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Pedagogia dell'ambiente 2017.Tra sviluppo umano e responsabilità sociale.
il volume individua un’area di aspettative pubbliche e un luogo di partecipazione, di responsabilità sociale ed economica, di intrapresa tecnologica. Apprendere ed insegnare, innovare e competere richiedono orientamenti
valoriali ed azioni responsabili. È in gioco una pedagogia “militante” ed emancipativa, per vivere il benessere ed educare alla qualità della vita
Prefazione
Si tratta della prefazione agli atti del convegno internazionale su "Donne tra arte, tradizione e cultura. Mediterraneo e oltre" che si è svolto presso l'Università di Foggia sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica italiana e con il patrocinio del Ministero delle Pari opportunità, del Presidente della Giunta della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Foggia. Il convegno è stato un punto di incontro tra saperi, culture, lingue differenti sulla dimensione di genere e sui temi più cruciali della contemporaneità: il tema dei diritti e della democrazia, della pace e del dialogo intercultural
Introduzione alla pedagogia generale
Il Volume rende conto della problematicità di una teoria dell’educazione fornendo un riferimento costante ai paradigmi epistemologici che hanno guidato la riflessione pedagogica a partire dalla metà del Novecento
Pedagogia e post-umano. Ibridazioni identitarie e progettualità trasformativa
I prodotti dell’evoluzione bio-tecnologica in atto, in cui si combinano
in maniera complessa dimensioni biologiche e dimensioni macchiniche,
determinano sempre più i nostri modi di stare al mondo. Si tratta
di veri e propri processi di ibridazione che trasformano radicalmente
sia l’identità dei soggetti della formazione – la loro architettura cognitiva
e gli aspetti più intimi della dimensione corporea,
emotiva ed affettiva – sia i contesti, fisici e simbolici, entro i quali essi
costruiscono conoscenze e competenze.
La pedagogia, occupandosi della progettazione dei processi educativi
della persona, non può non interrogarsi su tali mutazioni,
sulla continuità e sulla reciprocità che sempre legano la nostra specie
all’altro da sé, l’altro uomo, l’altro animale, l’altro macchina.
Appare necessario, in tal senso, sollecitare e promuovere un pensiero
previsionale, ricombinativo e creativo, in grado di pensare
le trasformazioni e di pensarsi in trasformazione. Un pensiero
immaginativo e ibridatore, capace di prevedere e affrontare
il non-ancora che è nel nostro futuro e, forse, già nel nostro presente,
intessendo nuovi ponti di connessione co-evolutiva tra umano
e non umano, tra vita biologica e vita artificiale. Nella prospettiva di una
cultura della condivisione interspecifica e della solidarietà planetaria
Anziani: due punti a capo
Oltre le definizioni di terza e quarta età, ed anzi contro le facili stigmatizzazioni, in questo saggio gli anziani vengono intesi alla stregua di una "nuova generazione", ovvero come persone con orizzonti di vita sempre più pieni e variegati. Generazione, quindi, e non categoria, con specifici bisogni, non solo esistenziali ed emotivi, ma finanche commerciali. Bisogni da cui nascono comportamenti e condotte che rischiano troppo superficialmente di venir giudicate giovanilistiche, e che invece sono rivelatrici di trasformazioni sociali che riguardano l'intero complesso della popolazione. A tale proposito, il saggio riporta i risultati di una ricerca etnografica svolta sugli anziani che si dedicano ai balli di gruppo con l'intenzione di dimostrare quanto quest'attività rappresenti, non solo uno svago, ma una maniera per intraprendere un percorso di emancipazione. Infatti, specie nel caso delle donne anziane, il ballo di gruppo consente di sviluppare autodeterminazione e, così, di sperimentare modi e maniere paritarie di relazione tra i sessi
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