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    La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA). Tavola

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    Carrada Francesca, Grazia Arru Maria, Pinna Fabio. La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA). Tavola. In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°1. 2001. p. 1

    La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA)

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    Carrada Francesca, Grazia Arru Maria, Pinna Fabio. La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA). In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°1. 2001. pp. 57-91

    La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA)

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    Carrada Francesca, Grazia Arru Maria, Pinna Fabio. La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA). In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°1. 2001. pp. 57-91

    La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA). Tavola

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    Carrada Francesca, Grazia Arru Maria, Pinna Fabio. La ceramica medievale in Sardegna : l’esempio del Castello di Monreali (Sardara-CA). Tavola. In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°1. 2001. p. 1

    Organizzazione spaziale e relazioni commerciali di un abitato medievale della Gallura (Sardegna): note sugli scavi archeologici nell’area del “Palazzo di Baldu” (Luogosanto), in “Les habitats insulaires à l’èpoque médiévale en Méditerranée, Actes du 128e congrès national des sociètès historiques et scientifiques “Relation, èchanges et coopèration en Mèditerranèe” (Bastia 14-21 aprile 2003)

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    Si è svolta negli anni 2001-2002, in località Santu Stevanu (comune di Luogosanto), nella Sardegna settentrionale, un’indagine archeologica nell’area caratterizzata dalla presenza del rudere di una torre a pianta quadrangolare, nota come Lu palazzu di Baldu, tradizionalmente attribuita al periodo medievale. A partire dal XIX secolo vari studiosi avevano identificato in tali resti la Villa de Sent Steva, appartenente alla curatoria di Balaiana, nel giudicato di Gallura: tale abitato si sarebbe estinto nella seconda metà avanzata del sec. XIV. L’indagine archeologica ha permesso di riconoscere l’articolazione del complesso, costituito da circa venti ambienti posti attorno ad un ampio cortile, all’angolo Sud-Est del quale risulta collocato l’edificio a più piani. Lo studio dei reperti offre indicazioni per riconoscere la destinazione d’uso dei diversi spazi del complesso e per la ricostruzione dei contatti commerciali della Gallura medievale con varie aree del Mediterraneo

    UNA TESTIMONIANZA DEL CULTO DI SAN SIMPLICIO NEL TERRITORIO DI LUOGOSANTO (OLBIA-TEMPIO)

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    La documentazione relativa al martire Simplicius attesta la sua morte per la fede, il 15 maggio, in Sardegna, mentre permangono dubbi sul luogo del martirio, riconducibile, pur con qualche difficoltà, alla località di Fausania. Se, ad Olbia, una chiesa romanica è monumentale testimonianza del culto verso il martire, più difficile è reperire tracce della sua venerazione in altre località della Sardegna. Tra queste si segnala la piccola chiesa di San Simplicio, in località Lu Macchjètu (Luogosanto), sito identificabile con l’insediamento medievale di Surake, citato in vari documenti attestanti controversie e donazioni. Nel testo della passio di San Simplicio, redatto probabilmente tra l’XI e il XII secolo, si può cogliere un riferimento all’area nella quale fu costruito tale edificio di culto

    Area di Palau. Sistema Omogeneo di Identità Visuale dei Luoghi e degli Istituti di Cultura "Progetto Culturale Sardegna" (responsabile scientifico Attilio Mastino)

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    Il contesto naturale della Gallura costiera è frutto di una storia geologica che questo territorio ha condiviso con la Corsica, fino a quando non si è definitivamente separata da quest'ultima. Fin dai periodi più antichi le isole dell'arcipelago di La Maddalena costituivano un ponte per le rotte commerciali dell'ossidiana del Monte Arci. Nonostante lo stereotipo che attribuiva alla Gallura l'assenza, o una presenza molto ridotta, di insediamenti nuragici, le analisi più attente degli ultimi decenni hanno rivelato che essi sono compresi in tutti i comuni dell'area. In epoca romana le Bocche di Bonifacio rappresentavano un passaggio obbligato per le navi che collegavano Roma alle colonie occidentali: il relitto di una nave marcantile naufragata presso l'isola di Spargi nel II sec. a. C. ha consegnato un gran numero di reperti, oggi conservati nel museo N.Lamboglia di La Maddalena. Alcuni dati emersi da scavi recenti lasciano pensare a una qualche continuità insediativa nel corso dell'alto medioevo, fino al nuovo assetto territoriale attestato a partire dall'XI secolo, quando la zona appare compresa nel giudicato di Gallura

    Area di Olbia. Sistema Omogeneo di Identità Visuale dei Luoghi e degli Istituti di Cultura "Progetto Culturale Sardegna"

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    La provincia di Olbia-Tempio, nella parte nord-orientale della Sardegna, è costituita dalle regioni storico-geografiche di Gallura e Monte Acuto, che rappresentano una sintesi tra zone interne, ricche di singolari identità culturali, e località costiere, meta del turismo internazionale. Dal Neolitico all'età contemporanea, passando per il periodo romano e quello medievale, le testimonianze archeologiche e monumentali, attestano una lunga storia di incontri mediterranei

    Le indagini archeologiche nel sito del Palazzo di Baldu (Luogosanto) e il loro contributo alla conoscenza della Gallura medievale

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    L’articolo presenta le ricerche condotte dall’Università di Cagliari nel territorio della Gallura (Sardegna nord-orientale) e, in modo particolare, nel sito di Santu Stevanu, nelle campagne di Luogosanto: un intervento di restauro dei resti di un edificio noto come ‘Palazzo di Baldu’ si è trasformato in un progetto che coniuga ricerca archeologica e didattica universitaria con un percorso di appropriazione del patrimonio culturale da parte della comunità locale. Le indagini archeologiche, riprese nel 2013, dopo i primi interventi dal 1999 al 2002 hanno riportato in luce un complesso edilizio composto da sedici ambienti che delimitano un ampio cortile, all’interno del quale è la costruzione nota come ‘Lu palazzu’. L’esame dei reperti mobili permette di introdurre una serie di considerazioni relative alle relazioni intrattenute dagli abitanti del complesso, almeno per l’arco cronologico compreso tra i secoli XIII e XV, che acquistano un particolare rilievo alla luce della carenza di altri documenti relativi al sito e al suo territorio.The article features the research led by the University of Cagliari within the territory of Gallura (north-eastern Sardinia) and particularly within the site of Santu Stefanu, in the countryside of Luogosanto: a restoration plan of the remains of a building known as ‘Palazzo di Baldu’ turned into a project that combines academic archaeological education and research with a pathway to reclaim the cultural heritage of the local community. The archaeological search, recommenced in 2013 after being undertaken between 1999 and 2002, has brought to light a building complex made of 16 sections outlining a large courtyard, which contains the construction knows as ‘Lu Palazzu’. The assessment of the movable finds allows to make some considerations on the political and commercial interactions of the inhabitants of the building complex, at least within the timeframe between the 13th and 15th centuries: This is particularly valuable on account of the lack of documents related to the site and its territory
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