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    Il nuovo regime di tutele per il licenziamento ingiustificato

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    Il volume tratta della nuova disciplina del licenziamento prevista dal decreto legislativo attuativo della legge n. 183 del 2014. Queste norme si applicano solo ai lavoratori assunti dopo l’entrata in vigore di questo decreto, sicché ora nell’ordinamento vige un duplice regime del licenziamento. Le differenze sono approfondite nel testo dai quattro autori, sia per la tutela reale, che va scomparendo tranne per i licenziamenti nulli o orali, sia per la tutela indennitaria, che adesso è prevista in base all’anzianità di servizio (c.d. tutele crescenti)

    Il "bancario pistolero": il licenziamento per fatti extralavorativi di rilevanza penale

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    L'articolo approfondisce i seguenti argomenti: il contenuto della giusta causa nel sistema della necessaria giustificazione del licenziamento; l'esclusione della automatica giustificazione del licenziamento in caso di condotta extralavorativa penalmente rilevante e il giustificato motivo oggettivo per fatti inerenti alla persona del lavoratore: il nesso di causalità con le ragioni aziendali

    Il licenziamento disciplinare: novità legislative e giurisprudenziali sul regime sanzionatorio

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    L'articolo approfondisce i seguenti argomenti: il regime di tutela dell’art. 18 Stat. lav.; l’intervento chiarificatore della Cassazione, recepito nel decreto legislativo per i nuovi assunti; a distinzione tra fatto, inadempimento e notevole inadempimento; il nuovo regime di tutela per i licenziamenti illegittimi; l’onere della prova dell’insussistenza del fatto materiale; i vizi formali e procedimentali: il nuovo decreto, non ripete gli errori del comma 6 dell’art. 18 Stat. lav. e la distinzione tra “tardività - ingiustificatezza” e “tardività – vizio procedimentale”

    Riders quasi subordinati, un improbabile tertium genus

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    La norma che estende la disciplina del lavoro subordinato alle collaborazioni organizzate dal committente (art. 2, D. lgs. n. 81/2015) ha sollevato non pochi problemi interpretativi per la sua formulazione che sembra descrivere i contenuti del potere direttivo tipico del rapporto di lavoro subordinato. Queste perplessità sono puntualmente emerse in una delle rare sentenze che ha fatto applicazione di tale disposizione a proposito dell'attività dei c.d. riders

    Il c.d. rito Fornero: preclusioni e decadenze

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    L'articolo esamina le norme speciali introdotte dal rito sommario per i licenziamenti illegittimi, con particolare riferimento al loro coordinamento con la disciplina delle preclusioni e decadenze prevista nel rito del lavoro ordinario a cognizione piena

    Impossibilità sopravvenuta della prestazione e giusta causa

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    Relazione al convegno "Welfare e dottrina sociale della Chiesa"

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    Norme fondamentali commentate di diritto del lavoro

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    Il diritto del lavoro è caratterizzato, a livello di produzione normativa, da una ipertrofia per quanto riguarda la disciplina del rapporto individuale di lavoro, ivi compreso quello contrattualizzato con la Pubblica Amministrazione, e da una sostanziale anomìa in relazione al diritto sindacale. Si tratta, in entrambi i casi, di squilibri, uno in eccesso, l’altro in difetto. Mentre sul secondo il docente e l’interprete non può incidere, sul primo si può porre qualche rimedio a livello didattico, proponendo allo studente una ragionata selezione delle principali disposizioni di legge, evitando così di farlo smarrire nella giungla normativa lavoristica. Questo metodo dovrebbe consentire, tra l’altro, di porre maggiore attenzione al testo della norma, proprio perché la minor quantità di disposizione dovrebbe evitare l’effetto inflattivo della “parola” del legislatore, che per il giurista rimane l’oggetto imprescindibile della sua scienza. La presente raccolta è caratterizzata, dunque, da questo sforzo di selezione e organizzazione delle norme più rilevanti del diritto del lavoro, per fronteggiare lo straripante aumento del numero delle disposizioni di legge e della loro disseminazione nel corpo di leggi-contenitore. Rappresenta anche un tentativo per ridurre l’effetto negativo sulla didattica e sugli studenti della grande incertezza che nel diritto del lavoro regna sovrana, a causa del suddetto tumultuoso legiferare, per cui ad ogni cambiamento di maggioranza politica si assiste all’emanazione di provvedimenti di segno contrario della precedente legislatura. In questa situazione, in cui perfino i giuristi hanno difficoltà a conoscere tutte le norme in base alle quali dovrebbero costruire il sistema, lo studente il più delle volte si trova spaesato. Di qui l’utilità di uno strumento didattico che possa aiutarli a capire la materia attingendo direttamente alle sue fonti fondamentali. La sequenza di esposizione delle norme, così come alcuni accostamenti, hanno una precisa logica a livello sistematico, che non sempre è riscontrabile nei codici più completi, i quali necessariamente sono meno flessibili. Questo metodo dovrebbe aiutare lo studente a imparare le norme in modo da coglierne anche i collegamenti e le differenze, al fine di sviluppare quella capacità di interpretazione sistematica, che è fondamentale per il giurista. In questa logica i commenti esplicativi sono ridotti al minimo proprio perchè la norma dovrebbe "parlare da sola"; essi sono essenzialmente a corredo di quelle disposizioni che contengono un precetto accentuatamente generico o “vago” e che nel contempo disciplinano aspetti molto importanti del rapporto di lavoro o del diritto sindacale, in relazione alle quali è indispensabile dare conto dei principali orientamenti giurisprudenziali
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