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Dall'archeologia alla contemporaneità. Brevi storie di ponti e di porti
Attraverso alcuni significativi esempi tratti dalla storia antica e dall'archeologia, non senza alcune incursioni nel contemporaneo, il contributo pone in evidenza il valore emblematico e perfino sacrale dei ponti e dei porti ma, al contempo, attenua fortemente il loro valore di metafora di unione e relazione evidenziando il loro ruolo strategico nelle strategie di conquista. I ponti e i porti, sia antichi sia moderni sono investigati nel loro valore iconic
Gio Ponti e le arti figurative: il caso dell'arte "religiosa"
Il saggio analizza il rapporto tra Gio Ponti e le arti figurative, ponendo in evidenza il ruolo di committente e di talent scout dell'architetto nei confronti di artisti italiani non ancora affermati e di amico e compagno di strada di quelli già noti afferenti per lo più al Novecento italiano, nella convinzione che il pezzo d'arte, la scultura o l'opera pittorica, abbia un ruolo non secondario rispetto all'architettura nella creazione del gusto. Il saggio inoltre tratta specificamente della committenza pontiana nell' ambito dell' arte sacra, del coinvolgimento di maestranze e artisti per collaborare alla funzione spirituale delle sue architetture
Salone '97: Gio Ponti e Vico Magistretti
Un confronto tra l'opera di design di due protagonisti dell'architettura italiana, Gio Ponti e Vico Magistrett
Introduzione a: I ponti e i porti fra metafora e realtà
Attraverso i ponti e attraverso i porti le nostre società si sono aperte, si sono civilizzate, si sono modernizzate, si sono arricchite in senso materiale e in senso culturale. Oggi dobbiamo invece fare i conti con una dinamica che non è solo locale ma che è anche globale per la quale i ponti non solo crollano ma non si vogliono più costruire e i porti vengono pure chiusi. Siamo di fronte a una situazione nella quale si diffonde una propensione alla chiusura materiale e anche culturale che certamente non è foriera di buone cose. È espressione di una sfiducia sistemica che si va diffondendo nel corso degli anni e che è compito dell'università studiare ma è anche compito dell'università contribuire a contrastare perché i luoghi di formazione non possono che essere orientati all'apertura, al dialogo, al confronto
Sentieri Ponti e Passerelle, Ass. Quartieri Spagnoli
Breve scheda sul progetto nazionale Sentieri Ponti e Passerelle che Laino ha scritto e coordina su autorizzazione del Dipartimento di Architettur
Gio Ponti e l'”amore dell'antichità"
Breve analisi del rapporto tra Gio Ponti e i repertori della cultura classica per la creazione delle decorazioni per la Richard-Ginori di Docci
Verso EOSC tra ponti e calli
The presentation "Verso EOSC tra ponti e calli" regards the implementation of the EOSC at the University Ca' Foscari of Venice and was held during the workshop "EOSC. Scenari evolutivi e sviluppi in ambito italiano" , Venice 3/4/2019
MUSEO MAXXI. LE STORIE DELL'ARCHITETTURA. GIO PONTI E LA SCUOLA DI MATEMATICA DELL’UNIVERSITÀ SAPIENZA
Dell’intervento della nuova Città Universitaria di Roma, voluta dal governo fascista nel 1932, perché divenisse “la sede del principale centro studi del Mediterraneo”, e inaugurata il 31 ottobre 1935. La direzione dei lavori dell’intero intervento fu affidata a Marcello Piacentini che si occupò anche dell’assetto urbanistico, della progettazione del rettorato e diede indicazioni precise riguardo la scelta stilistica degli edifici, che doveva rifarsi, nei principi, alla monumentalità della tradizione classica. Al progetto della nuova Città Universitaria di Roma, per dodicimila studenti, partecipano, su invito dello stesso Piacentini, giovani architetti fra i migliori di ogni regione. Tra questi, anche il giovane Ponti, che, di questo suo progetto non-monumentale, amava la soluzione a corpi distinti: il corpo rettangolare della Matematica Pura, con biblioteca e sale, le due ali curve delle aule di disegno, la torre delle tre aule a teatro. Particolarmente efficace, nel pensiero pontiano, era la soluzione applicata nella torre, in cui il profilo delle tre finestrate sovrapposte rivelava all’esterno il profilo dei tre sovrapposti ambienti interni
Intervengono Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura, Carlo Bianchini Direttore Dipartimento di Storia disegno e restauro dell’architettura Università La Sapienza, Isabeau Birindelli Direttore Dipartimento di Matematica, Università La Sapienza.
-Una nuova sede per la scuola romana di matematica Prof. Enrico Rogora Dipartimento di Matematica, Università La Sapienza
-Il progetto di Marcello Piacentini per la Città Universitaria Prof. Piero Ostilio Rossi Dipartimento di Architettura e Progetto, Università La Sapienza
- La città Universitaria. Brevi cenni storici Prof. Luca Ribichini Vicepreside della Facoltà di Architettura, Università La Sapienza
-Il progetto pontiano per la Scuola di Matematica e la sua realizzazione Prof. Stefania Mornati Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria informatica, Università Tor Vergata
- Le vetrate di Gio Ponti e il rapporto tra le arti decorative e l’architettura dell’Università Antonella Greco Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’architettura, Università La Sapienza
- Gio Ponti per l’università: la strategia di Padova (1933-1943) Maddalena Scimemi Dipartimento di Architettura, Università Roma Tre
-La Scuola di Matematica Gio Ponti alla città universitaria di Roma, 1935-2020 Simona Salvo Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’architettura, Università La Sapienza
-Intervento: Luca Ribichini.
-Ideazione, realizzazione e curatela scientifica: Margherita Guccione, Luca Ribichini
Non-configurationality in diachrony correlations in local and global networks of ancient Greek and Latin
Non-configurationality is a linguistic property associated with free word order,
discontinuous constituents, including NPs, and null anaphora of referential
arguments. Quantitative metrics, based both on local networks (syntactic trees
and word order within sentences) and on global networks (incorporating the
relations within a whole treebank into a shared graph), can reveal correlations
among these features. Using treebanks we focus on diachronic varieties
of Ancient Greek and Latin, in which non-configurationality tapered off over
time, leading to the largely configurational nature of the Romance languages
and of Modern Greek. A property of global networks (density of their spectra
around zero eigenvalues) measuring the regularity in word order is shown to be
strengthened from classical to late varieties. Discontinuous NPs are traced by
counting the words creating non-projectivity in dependency trees: these drop
dramatically in late varieties. Finally, developments in the use of null referential
direct objects are gauged by assessing the percentage of third-person personal
pronouns among verb objects. All three features turn out to change over time
due to the decay of non-configurationality. Evaluation of the strength of their
pairwise correlation shows that null direct objects and discontinuous NPs are
deeply intertwined
Ponti e viadotti nel paesaggio. Silvano Zorzi e il sistema delle autostrade italiane
Nel quadro dell’Italia del dopoguerra, la possibilità di approfondire la conoscenza non di una singola opera pur emblematica, quanto piuttosto, attraverso le diverse esperienze progettuali di una figura meno nota del panorama dell’architettura e dell’ingegneria italiana, di leggere la ricorrenza di diversi atteggiamenti e metodi nella trasformazione del paesaggio di questo Paese, è sembrata un’occasione utile, certamente irta di difficoltà, per comprendere alcuni nodi importanti attorno ai quali si dibatte la cultura architettonica quando si confronta con le esigenze – che sono spesso apparse tra di loro opposte – del progetto di grandi infrastrutture e della salvaguardia del paesaggio.
La vasta rete autostradale realizzata nel paesaggio italiano ha imposto nuove soluzioni progettuali, tecniche costruttive, soluzioni tecnologiche, organizzazioni produttive. È lo stesso Silvano Zorzi a sottolinearlo facendo nel 1980 il bilancio dei trent’anni di propria attività nel settore: “...; la nuova viabilità a scorrimento veloce, che prevede ampi raggi di curvatura e pendenze moderate, ha imposto sovente, specie in ambiente montagnoso, attraversamenti di vallate su ponti ad altezze vertiginose o scavalcamenti di depressioni orografiche su lunghissimi viadotti".
Le opere di Zorzi, e in particolare i ponti e i viadotti che costituiscono la parte più consistente e importante della sua opera, sono state per lo più lette, come suggeriva lo stesso autore, attraverso gli schemi statici e i processi costruttivi che le avevano generate, compresi nell’unico termine “sistemi”: ponti e viadotti gettati in opera con puntellazioni dal basso (progettati e realizzati dal 1957 al 1987); ponti e viadotti con elementi prefabbricati (dal 1957 al 1985); ponti e viadotti costruiti a sbalzo (dal 1963 al 1985); ponti e viadotti costruiti con centina mobile autovarante (dal 1968 al 1981); ponti e viadotti a struttura metallica (dal 1968 al 1993).
Queste categorie rappresentano anche, nella loro successione pressoché cronologica, la progressiva evoluzione delle tecniche costruttive adottate nel campo della realizzazione di grandi viadotti
. Le “opere d’arte maggiori”, ovvero i grandi ponti e viadotti nella dizione della tradizione ingegneristica, sono intese da Zorzi come architetture permanenti nel paesaggio, espressione di valori di armonia e durata che si oppongono alle ragioni della standardizzazione e della durata programmata, tipiche di una certa produzione edilizia del Novecento, che sovente si è applicata e purtroppo a volte tutt’oggi si applica alle infrastrutture viarie, intese spesso come meri “strumenti per la viabilità"
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