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Memoria e futuro per i cimiteri milanesi
Cemeteries are places of individual and collective mourning and memory, places of worship, of architectural, artistic and landscape testimony. They also nurture ecological variety and biodiversity. As evolving territories, cemeteries recreate the increasing diversification of social needs and cultural and symbolic values of the residents, for the present and the future. The revision of the Milano Cemetery Regulatory Plan is an opportunity to reflect on these conditions and potential and to foster a project of multiculturalism and diversification of spaces and ecologies for the contemporary metropolitan city. The support offered by Dastu provides a few hints on the research activities that the University shares with the Municipality, focussing on an innovative attitude towards administrative processes
Aspettative e sperimentazioni sul tema dell'abitabilità
Attorno alla questione abitativa si raccolgono diverse aspettative, che le esperienze in gioco provano ad affrontare in modo anche sperimentale. Dall'insieme delle pratiche emerge sempre più lo sforzo di sostenere e coinvolgere tutti i soggetti della filiera dell’abitare (istituzioni, inquilini e proprietari, associazioni e parti sociali, operatori dell’edilizia). L’esperienza stessa dei Pinqua sta fornendo utili suggerimenti di cui tener traccia per rielaborare un modello atto a promuovere l’innovazione del processo (multiattoriale) e del prodotto (sperimentazione di nuove forme di abitare per rispondere a bisogni complessi e dinamici), con uno sguardo attento al rafforzamento e valorizzazione del patrimonio pubblico residenziale esistente e del miglioramento delle condizioni ambientali
Non ci resta che il piano
Recensione al volume di G.Ave "Città e interesse pubblico. Analisi e proposte per le città italiane 1989-2020" Gangemi editore, Roma 202
Capitale coraggiosa: Londra e la politica metropolitana per la casa sostenibile
Nel nostro paese la pianificazione della città metropolitana non è ancora entrata in una vera fase di rodaggio e sono ancora in discussione gli ambiti di intervento sui quali esercitarla. È tuttavia indubbio che una seria e consapevole politica metropolitana non possa restare indifferente alla questione ‘casa sostenibile’, che si è ormai imposta come emergenza in tutti i maggiori centri urbani, e debba attrezzarsi di regole e progetti che sappiano affrontare questo bisogno, sia misurandosi alla scala opportuna, sia ponendosi in ascolto delle diverse voci che compongono la scena territoriale (dalle realtà amministrative locali e regionali, ai soggetti proponenti e attuatori, privati, cooperativi, pubblici e del terzo settore, agli abitanti e nuovi city users). La dimensione metropolitana è molto praticata nel contesto internazionale: dalle esperienze più vivaci e cariche di innovazione stanno emergendo soluzioni che merita interrogare da vicino, non per puro spirito emulativo, ma per capire meglio di quale portata è la sfida globale che ci trova ancora impreparati. Londra, capitale di rango mondiale, ha deciso di affrontare la sfida a partire da una riconsiderazione del ruolo dell’abitare sociale nelle trasformazioni territoriali
La casa equa
L’abitare, in un’accezione ricca di significati, di regimi proprietari e anche di prospettive, è espressione di quel patrimonio materiale e immateriale di immobili, persone, relazioni e risorse, che va preservato e ampliato per assicurare la vivibilità alle nostre città, in una condizione di progressiva equità. La responsabilità nell’impegnarsi a contrastare le cresciute e crescenti disparità sociali è enorme e richiede uno sforzo inusuale sul fronte dell’abitare, un fattore sostantivo delle politiche pubbliche. In questi tempi tormentati, ri-affermare il diritto sociale alla casa rappresenta un contributo decisivo per costruire una comune e duratura dignità civile, l’obiettivo cardine della proposta di riforma legislativa nazionale dell’Inu
Sustainability Challenges in Redevelopments. Insights from the re-use of seven rail yards in Milan
In a time of climate change emergency, contemporary urban planning pursues the enhancement of natural elements combined with local and wide area green networks as an answer to ecological and environmental issues. Regenerating abandoned urban land follows a multifunctional and multiscale approach to the integration of open and green spaces with soft mobility networks and blue infrastructure in order to improve citizen wellbeing.
In this perspective, the City of Milan has implemented regeneration policies based on the extension of parks and green connectivity since the first Urban Plan, PGT (Urban Plan) approved in 2012, and continued in the recently approved PGT 2030. As a crucial part of public policies the reuse of seven Milan rail yards suggests the possibility of matching urban redevelopment with a potential widespread regeneration of surrounding urban parts. International competitions for the rail yards have shown different aspects of regeneration aiming to stress the environmental priorities.
The crucial question of this re-urbanisation process regards two aspects. The first is related to the ability of such transformations to regenerate urban settlements at the city and metropolitan scale. The second issue tries to investigate to what extent a public –driven approach can effectively achieve public interest
Divari non trascurabili tra emergenze e proposte: la questione casa a Milano verso il nuovo piano
Nell’ultimo decennio si è assistito al dinamismo vivace di Milano su vari fronti. In questo contesto la questione casa registra l’acuirsi delle tensioni sociali e occupa il dibattito pubblico sempre più stabilmente. Il contributo intende indagare le politiche e i piani approntati per rispondere alla domanda urgente di abitare socialmente sostenibile evidenziando le contraddizioni che ne connotano gli intervent
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