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Sexual dimorphism in diaphyseal cross-sectional shape in the Medieval Muslim population of Écija, Spain and Anglo-Saxon Great Chesterford, UK
Differences in adult male and female activity patterns may influence levels of sexual dimorphism in physical dimensions, including the cross-sectional shape of long bone diaphyses. Previous studies of archaeological populations have demonstrated significant differences in diaphyseal shape between males and females. In this study, dimorphism in external diaphyseal shape of upper and lower limb bones (reflected in indices of external diaphyseal diameters), and bilateral asymmetry in these indices, were examined in two medieval populations: Muslim Écija (Spain) and Anglo-Saxon Great Chesterford (UK). Attempts were made to relate observed patterns to documentary and other osteological evidence for differences in male and female activity patterns. While few significant differences in upper limb bone cross-sectional shape were observed in either population, significant differences in shape were found in the lower limb diaphyses at Écija at the femoral midshaft and tibial foramen and midshaft levels, and at the tibial midshaft for Great Chesterford. Comparison with published data suggests that these differences are marked for Écija, and perhaps fairly high for Great Chesterford compared with other populations with an agriculture-based economy. This is consistent with documentary and osteological evidence suggesting marked gender differences in behaviour in medieval Muslim Spain. No significant differences in bilateral asymmetry were found, but the effects of small sample size cannot be ruled out
Chiara Varotari. Portrait of a Lady (Pantasilea Dotto Capodilista?)
Nella scheda si commenta criticamente l’opera alla luce della più aggiornata bibliografia; in particolare si sottolinea la singolare attenzione dell’artista sui raffinati dettagli dell’abbigliamento, di spagnolesca eleganza, non estraneo ad un naturalismo alla Van Dich (Banzato, 2001)
Fede Galizia. Ritratto d'uomo
L’analisi stilistica, che si è giovata di studi recenti (Ferro, 2005), ha portato ad avallare l’attribuzione alla pittrice e ha accolto l’individuazione del soggetto ritratto con un margine di dubbio
Fede Galizia. Ritratto di Paolo Morigia
La scheda riguarda il ritratto di Paolo Morigia proveniente dalla Pinacoteca Ambrosiana. Attribuito nel 1965 da Bottari e ridiscusso da Berra nel 1989 che ne accoglie la proposta, il dipinto si distingue per il forte interesse naturalistico che si rivela nella caratterizzazione fisiognomica e nel riflesso delle finestre sulle lenti impugnate dall’effigiato. Tra i primi ritratti documentati, l’opera manifesta la vocazione principalmente ritrattistica della pittrice
Fede Galizia. Cherries in a silver Compote with Crabapples on a Stone Ledge and Fritillary Butterfly
La fortuna della pittrice presso la critica moderna risiede soprattutto nel suo pioneristico lavoro nel campo della natura morta. Le fonti documentarie testimoniano la presenza di diverse “fruttiere” in collezioni private, tuttavia, lo studio della sua attività legata a questo genere è reso ancora molto problematico dalla scarsità di sicuri punti di riferimento. D’incerta provenienza, l’opera si trova nella Collezione Wallace and Wilhelmina Holladay di Washington. La composizione ritorna in altri due esemplari identici a questo ed anch’essi privi d’iscrizioni, uno conservato in collezione Lodi a Campione d’Italia e l’altro è recentemente passato sul mercato antiquario americano (Christie’s, 2006). Il particolare trattamento degli elementi naturali, l’essenzialità del taglio compositivo, la ricorrenza di un’alzata della medesima foggia in altre nature morte attribuite alla pittrice, parrebbero far rientrare l’opera nel suo catalogo
Fede Galizia. Giuditta con la testa di Oloferne
Nel presentare il tema di Giuditta proveniente dalla Collezione Ringling di Sarasota, la pittrice pone l’accento sulla resa perfetta delle vesti e dei gioielli, trattati con cura meticolosa. Un tema caro alla pittrice, che, nelle sue quattro versioni conosciute, pone l’accento non tanto sulle potenzialità drammatiche del soggetto, quanto sui particolari dell’abbigliamento e sulla resa materica dei diversi tessuti, traendo vantaggio dagli insegnamenti del padre costumista
Chiara Varotari
Nella scheda viene ripercorsa la biografia dell’artista, commentando criticamente la sua produzione più significativa alla luce della più aggiornata bibliografia
Chiara Varotari. Portrait of a Young Girl
Attribuito nel 1973 da Fantelli e ridiscusso da Banzato nel 1988 che ne accoglie la proposta, il ritratto, in pendant con quello di fanciullo sempre della collezione Emo Capodilista, si distingue ancora una volta per la rigida ufficialità esibita e per l’attenzione e la cura nelle vesti
Gebhard P. H., Pomeroy W. B., Martin C. E. et Christenson C. V - Pregnancy Birth and Abortion
S J. Gebhard P. H., Pomeroy W. B., Martin C. E. et Christenson C. V - Pregnancy Birth and Abortion. In: Population, 16ᵉ année, n°1, 1961. pp. 131-132
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