primato della moralità sulle altre dimensioni del giudizio sociale (socievolezza e competenza) è stato largamente dimostrato nelle valutazioni degli altri sia a livello interpersonale che intergruppi. Tuttavia, questa dimensione potrebbe essere non solo alla base del giudizio sociale, ma anche un aspetto fondamentale dell’umanità. In questa serie di studi è stato indagato se la percezione della moralità di un target rispetto alla socievolezza e alla competenza aumenti la percezione di umanità del target stesso. Inoltre, è stato esaminato se la moralità, aumentando l’inclusione di un target nel gruppo umano, favorisca l’utilizzo di comportamenti non egoistici rivolti ad esso. A questo scopo, abbiamo utilizzato il paradigma della Social Mindfulness che propone un compito in cui si misura quanto le persone nel prendere un oggetto per sé si preoccupano di lasciare o meno la possibilità di scelta agli altri. Lo Studio 1 (N= 37) ha mostrato che i tratti morali conducono maggiormente alla percezione di umanità del target. Lo Studio 2 (N= 242) ha confermato l’evidenza del primo studio e ha evidenziato che la percezione della moralità di un target agisce come mediatore degli effetti della moralità sulle intenzioni comportamentali positive verso il target. Infine, lo Studio 3 (N= 187) ha mostrato che gli individui tendono a mettere in atto più comportamenti non egoistici verso un target morale piuttosto che socievole o competente, evidenziando che questo effetto è spiegato dal giudizio di umanità del target. Le implicazioni dei risultati saranno discusse

    Il ruolo della categorizzazione sociale multipla e dell’identità sociale complessa sul diritto alla salute degli immigrati

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    Anche se nelle società occidentali si attenuano le differenze strutturali ed economiche tra gruppi sociali esistono disparità consistenti relativamente all’accesso ai servizi sanitari. E’ possibile tentare di ridurre tali disparità attraverso strategie socio-cognitive? Questa ricerca ha esaminato se la categorizzazione multipla degli immigrati può promuovere un comportamento a sostegno della loro salute. Il target degli immigrati è stato presentato ai partecipanti attraverso la categorizzazione semplice o aggiungendo cinque ulteriori criteri di categorizzazione. Il compito sperimentale consisteva nel decidere se tagliare fondi regionali pubblici a sostegno di una campagna di vaccinazione degli immigrati. La misura agiva in termini proporzionali, più si tagliavano fondi regionali sulla cultura più si sosteneva la campagna di vaccinazione. Inoltre, abbiamo esaminato il ruolo mediazionale dell’individualizzazione del target e di moderazione dell’identità sociale complessa dei partecipanti. I risultati hanno mostrato che la categorizzazione sociale multipla degli immigrati rispetto a quella semplice aumenta il sostegno alla loro salute e questo effetto è spiegato dall’individualizzazione di questo target. L’efficacia della categorizzazione multipla si verifica specialmente con persone con bassa identità sociale complessa. Le potenzialità di sviluppare questo intervento socio-cognitivo per attenuare le disparità intergruppi sul diritto alla salute saranno discusse

    Il ruolo della categorizzazione multipla nella promozione dell'inclusione nel gruppo umano di membri dell'outgroup [The role of multiple categorisation in promoting the inclusion in the human group]

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    Nelle società moderne fondate sul diritto e la giustizia uguali per ogni essere umano assistiamo quotidianamente a episodi di discriminazione sociale grave. La letteratura sulla deumanizzazione ha illustrato i fattori psico-sociali che spiegano questa tendenza, invece, non esistono studi sui processi che possono favorire l’inclusione nell’ingroup umano. Nel presente studio abbiamo ipotizzato che se l’aumento del numero di categorie sociali attribuite ai membri di un outgroup attenua differenziazioni e pregiudizi intergruppi attraverso la decategorizzazione, questo stesso processo socio-cognitivo, diminuendo la salienza dell’outgroup, possa aumentare l’appartenenza al gruppo umano. 216 studenti universitari italiani hanno compilato un questionario cartaceo confrontando i gruppi sociali reali di italiani (ingroup) e immigrati (outgroup) nelle condizioni di categorizzazione semplice, multipla condivisa, multipla mista e multipla non condivisa dai partecipanti. Le misure rilevate comprendevano il pregiudizio sociale, la decategorizzazione e l’inclusione nel gruppo umano a livello simbolico e comportamentale. Queste ultime misure sono state implementate per catturare l’attribuzione di umanità agli altri e il riconoscimento del valore della vita umana degli altri. I risultati hanno confermato la diminuzione del pregiudizio e l’aumento dell’inclusione nel gruppo umano degli immigrati nelle condizioni di categorizzazione sociale multipla vs semplice. Questa evidenza è stata riscontrata sia a livello simbolico che comportamentale, infatti i partecipanti sceglievano di privarsi di un maggior numero di risorse a favore della salvezza di un più alto numero di vite di immigrati nelle condizioni di categorizzazione multipla vs semplice. Infine, la condivisione totale, parziale o assente delle categorie sociali multiple attribuite agli immigrati non ha inciso sugli effetti pro-sociali evidenziati e il processo di decategorizzazione, rilevato in tutte le condizioni di categorizzazione sociale multipla, può essere considerato un buffer contro la deumanizzazione

    L’effetto generativo della categorizzazione multipla nell'attribuzione di umanità

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    Recenti evidenze hanno mostrato il ruolo della categorizzazione multipla nella riduzione del pregiudizio deumanizzante, ovvero la tendenza pervasiva a negare l’umanità dei membri di outgroup. Nella presente ricerca indaghiamo se la categorizzazione multipla favorisce la generazione di caratteristiche unicamente umane nella descrizione di un outgroup e i processi sottesi a tale effetto. In particolare, lo Studio 1 mostra che i partecipanti generano un maggior numero di tratti unicamente umani per descrivere un immigrato in condizione di categorizzazione multipla vs. semplice. Tale effetto di umanizzazione è sequenzialmente mediato dalla percezione ridotta di minacciosità e dall’individualizzazione dell’outgroup. Lo Studio 2 mostra che un particolare tipo di categorizzazione multipla, ovvero la combinazione categoriale contro-stereotipica (e.g., Rumano manager) aumenta la generazione di emozioni unicamente umane. Tale effetto di umanizzazione è sequenzialmente mediato dall’emozione di sorpresa e dall’individualizzazione dell’outgroup. Le implicazioni dei due tipi di intervento di categorizzazione multipla, considerando gruppi sociali altamente discriminati, e i processi che spiegano gli effetti di generazione di umanità saranno discussi

    Quando la sorpresa riduce il pregiudizio: il ruolo delle combinazioni categoriali inaspettate [When surprise reduces prejudice: the role of incongruent category combinations]

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    Un ruolo essenziale nello sviluppo del pregiudizio è giocato dalle aspettative verso determinate categorie sociali. In particolare, combinazioni inaspettate di categorie sociali (e.g., donna meccanico), non generano impressioni costruite sulla base delle informazioni disponibili in memoria, ma inducono l’elaborazione cognitiva di nuovi attributi, contribuendo ad attenuare gli stereotipi. Lo scopo della presente ricerca era indagare le differenze nella produzione di caratteristiche attribuite alle due categorie che formano le combinazioni categoriali inaspettate. Inoltre abbiamo esaminato se le emozioni percepite costituiscano un fattore che media la formulazione di nuovi attributi nelle categorizzazioni inaspettate. In specifico, abbiamo condotto uno studio considerando le combinazioni tipiche e inaspettate tra le categorie genere e occupazione. I risultati del campione in esame, composto da 260 studenti equamente divisi tra maschi e femmine, mostrano in primo luogo una notevole diminuzione degli attributi tipici di genere rispetto a quelli dell’occupazione nella categoria inaspettata. In secondo luogo, è emerso che la produzione di nuovi attributi è mediata dalle emozioni positive nei confronti del target descritto con combinazione categoriale inaspettata. Nel complesso, dunque, questi risultati evidenziano il ruolo di mediazione delle emozioni nella riduzione degli stereotipi quando le persone vengono definite attraverso combinazioni categoriali inaspettate

    The Interplay of Personal and Social Identity

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    Personal and social identity have generally been considered as separate components of individual’s self-concept. In this review, after addressing classical models of personal and social identity, we focus on recent theoretical advancements. We propose possible interconnections, focusing on communalities between personal and social identity and outline how these processes, fed by social factors, can interact and influence one another. In addition, we advance the role of personal and social identity as a fundamental symbolic tool with which individuals can adapt to reality. Finally, we address the implications of identity for personal and social adjustment and inclusiveness

    The primary role of morality in predicting humanization

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    In two studies we investigated the relationship between morality and perceived humanity of others. Given the relevance attributed to this dimension in impression formation, we predicted that morality would play a primary role also in the judgment of humanity . Study 1 showed that morality is associated to humanity to a higher degree than sociability or competence. Study 2 showed that a target depicted as high (versus low) in morality was attributed uniquely human emotions to a higher extent whereas sociability and competence had no impact on the same measure. Interestingly findings revealed also a halo effect of morality as high morality targets were also seen as highly sociable and competent. In contrast , high sociability targets and high competence targets were not seen as highly moral. Finally, Study 2 showed that judgments of humanity mediate the effect of morality on intentions of interacting with the target. The implications of these findings will be discussed

    Il ruolo della categorizzazione multipla e del contatto intergruppi nella riduzione della discriminazione linguistica

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    Numerose evidenze hanno mostrato che il linguaggio risulta uno strumento primario nel trasmettere e mantenere la discriminazione intergruppi, una delle sfide principali delle società multietniche contemporanee. La presente ricerca indaga se l’aumento della complessità qualitativa e quantitativa delle combinazioni categoriali usate per descrivere i membri di un outgroup può ridurre il discriminazione linguistica verso di essi. In particolare, è stata condotta un’analisi linguistica delle descrizioni di combinazioni categoriali contro-stereotipiche vs. stereotipiche (e.g., Rumeno manager vs. Rumeno lavavetri; Studio 1) e di combinazioni categoriali multiple vs. semplici (e.g., immigrato, maschio, padre, lavoratore, residente in Italia, sportivo vs. immigrato; Studio 2). I risultati hanno mostrato che l’aumento della complessità qualitativa (categorizzazioni controstereotipiche) e quantitativa (categorizzazioni multiple) della categorizzazione di un target riduce il livello di astrazione dei termini negativi usati per descriverlo, riducendo la discriminazione linguistica. Inoltre, l’effetto della categorizzazione multipla sulla discriminazione linguistica è mediato dall’individualizzazione del target e moderato dal contatto con esso. Le implicazioni di tali strategie d’intervento e della loro interazione saranno discusse
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