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    Gherardi, Pompeo an Herman Grimm (2 Briefe)

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    GHERARDI, POMPEO AN HERMAN GRIMM (2 BRIEFE) Gherardi, Pompeo an Herman Grimm (2 Briefe) (Br1432) Brief 1432 (Br1432) Brief 1433 (Br1433

    Quale morfosintassi per le lingue indoeuropee antiche a corpus ridotto?

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    Nel caso delle iscrizioni achemenidi, il compito dei moderni ermeneuti non è dei più semplici, per una serie di motivi differenti. Da dove nascono le difficoltà che ci si trova da affrontare quando si indaghi un fenomeno della lingua persiana antica e, in particolare, un fenomeno morfosintattico? Per esemplificare il tipo di analisi che si può condurre e il metodo che si è rivelato più proficuo, nel presente contributo si prende come esempio una costruzione “problematica” del persiano antico, che offre numerosissimi spunti di riflessione e, soprattutto, si presta a differenti prospettive di analisi, sulla quale sto lavorando da parecchio tempo. Si tratta della costruzione nota come mām kāma, della quale sono stati studiat vari aspetti in differenti lavori, alcuni pubblicati, altri di prossima pubblicazione (Pompeo 2018; in stampa a; in stampa b)

    L’helicopter money e la credibilità della Banca centrale europea

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    Pompeo Della Posta discute l’affermazione secondo la quale monetizzare il debito rischierebbe di minare la credibilità anti-inflazionistica della Banca Centrale Europea sostenendo che non sarebbe questo il caso. Non è possibile, infatti, perdere credibilità attuando una politica, come sarebbe la monetizzazione della spesa, che porterebbe con sé meno rischi e che risulterebbe meno costosa dell’alternativa rappresentata dal ricorso all’indebitamento

    M. Vetö, Autobiografia di un filosofo. Gli anni della formazione fra Budapest e Parigi (1936-1956), L’Harmattan Italia – L’Harmattan, Torino-Parigi 2024 (Traduzione e curatela dell’opera M. Vetö, De Budapest à Paris (1936-1957) - Postface sur les soixante années suivantes, L’Harmattan, Paris 2018)

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    « Ecco il modo in cui il filosofo Miklos Vetö legge la propria vita: un insieme di continuità e discontinuità che hanno saputo trovare una sintesi feconda tra il vecchio e il nuovo. Oltre ad accompagnare un pensiero originalissimo e una produzione prolifica, la storia di Miklos Vetö assume i contorni di una testimonianza storica unica, quella di un ungherese trapiantato in Francia dopo un lungo soggiorno negli Stati Uniti (ma non solo), di un giovane nato da una famiglia ebrea, cresciuto senza convinzioni religiose e, anzi, ateo, che si converte al cattolicesimo. Tale esperienza folgorante, dai contorni mistici, è fortemente intessuta di richiami alla realtà di ogni giorno, vissuta sotto il dominio della dittatura comunista che vedeva, nel cristianesimo, un odiato avversario. Si tratta di una conversione che Miklos Vetö passerà tutta la sua esistenza a cercare di spiegarsi e di spiegare con gli strumenti della ragione filosofica. » [Tratto dall’Introduzione all’edizione italiana a cura di LORENZO POMPEO]

    Dative

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    La voce ‘Dative’ dell’'Encyclopedia of Greek Language and Linguistics Online' (EGLL) descrive le funzioni e i valori del caso dativo nella storia della lingua greca, dalla fase più antica sino al greco moderno, prendendo in esame anche i processi di sincretismo che hanno interessato questo caso nella sua diacronia. La voce è divisa in due parti: la prima, dedicata la greco antico, è stata scritta da Flavia Pompeo; la seconda, relativa agli sviluppi successivi, ha come autrice Joanne Stolk

    The syncretism of genitive and dative in Old Iranian

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    As is well known, case syncretism is a phenomenon that has taken place in many Indo-European languages, and involves a reduction in the number of cases compared to the system usually reconstructed for Proto-Indo-European (Luraghi 2000). This paper will focus on the syncretism of the Indo-European dative and genitive in Old Iranian languages, devoting particular attention to the changes which occurred from Old Avestan to Young Avestan. Old Persian does not have separate forms for genitive and dative as these previously distinct grammatical categories merged into the genitive (Meillet & Benveniste 1931). Indeed, a detailed examination of Old Persian textual data reveals that the genitive expresses a variety of syntactic functions and semantic roles, cross-linguistically typical not only of the genitive, but also of the dative (Pompeo & Benvenuto 2011; Benvenuto & Pompeo 2012). As far as Avestan is concerned, the dative dies out in Young Avestan while the genitive spreads to an increasing number of fields beyond its original sphere of meaning, replacing the dative in many contexts. Regarding this, Reichelt (1909), in the section entitled ‘Der dativische Genitiv’, suggests that the high frequency of the adnominal genitive determined the progressive extension of this case at the expense of the original functions of the dative. In Young Avestan, this phenomenon evolved and eventually comprised the syntactic function of Indirect Object and the role of Recipient. The study of the Old Iranian material makes it possible to demonstrate that the decay of the dative is not due to phonological changes or to the progressive silencing of post-tonal syllables. On the contrary, it suggests that the main cause of this syncretic process is to be found in both the semantic and syntactic overlapping of genitive and dative cases. In particular, as far as the syntactic level is concerned, it is well-known that languages have a tendency to eliminate synonymous grammatical forms over time (Barðdal & Kulikov 2009). In both Old Persian and Young Avestan, the result of the syncretism is a ‘new’ genitive case, structured as a polysemic radial category, with the expression of the Possessor as its core function, while the other attested functions constitute metaphorical extensions of the Possessor. The direction of the syncretism in question is confirmed by the general drift in the evolution of both languages

    La ricerca dipartimentale ai tempi del COVID-19

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    La pandemia Covid-19 ha comportato conseguenze e trasformazioni prefigurando scenari inediti sul piano economico, sociale e personale, determinando anche nel campo della ricerca l’urgenza di esplorarne le ricadute. Il volume dà quindi conto delle indagini svolte e in corso, sin dai primi giorni del lockdown, dai docenti e dai collaboratori del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, toccando i temi più diversi: dalla didattica a distanza, all’università e nei diversi ordini di scuola, al futuro dei servizi di orientamento, dal lavoro socio-educativo nelle varie tipologie di servizi all’impatto della pandemia sulle comunità, dalle narrazioni ai linguaggi artistici a contrasto di quest’emergenza non solo sanitaria.Si sono così esplorate le diverse educazioni possibili, riassegnando centralità ai processi formativi e al benessere delle persone, provando a tratteggiare nuovi paradigmi e prospettive
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