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    LA CROCE DI FONDAZIONE DA ROMA A BRASILIA passando per Chandigarh

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    La fondazione di una città, insediamento umano per eccellenza, è stata sempre celebrata come un rito, che sanciva un patto sociale, religioso, militare allo stesso tempo, definendo uno spazio perimetrato rispetto all’estensione della natura lasciata al naturale o trasformata dall’agricoltura in campagna. La scelta del luogo ideale per abitare avveniva osservando le stelle e facendo sacrifici benaugurali, sempre con un approccio che oggi definiremmo esoterico. Nella Roma repubblicana l’atto di fondazione vero e proprio consiste nel tracciare a terra il segno a croce da cui si dipartono due assi urbani, il cardo maximus (nord-sud) e il decumanus maximus (est-ovest): lungo le parallele, tra loro ortogonali, si definiscono le strade e gli isolati della città. (...) A fine anni ’50 Juscelino Kubitschek, presidente del Brasile, decide di spostare la capitale da Rio de Janeiro nel centro trigonometrico del grande paese latinoamericano, sul Planalto Central, in piena savana. (...) Anche Chandigarh, eletta capitale del Punjab indiano dal Pandit Nehru dopo la separazione dell’India dal Pakistan (1947), e progettata da Le Corbusier a partire dalla prima ipotesi planimetrica di Albert Mayer, famoso urbanista americano, assume un tracciato ortogonale con leggere piegature nelle strade curvilinee est-oves

    TRASFORMAZIONI D’AUTORE. ST. IGNATIUS CHAPEL DI STEVEN HOLL A SEATTLE

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    Per ideare e poi realizzare la Cappella di Sant’Ignazio nell’Università dello stato di Washington a Seattle è indubbio che l’architetto americano abbia guardato alle soluzioni impastate di colore e luce nel Convento de La Tourette e nella Cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp: è altrettanto certo che la sua sia stata una (ri)elaborazione in grado di trasformare il riferimento dando vita a nuovi strumenti compositivi

    Il sonno della città contemporanea genera mostri

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    La mancanza di identità delle periferie e della città informale genera negli abitanti il desiderio di andare alla ricerca di luoghi identitari e se non li si trova, di inventarne di nuov

    SPAZIO E SPIRITUALITÀ NELL’ARCHITETTURA SACRA DI LE CORBUSIER

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    Ricerca di armonia che va oltre una lettura schematica del Razionalismo, liberando le forme della cappella dalla poetica dell’angolo retto, anche se LC ci tiene a precisare che i suoi volumi curvi sono stati regolati da generatrici rettilinee. Il tema della luce e dell’ombra

    After Martì Arìs

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    Il libro “Le variazioni dell’identità” rimane una pietra miliare degli studi sul tipo in architettura, per certi versi l’ultimo grande testo delle ricerche svolte fin dall’epoca della cosiddetta “Tendenza”. Il carattere più innovativo della convincente trattazione svolta dall’autore catalano è quello di una apertura rispetto a procedimenti già consolidati e su cui lo stesso Aldo Rossi espresse a un certo punto perplessità rispetto al rischio di imporre una eccessiva perimetrazione al campo conoscitivo degli studenti di architettura. In questo testo si ripercorrono alcune parti del libro, in particolare dapprima la sequenza che esamina le architetture storiche e successivamente l’analisi delle architetture del Movimento Moderno, in rapporto analogico con quelle storiche. La parte conclusiva tenta di estendere il procedimento analogico proposto da Arìs alle architetture della contemporaneità, individuandone radici sia nel Moderno che nella Storia

    UOMO TERRA ARCHITETTURA

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    L’affermazione che più identifica la tematica di questa pubblicazione descrive l’architettura attraverso il vuoto: le relazioni tra le cose, le relazioni tra le case, i rapporti tra pieni e vuoti aiutano a definire questo punto di vista. In un libro che riafferma con autorevolezza la crisi globale dovuta ai cambiamenti climatici in corso, si individua un possibile strumento per una risposta adeguata e urgente: il “volume vuoto”. Il disordine climatico è motivato da varie cause che non staremo qui a elencare: quella più legata alla costruzione dell’architettura dal secondo novecento a oggi è la pretesa di avere a ogni latitudine un “clima artificiale”, creando prospettive di sviluppo non più sostenibile

    Editorial for the special issue: “targeting β- lactamases to fight bacterial resistance to β-Lactam antibiotics”

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    In bacteria, a major resistance mechanism to β-lactam antibiotics is the production of one or more β-lactamase enzymes. β-Lactamases belong to two structurally and mechanistically unrelated families of enzymes, serine-β-lactamases (SBLs; classes A, C, and D) and metallo-β-lactamases (MBLs; class B). The interest in discovering novel inhibitors has recently renewed to counter the threat from newer β-lactamases, such as the extended spectrum β-lactamases (ESBLs) and carbapenemases, that are not inhibited by classical SBL inhibitors. Although resistance development is an ordinary evolutionary process, it has been significantly accelerated by the widespread and uncontrolled misuse of antibiotics and, nowadays, it represents one of the most relevant threats for human health.This Special Issue includes full research articles, brief reports and reviews focused on the targeting of b-lactamases to fight bacterial drug resistance.[...]

    Industrial policies and institutional framework for the structural change

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    This article argues that a fundamental reform of the current institutional framework is needed to address the economic consequences of the pandemic and to successfully reverse the decline of the Italian economy. By focusing on still uncertain financial resources and where to invest them, the policy debate has hitherto neglected that the current institutional framework has been built in the last forty years to withdraw public intervention in the economy. The ability of the State to intervene in the functioning of a liberal society based on private initiative by developing industrial value chain and controlling innovation processes and technological trajectories must thus be reconstructed
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