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Lavoro di piattaforma e indebolimento della società salariale. Il caso del food delivery bolognese
Digital technologies are ever more encapsulated in a wide range of social domains and are significantly affecting labour. In this contribute, the author investigates the platform labour and the weakening of the wage-earning so-ciety in the context of Bologna city of food. In fact, it possible to outline continuities between the precarious working conditions of the latter and the platform economy embedding. Yet, Bologna is one of the main nodes in Eu-rope regarding the experimentation of municipal regulation of platform econ-omy. In fact, the “Chart of rights digital workers in the urban context” rep-resent the first urban normative tools in Europe which establish, although with no direct regulatory power, a minimum labor right base for digital work-ers. The author adopts a qualitative methodology, by using in-depth inter-views to high qualified witness. Finally, the author introduces a new concept useful to capture the tension between diverging ideas on digital platforms and the capabilities to govern them: “digitarchy”
Connessioni globali. Una ricerca sul lavoro nel capitalismo delle piattaforme
Dalla rivoluzione industriale all'intelligenza artificiale, passando per l'automazione e la digitalizzazione, l'implementazione di nuove tecnologie nella sfera del lavoro e dei processi produttivi ha storicamente attivato due tipi di discorso afferenti la "fine del lavoro": l'uno concerne le conseguenze negative della disoccupazione tecnologica; l'altro, invece, proietta possibilità emancipatorie della classe lavoratrice dovute alle nuove tecnologie.
Inserendosi nel recente dibattito critico sul capitalismo digitale e invitando ad andare oltre il reame dell'esperienza immediata, il volume prova a delineare i processi di degradazione e di intensificazione del lavoro nell'ambito del "capitalismo delle piattaforme" a partire da due casi di lavoro on-demand via app nello spazio urbano: il food delivery a Bologna e il ride-hailing a Lisbona. Partendo dal presupposto che il digitale non è neutrale ma un'arena di contesa, il libro sostiene la presenza di un campo di tensione tra visioni divergenti del governo del digitale ("digitarchia"): dall'alto, dato dalle strategie delle piattaforme digitali per garantirsi una posizione di dominio; dal basso, espresso dalla molteplicità di mobilitazioni e forme organizzative da parte dei lavoratori volte a garantire la dignità del lavoro
Capitalismo delle piattaforme e materialità sociale. Degradazione del lavoro e della natura lungo la filiera del coltan
Scopo di questo articolo è verificare la materialità sociale della cosiddetta società dell’informazione e del capitalismo delle piattaforme, mostrando le
contraddizioni tra capitale, lavoro e ambiente naturale. Per farlo, useremo la lente delle filiere produttive delle materie prime alla base dei nuovi dispositivi
elettronici, focalizzandoci su uno dei cosiddetti minerali insanguinati, cioè il coltan (columbite-tantalite). In un primo momento ci concentreremo sulle regioni minerarie del Kivu (Nord Kivu e Sud Kivu), nella Repubblica Democratica del Congo orientale: esse sono caratterizzate da una produzione mineraria prevalentemente di tipo artigianale (Artisanal and Small scale mining), in cui persistono numerose forme di coercizione extra-salariale a causa dell’attività di numerosi gruppi paramilitari e della diffusa economia informale ed illegale. Successivamente, ci focalizzeremo sulla propagazione digitale per mostrare l’altro volto della materialità sociale della società dell’informazione e del capitalismo delle piattaforme. Dagli anni ’10 del XXI secolo ad oggi il numero di dispositivi elettronici portatili (smartphone, pc, ecc.), diventati centrali nelle interazioni della nostra vita quotidiana, è aumentato vertiginosamente. Il peso della crescente domanda è ricaduto sui lavoratori del Sud globale (e di paesi come la Cina), i quali sono sottoposti a pressioni enormi e a ritmi lavorativi massacranti al fine di garantire la produzione dei dispositivi elettronici. Parimenti, l’impronta ecologica ha assunto forme sempre più marcate: oltre all'impatto ambientale dovuto alla produzione vera e propria e alla circolazione delle merci, vi è anche l’enorme consumo di energia elettrica necessario a mantenere operativi le infrastrutture informazionali alla base del capitalismo delle piattaforme.This paper aims to analyse the socio-materiality of so-called information society and platform capitalism, showing the contradictions between
capital, labour, and natural environment. To do so, we will use the lens
of raw materials’ production chains at the basis of consumer electronics,
focusing on a so-called conflict-mineral: coltan, a contraction of the words
columbite-tantalite. At first, we will focus on Kivu mining regions (Nord
Kivu and South Kivu) in Eastern Democratic Republic of Congo (DRC):
these regions are mostly characterized by artisanal and small-scale mining
(ASM) and by the spreading of extra-wage compulsory work exploited by
several armed groups. Then, we will focus on the global digital propagation
to show the other side of the socio-materiality of information society and
platform capitalism. From the beginning of the XXI century the number of
consumer electronics devices (smartphone, pc etc.) has increased dramatically, and the burden of the market demand fell on the workers of the Global
South (and countries such as China), that are subjected to gruelling pace
of work. Finally, we will try to analyse the ecological footprint. In fact, this
issue has become more and more relevant: besides the environment impact
due to productive and labour processes and to the movement of commodities, also exist a massive electricity consumption necessary to keep operational the informational infrastructures at the basis of platform capitalism
Le disuguaglianze territoriali in Italia. Cause, forme, conseguenze
Dai divari regionali alle zone di sacrificio, dalle aree interne alle crisi territoriali, sulla scorta di un ricca documentazione scientifica questo volume esamina in maniera sistematica e onnicomprensiva le cause, le forme, le dimensioni e gli intrecci delle disuguaglianze territoriali in Italia
Progettare sistemi di IA inclusivi: oltre le trappole del “participation washing”
La svolta partecipativa nello sviluppo dell’IA richiede il coinvolgimento di tutti, inclusi i vulnerabili agli effetti negativi. Tre ostacoli principali sono il divario digitale, la scarsa consapevolezza algoritmica e le asimmetrie di potere. Per evitare il “participation washing”, è cruciale promuovere una vera inclusività digitale
Il processo di sviluppo dei sistemi di IA: dal participation washing al digital inclusiveness
La svolta partecipativa nello sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale invita ad un maggiore coinvolgimento di tutti gli stakeholder, incluse le categorie a rischio di subire i potenziali effetti negativi dell’utilizzo di questi sistemi. Nel contributo affrontiamo tre ostacoli che possono impedirne l’effettiva partecipazione: il divario digitale; la limitata consapevolezza algoritmica; la presenza di asimmetrie di potere. Affinché queste iniziative non restino semplici attività di participation washing, è necessario investire nella promozione di un’effettiva inclusività digitale, intesa nel senso di digital inclusiveness
Portugal: um laboratório para a Uber
L'espansione di piattaforme digitali come Uber, con servizi sempre più diversificati, è stata analizzata dal punto di vista dei rapporti di lavoro, evidenziando le forme di precarietà e i bassi salari. Altresì, le piattaforme digitali rivestono un'importanza decisiva nella vita quotidiana di chi utilizza questi servizi, anche in virtù della loro economicità. Ma dietro a tutto questo si nasconde una realtà su cui è importante riflettere: il Portogallo, e Lisbona in particolare, sono il laboratorio di un'espansione del capitalismo di piattaforma, sostenuto dai poteri pubblici, di cui sfrutta i fallimenti, riconfigurando la città neoliberale sotto i nostri occhi
Sociologia dei disastri e transizione ecologica. L’approccio della preparedness
La pandemia di Covid-19 e la guerra in Ucraina hanno mostrato come i “disastri” rappresentino la manifestazione più evidente dei modi che definiscono il “normale” come patologico (Elliot, Hagen, 2021). A questo si legano le vulnerabilità infrastrutturali dei sistemi complessi delle high-carbon societies, come mostrato dalle crescenti difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime critiche sia per la digitalizzazione sia per la transizione energetica. Proponendo l’espressione silicon preparedness, il presente contributo vuole sottolineare il carattere materiale, ad un tempo situato, radicato ed esteso, planetario, della preparedness nell’ambito del capitalismo digitale, connettendo la “storia in primo piano” con la “storia sullo sfondo” , cioè osservando le condizioni di possibilità socio-materiali attraverso cui “prepararsi ad essere pronti” e intendendo la preparadness come opportunità di trasformazione delle attuali relazioni socio-ecologiche
Le disuguaglianze territoriali nel contesto sociale italiano. Forme, tendenze, connessioni
This chapter deals, from a theoretical and analytical point of view, with the phenomenon of territorial inequalities, with reference to the Italian context. It highlights that in Italy they are varied, stratified and mutable. After examining the North-South dualism, the chapter addresses the issues of inner areas, left-behindness and environmental inequalities, in relation to the social processes affecting the Italian context, including social polarization, impoverishment, demographic decline. Finally, the chapter focuses on public policies, highlighting that on the one hand they have been unsuccessful and on the other hand they have been more than a few times a factor of production or worsening of territorial inequalities
La classe operaia va nel cyberspazio. Il capitalismo di piattaforma oltre i miti della digitalizzazione
A partire da una rassegna della letteratura recentemente formatasi attorno al capitalismo di piattaforma, questo contributo prova a evidenziare la crescente diffusione dei "miti" della di-gitalizzazione. In particolare, verrà sottolineato come l’idea di una produzione dematerializzata, automatizzata, democratizzata ed ecologicamente sostenibile non solo manchi di cogliere la reale entità delle trasformazioni in atto, ma sia funzionale a consentire l’incremento dello sfruttamento del lavoro e della natura. Studi empirici mostrano come la realtà delle trasforma-zioni in atto sia quella di un’economia popolata da una varietà di contesti geografici, situazio-ni lavorative e modi di produzione differenti che vengono spesso oscurati dalle narrazioni diffuse dalle piattaforme digitali. Dunque, il ripensamento dei confini della digitalizzazione appare necessario non solo per disarticolare i suoi "miti", ma si trova anche alla base di un possibile rovesciamento dei suoi esiti
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