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L'ultimo Dante. Nuovi documenti sulla Corrispondenza con Giovanni del Virgilio e una Mostra sul cenacolo ravennate.
Sintesi delle principali novità documentarie emerse dalla Mostra L'ultimo Dante e il cenacolo ravennate, ideata e realizzata a cura di Gabriella Albanese e Paolo Pontari, con approfondimento sulle figure di Giovanni del Virgilio, Pietro Giardini e Dino Perini
Dante e Ravenna
Sintesi delle novità documentarie emerse dalla Mostra "L'ultimo Dante e il cenacolo ravennate", ideata e realizzata da Gabriella Albanese e Paolo Pontari, con approfondimenti su Giovanni del Virgilio, Pietro Giardini e Dino Perini
Michele Barbi, I nostri propositi, a cura di P. Pontari
Edizione commentata della prefazione di Michele Barbi al primo numero della Rivista "Studi Danteschi"
«Eridani michi spem mediamne dedisti». Dante, Pomposa e la datazione delle “Egloge"
Il contributo si propone di precisare la datazione delle Egloge di Dante, attraverso un esame approfondito delle testimonianze storiche e documentarie dell’esilio ravennate e una interpretazione più precisa di allusioni storiche, geografiche e biografiche nei testi della corrispondenza poetica con Giovanni del Virgilio, con l’appoggio all’esegesi coeva delle glosse tramandate dallo Zibaldone Laurenziano 29.8. Tali prove testimoniali permettono ormai di delineare un quadro storico e contestuale sufficientemente limpido e di collocare l’avvio dello scambio poetico sul finire del 1319, periodo nel quale è possibile anche individuare il luogo del primo incontro di persona avvenuto tra Dante e Giovanni del Virgilio, il monastero di Pomposa, di cui si propone l’identificazione nella perifrasi Eridani-mediamne del v. 47 dell’epistola metrica di Giovanni che dà avvio alla Corrispondenza. Il saggio prende infine in esame anche le Cronache di Giovanni Villani e di Giorgio Stella, per dirimere una questione relativa a una possibile allusione nei vv. 42-43 dell’epistola di Giovanni a una tempesta che causò il naufragio di alcune galee ghibelline al tempo dell’assedio di Genova del 1319-1320
Boccaccio tra Dante e Petrarca: novità sulla Vita Petri Damiani
In occasione del centenario della nascita di Boccaccio, questo volume viene a colmare un’evidente lacuna negli studi dedicati al grande scrittore: il suo intenso legame biografico e culturale con la Romagna. I saggi qui raccolti offrono per la prima volta un ritratto completo del Boccaccio ‘romagnolo’ e chiariscono i suoi soggiorni dal 1345 al 1362 presso le corti dei Da Polenta a Ravenna e di Francesco Ordelaffi a Forlì. Evidenziano la sua perlustrazione dei patrimoni librari romagnoli e il recupero della tradizione dell’ultimo Dante, tra Ravenna e Bologna. Documentano, con ricognizioni nelle biblioteche di Cesena, Forlì e Ravenna, la circolazione delle sue opere, delineandone la fortuna rinascimentale in Romagna, in un percorso che schiude le porte all’Europa delle corti. Studi specifici sono dedicati alle opere scritte in Romagna, e in particolare al rispecchiamento della ‘Romagna dantesca’ nel Decameron e alle novelle ‘romagnole’: dal ‘dantesco’ Lizio da Valbona alla novella ‘faentina’ di Guidotto da Cremona alla più famosa di Nastagio degli Onesti, ambientata nella Pineta di Classe. Importanti novità riguardano la poesia bucolica latina, che vide la luce a Forlì in condivisione con il segretario dell’Ordelaffi, Checco di Meletto Rossi, la Vita Petri Damiani, elaborata a Ravenna su richiesta di Petrarca, e la Genealogia, la cui prima committenza del re di Cipro si colloca tra Forlì e Ravenna
Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XIV-XV)
Introduzione all'edizione critica commentata della Descriptio totius Italiae di Pietro Ranzano
L’Onomasticon del VDL: l’Orbis Latinus di Dante e il trattamento lessicografico di toponimi ed etnici tra latino e volgare
Il saggio illustra l'onomastica latina dantesca, concentrandosi in particolare sullo studio di alcuni toponimi e il loro trattamento lessicografico
Appendice, La biblioteca medievale di Biondo e l'Historia Hierosolymitana di Roberto il Monaco: i manoscritti Vat. lat. 1795 e Vat. lat. 2005
L'appendice illustra il riuso della "Historia Hierosolymitana" nell'orazione napoletana di Biondo e individua la presenza di questo testo in due manoscritti posseduti e postillati dall'umanista forlivese, il Vat.Lat.1759 e il Vat. Lat. 2005
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