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The strike has become social: Paths of precarious mobilization in Italy
The article aims first of all to retrace the evolution of some paths of social mobilization around precariousness in Italy. The basic assumption is that such condition cannot be reduced to a sociological or economic category, but rather constitutes a ground for trade union organisation and political claims. I will articulate this analysis into two historically distinct moments on the basis of the ways in which precariousness has been described and opposed. Compared to a first moment in which the rise and narration of new working subjects took the centre of the stage, it seems possible to identify a second kind of mobilisations in which – while maintaining an alternation between specific disputes and general movements – the issue of precariousness spilled over and involved bio-political aspects as social reproduction and self-determination. Therefore, the forms of protest are also transformed: in the final part of the article I will try to clarify the main features of the social strike experiments that have occurred in Italy in recent years.L’article vise tout d’abord à retracer l’évolution de certaines trajectoires des mobilisations sociales concernant la précarité en Italie. L’hypothèse de base est que cette condition ne peut être réduite à une catégorie sociologique ou économique mais constitue plutôt un terrain d’organisation syndicale et de revendications politiques. L’analyse que je présente sera articulée en deux moments historiquement distincts selon la manière dont la précarité a été décrite et combattue. Par rapport à un premier moment, dans lequel la montée et la mise en récit de nouveaux sujets du travail ont pris le devant de la scène, il semble possible d’identifier une deuxième phase de mobilisations dans laquelle – tout en maintenant une alternance entre conflits spécifiques et mouvements généralistes – la question de la précarité a débordé et a inclus des dimensions biopolitiques comme la reproduction sociale et l’autodétermination. Par conséquent, les formes de contestation sont également transformées : dans la dernière partie de l’article, j’essaierai de clarifier les principales caractéristiques des expériences de grève sociale qui ont eu lieu en Italie ces dernières années
Out of the Standard. Towards a Global Approach to Platform Labour
This chapter challenges a taken-for-granted split in the platform critical studies: the analysis of platform labour in terms of informalization in the Global North and in terms of formalization in the Global South. Far from totally denying regional specificities in the territorialization of platform capitalism, the author tries to build a bridge between contexts defining a common logic operating through conjunctural geographies: the specific labour process implemented by platforms requires an active engagement by living labour in terms of self-entrepreneurship. This engagement can be produced through the disruption of standard labour as well as through the commodification of informal labour. In both cases, workers have to deal with an acquired dependence from the platform infrastructure. This logic, nevertheless, does not preclude the possibility to overturn self-entrepreneurialism into resistances and exit strategies
Inquadramento: il calcio moderno a Napoli tra miseria, guerre e camicie nere
Le gesta dell’attaccante Attila Sallustro (1908-1983) e del portiere Arnaldo Sentimenti (1914-1997) rimandano all’origine della storia del Calcio Napoli. I due calciatori, tra i principali pionieri del calcio partenopeo, attraversano un periodo lungo circa un quarto di secolo − da metà anni Venti alla fine della seconda guerra mondiale − vivendo da protagonisti gli eventi che portarono attraverso alterne vicende sportive e politiche l’Associazione Calcio Napoli alla ribalta nazionale. Sono gli anni dell’istituzionalizzazione del calcio moderno e della formazione del suo pubblico di massa, ma sono anche decenni segnati dalle due guerre mondiali e dalla parabola dell’ascesa e declino del fascismo, visti qui dalla singolare prospettiva di una grande e contraddittoria città come Napoli
Piattaforme globali e lotte metropolitane. Scenari dalle mobilitazioni del food delivery in Italia
In questo capitolo analizzerò la tensione che si dà fra l’espansione
globale delle imprese del food delivery e l’insorgenza metropolitana
dei fattorini. Dopo aver inquadrato l’impatto che la pandemia ha avuto
sullo sviluppo delle piattaforme e l’affermazione del food delivery
come servizio essenziale per le economie urbane, evidenzierò come
a questo movimento di espansione economica sia corrisposta la crescita
a livello globale del movimento dei corrieri delle piattaforme.
Successivamente mi concentrerò sulle vicende specifiche del mercato
italiano dove la definizione di un primo contratto collettivo sottoscritto
su iniziativa delle stesse aziende ha favorito la formazione di una
rete nazionale e intersindacale dei lavoratori del settore. In chiusura,
cercherò di formulare alcune riflessioni più generali sul lavoro di piattaforma
e sulla natura del conflitto che esso veicola
Inquadramento: il sogno infranto tra industrializzazione, conflitti sociali e l’incubo del colera
La storia del calcio italiano ricorda tra i suoi protagonisti di metà anni Sessanta un calciatore emergente napoletano, il centrocampista Antonio Juliano. Classe 1942, formato nelle giovanili del Napoli, arriva in prima squadra nella stagione 1962-1963 diventando un punto fermo fino al 1978. Una lunga esperienza da calciatore con la maglia azzurra che poi prosegue ai livelli più alti della dirigenza della Società, portando a segno altrettanti successi. Juliano diventa una “bandiera” del Napoli, protagonista di una squadra che nei decenni Sessanta e Settanta prova a vincere, con risultati altalenanti, e anche simbolo di una città operosa che si misura, tra luci e ombre, con i limiti di una modernizzazione squilibrata
Inquadramento: i successi sportivi tra ristrutturazioni industriali e disastri del post-terremoto
E poi arriva il momento in cui il Napoli si afferma ai vertici del calcio nazionale e si proietta nella storia del calcio mondiale. Questo momento coincide con l’arrivo di Diego Armando Maradona nel 1984 che nei sette anni successivi garantisce alla squadra risultati sportivi mai raggiunti prima e una straordinaria visibilità mondiale della città che dura tuttora87. Sono gli anni difficili della ricostruzione post-terremoto, della disoccupazione di massa e delle guerre tra clan camorristici affaristici e sanguinari, ma sono gli stessi anni in cui Napoli vive successi calcistici senza precedenti, realizzando la più significativa identificazione tra la squadra e la città intorno al suo eroe: Maradona
Dallo Spazio interstellare al Metaverso: le Big Tech stanno mandando il Globo in frantumi
In questi anni ci siamo abituati a pensare il capitalismo sempre di più su scala globale. Per due motivi. Da una parte per via della crescente dimensione transnazionale di alcuni processi – ad esempio, le catene di fornitura logistiche o l’integrazione dei mercati finanziari. Dall’altra a causa di una rappresentazione del mondo come una sfera dalla superfice lisca – un globo appunto – i cui punti possono essere connessi l’un l’altro. La dimensione simbolica, a volte, cela le striature, i colli di bottiglia, le barriere che in realtà accompagnano i processi di globalizzazione.
Allo stesso tempo, però, ne rafforza la percezione, accelera la compressione spazio-temporale, ci induce a credere nell’irreversibilità di queste trasformazioni.
Questa idea di globalizzazione si affermava Oggi, le fondamenta di questo progetto materiale e simbolico sembrano sgretolarsi davanti a una concatenazione di eventi
storici slegati tra di loro ma convergenti
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