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    Il lavoro che cambia e che ci cambia

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    Molti possono essere i temi di approfondimento di fronte ad un argomento, come il lavoro, che ha sempre rappresentato un tema centrale per l’uomo, sia per la valenza economica che per le implicazioni psicologiche e sociali, che in questi ultimi decenni ha subito radicali cambiamenti, soprattutto a fronte delle innovazioni tecnologiche, ma anche di nuove riforme del lavoro. La psicologia sociale affronta il lavoro analizzando come si sviluppano alcune dinamiche sociali, come i gruppi, la leadership, gli atteggiamenti, le rappresentazioni sociali, in questo specifico contesto. Sono molti i contatti con la psicologia del lavoro, la quale si direziona poi in un’ottica applicativa più specifica e operativa di analisi delle organizzazioni, di intervento e di formazione. La scelta operata in questo capitolo, per dare un quadro dei cambiamenti che riguardano il lavoro, è quella di partire da un discorso di fondo sulla centralità del lavoro e sulle rappresentazioni che le persone hanno del lavoro e di questa centralità, per poi offrire alcune riflessioni sul cambiamento del management in relazione alla diversa scansione del tempo lavorativo, e sulle nuove generazioni, in particolare la generazione dei cosiddetti “Millenians”, che hanno portato nelle organizzazioni un nuovo approccio al lavoro, sia dal punto di vista dell’uso delle tecnologie che della mentalità. In ultimo, abbiamo considerato come la salute del lavoratore fosse stata focalizzata in passato sulla dimensione fisica, mentre sempre di più ora è la salute psicologica del lavoratore a essere a rischio, in particolare per il fenomeno dello stress, e quindi ad avere necessità di tutela giuridica adeguat

    An approach to Ontology Mapping based on the Lucene search engine library

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    Recently ontology mapping has been identified as a key issue in semantic-based technologies. A mapping algorithm aims at finding correspondences, and matching, between URIrefs (classes, relationships, instances) of a source ontology and a target ontology by combining several matching components (matchers) each of which relies on one or more ontology features (linguistic, structural, etc.). In this paper we propose an approach to ontology mapping based on the Lucene search engine library. We exploit Lucene features to build an index from a source ontology in which Lucene documents, gathering different kinds of information (name, value, comment, label, etc.) about URIrefs, are stored. Therefore mappings are derived by using values of the URIrefs of the target ontology as search arguments against the index created from the source ontology. Experimental results show the suitability of this approach in terms of Precision, Recall, F-Measure and execution time, as compared to other four approaches. © 2007 IEEE

    UFOme: A user friendly ontology mapping environment

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    Recently the Ontology Mapping Problem (OMP) has been identified as a key factor towards the success of the Semantic Web and related applications. This problem arises since it is possible for different people to give, through ontologies, different conceptualizations of the same (or overlapping) knowledge domain. In order to tackle the OMP several algorithms have been designed. They aim at discovering correspondences (aka mappings) between ontology entities. However, these algorithms mostly suffer from the following shortcomings: (i) do not allow to quickly combine and/or compare different mapping strategies; (ii) do not offer support for evaluating mapping strategies in terms of quality of results and performance. In this paper we present a plugin-based system called UFOme along with its current implementation. We illustrate how it can be exploited to graphically design mapping tasks by connecting different types of modules. UFOme provides three categories of modules. The first one (i.e., visualization) allows to explore the ontologies to be mapped. The second one (i.e., matching) provides different types of individual matchers, exploited to discover mappings between ontologies, and a module for combining them. The third one (i.e., evaluation) enables to evaluate each module of the mapping task, a sub mapping task, or the mapping task in the whole w.r.t performance and quality of results

    Pirro Nord Campagna 2024

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    The 2024 excavation campaign at the Pirro Nord site (Fissure Pirro 13) focused on investigating the paleontological and archaeological context of one of the oldest and most significant Lower Pleistocene sites in Europe. This year’s activities were dedicated to understanding depositional processes and faunal assemblages, with particular attention to lithic industries and their implications for early hominin behavioral patterns. The excavation was carried out across multiple squares, employing systematic stratigraphic recording and sediment analysis. Key stratigraphic units (US A, B, C, and primarily D) were examined, revealing distinctive sedimentological features, such as clayey-sandy matrices interspersed with gravel lenses and cross-laminated sands. The site yielded a wide variety of faunal remains, including lagomorphs, chelonians, and large herbivores, often accompanied by taphonomic evidence of long-distance transport. These findings underline the significance of Pirro Nord as a repository of paleoenvironmental and paleontological data. Numerous lithic artifacts were recovered, including flakes and cores made of flint. The lithic industry demonstrates a variety of reduction methods, including SSDA, discoidal, and opportunistic flake reduction. Some cores exhibited orthogonal percussion planes, reflecting diverse technological approaches. Of particular note is the association of lithic tools with faunal remains, suggesting their functional role in carcass processing. Systematic protocols for sediment washing and sieving were implemented to maximize the recovery of microfaunal and lithic materials. Artifacts were meticulously cataloged based on stratigraphic unit, square, and typology, enabling detailed analyses. Photogrammetry and detailed stratigraphic documentation were conducted at every stage of the excavation, providing high-resolution records of the excavation area. Collaboration with local quarry workers facilitated the removal of large boulders, uncovering new excavation zones and enabling further stratigraphic exploration. The campaign concluded with the secure closure of the excavation area and the transfer of recovered materials to laboratories for detailed analysis. Preliminary results confirm the importance of Pirro Nord as a key site for understanding early hominin behavior and paleoecological conditions during the Lower Pleistocene

    Industria Chimica e Sviluppo Sostenibile: la Chimica Verde

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    La posizione raggiunta all’interno del mercato dalla leadership chimica europea e dall’Italia in molti settori di tale comparto, risulta attualmente difficile da mantenere, in quanto minacciata in maniera aggressiva dai nuovi concorrenti, come Cina ed India. La possibilità di reggere la concorrenza dei nuovi paesi emergenti richiede sempre di più per l’industria chimica europea ed italiana, un orientamento a potenziare la ricerca e l’innovazione. A ciò si aggiunge l’esigenza di adottare stili di produzione meno inquinanti all’interno di un comparto fortemente responsabile delle emissioni di gas serra in atmosfera, della contaminazione delle acque e dei terreni, e dell’uso di sostanze tossiche. Elemento chiave in tale contesto risulta la “chimica verde”, ossia la chimica che sostituisce nei processi produttivi le sostanze fossili con prodotti di origine vegetale ed utilizza processi di sintesi a ridotto impatto ambientale, che potrebbe permettere all’industria chimica europea di rafforzare la competitività e di garantire uno sviluppo più compatibile con l’ambiente. Nel primo capitolo del presente lavoro si illustra l’andamento economico attuale dell’industria chimica mondiale, europea ed italiana. Lo scenario descritto mette in luce un’industria, sia a livello nazionale che europeo, sempre più minacciata dalla concorrenza dei nuovi paesi emergenti. Inoltre si mettono in evidenza i punti di forza e di debolezza, sia della leadership europea che del comparto chimico italiano. L’analisi permette di sottolineare che tale industria per recuperare competitività, a livello europeo e nazionale, ha bisogno non solo di maggiori investimenti in ricerca e sviluppo ma anche di aumentare l’impegno verso programmi di più lungo periodo. Un elemento chiave in tale contesto risulta la chimica sostenibile, che si propone di sostituire la chimica adottata attualmente per prevenire i problemi futuri in campo ambientale. Nel secondo capitolo si introduce il concetto di sviluppo sostenibile, ossia di quello sviluppo che permette di soddisfare i bisogni attuali dell’uomo senza compromettere quelli delle generazioni future. Si elencano inoltre gli eventi a livello internazionale da cui trae vita nonché le politiche nel mondo che favoriscono tale tendenza. Si prendono inoltre in considerazione le norme, emanate dai governi dei diversi paesi, che incentivano lo sviluppo della chimica verde, ossia della chimica sostenibile. Infine il terzo capitolo è dedicato alla Green Chemistry, ossia la chimica del futuro, in grado di adottare processi e materie prime a ridotto impatto ambientale, e capace di garantire una nuova spinta di crescita all’industria chimica. La chimica verde nasce sulla scia di norme internazionali poste a tutela dell’ambiente, e si sviluppa poi come filosofia di produzione sostenuta inizialmente soprattutto dagli ambientalisti. Successivamente, la preoccupazione per l’incremento della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera porta i governi di diversi paesi ad adottare politiche che favoriscono la sua diffusione, specie nei settori dell’energia e dei trasporti, principali determinanti delle emissioni di gas climalteranti. Attualmente, però, specie in Italia, se si escludono le bioplastiche ed il settore della cosmetica e della salute, la chimica verde non riesce ad affermarsi, in quanto i costi di produzione, sia per i processi, sia per le materie prime, risultano troppo elevati e non consentono ai suoi prodotti di raggiungere la convenienza economica che invece vantano quelli di sintesi. Tuttavia i risultati dell’attività di ricerca potrebbero, in un futuro non molto lontano, garantire il raggiungimento della competitività dei prodotti verdi e permettere una più ampia applicazione della chimica sostenibile

    Advanced semantic search and retrieval in a collaborative peer-to-peer system

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    Semantic search, one of the ideas underpinning the Semantic Web vision, is receiving attention from the scientific community since it can significantly improve keyword-based search. In this paper we present the SECCO ontology mapping algorithm that enables distributed semantic search of Knowledge Objects (e.g., textual documents, emails) within Peer to Peer networks. We discuss the ontological framework which SECCO is founded on and how the algorithm is implemented in a semantic Peer to Peer framework, named K-link+. The ontological framework along with the SECCO algorithm allow K-link+ to: (i) exploit ontologies for knowledge representation; (ii) annotate KOs to ontology concepts; (iii) retrieve and rank KOs; (iv) create collaborative communities of peers called semantic workspaces. Experimental results show the effectiveness of the proposed approach. Copyright 2008 ACM

    K-link+: A P2P semantic virtual office for organizational knowledge management

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    This chapter introduces a distributed framework for OKM (Organizational Knowledge Management) which allows IKWs (Individual Knowledge Workers) to build virtual communities that manage and share knowledge within workspaces. The proposed framework, called K-link+, supports the emergent way of doing business of IKWs, which allows users to work at any time from everywhere, by exploiting the VO (Virtual Office) model. Moreover, since semantic aspects represent a key point in dealing with organizational knowledge, K-link+ is supported by an ontological framework composed of: (i) an UO (Upper Ontology), which defines a shared common background on organizational knowledge domains; (ii) a set of UO specializations, namely Workspace Ontologies or Personal Ontologies, that can be used to manage and search content; (iii) a set of COKE (Core Organizational Knowledge Entities) which provides a shared definition of human resources, technological resources, knowledge objects, services; and (iv) an annotation mechanism that allows users to create associations between ontology concepts and knowledge objects. K-link+ features a hybrid (partly centralized and partly distributed) protocol to guarantee the consistency of shared knowledge and a distributed voting mechanism to foster the evolution of ontologies on the basis of user needs. © 2009, IGI Global

    K-link: A peer-to-peer solution for organizational knowledge management

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    In the latest years knowledge management received more and more attention as a source of competitive advantage for enterprises and organizations, therefore becomes important to understand how computer science solutions should be designed to efficiently manage knowledge. Most of the current knowledge management systems use technological architectures that are in contradiction with the social processes concerning the creation of new knowledge, slowing down organizational innovation. Actually, most of those systems use centralized architectures filtering knowledge from any form of personal and contextual interpretation. Recently a new paradigm supporting cooperative and dynamic aspects of knowledge management (KM) has been proposed: Distributed Knowledge Management (DKM). In particular, peer to peer (P2P) architectures seem to naturally fulfil the requirements of this new model. Nevertheless, current P2P architectures suffer from heavy limitations due to the lack of semantic supports for handling knowledge. To overcome these limitations, the scientific community is appraising the possibility of using ontologies as a semantic support in KM processes. This paper presents an ontology based P2P system for DKM named K-link. The system design and its implementation are described. Moreover an ad hoc ontology framework for supporting organizational KM is also presented. © 2008 Springer-Verlag Berlin Heidelberg
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