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    Drude, manutengole, folli criminali: che ‘genere’ di storia per le ‘brigantesse’?

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    Il saggio analizza il fenomeno del brigantaggio declinato al femminile, il ruolo delle ‘brigantesse’, per alcuni, primi esemplari di partecipazione ‘politica’ ad un movimento rivoluzionario, per altri, apparentemente relegate a figure minori nel movimento di resistenza al processo di unificazione nazionale, addirittura, vittime dei briganti con la motivazione fondata su un determinismo biologico che giustificava l’infirmitas sexus. L’indagine svolta consente di individuare la propaganda denigratoria delle forze filopiemontesi che ha sempre avuto come principale bersaglio le donne che ‘militarono’ a diverso titolo nel brigantaggio

    Follia al femminile. Les femmes homicides di Pauline Tarnowsky

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    La follia della donna, tra Otto e Novecento diventò, nel dibattimento del processo, il campo marzio in cui la scienza medica fu costretta a fronteggiarsi con la legge, alla vana ricerca di un «frenometro» capace di «misurare l’intensità e il grado della follia». Ma quel problema della follia criminale e degli aspetti giuridici collegati all’imputabilità e alla punibilità, approfondito e conteso con piglio rigoroso e che fluì nelle sapienti pagine di frenologi e forensi, rimanendo argomento di dotte precisazioni medico-giuridiche, scoppiò clamorosamente nelle mani degli antropologi criminali. Tra questi, spicca Pauline Tarnoswky, allieva di Cesare Lombroso che, indocile alle angustie proprie di una disputa tra discipline diverse, attraversò l’Europa in lungo e in largo. Il merito della Tarnowsky fu nell’aver palesato - distintamente – nel suo lavoro su les femmes hommicides, la situazione precaria dell’antropologia criminale soprattutto per il difetto di conformità che c’era: tra le conclusioni categoriche, le deduzioni troppo frettolosamente generalizzate e i materiali disparati, di diversa origine, che servivano da base per le conclusion

    Istruzione ed educazione delle donne tra antico e nuovo regime. Gli Educandati femminili nel Mezzogiorno

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    La storia degli Educandati nel Mezzogiorno d’Italia, per diver si profili e a diversi spessori, offre un’eco rilevante del dibattito sull’istruzione quale strumento di emancipazione femminile e ne fornisce una ‘interpretazione’ affatto singolare, che non investe soltanto la dimensione culturale ma anche sociale e soprattutto giuridic

    L’Archivio dell’Educandato Statale di Napoli

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    L’Educandato Statale di Napoli è stato attivo nel campo dell’e ducazione, prima esclusivamente femminile, poi nel sistema della pubblica istruzione, dai primi anni del XIX secolo fino alla fine del XX secolo

    IL BRIGANTAGGIO E LA SUA REPRESSIONE NELLA STORIA D’ITALIA. A 160 anni dalla Legge Pica

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    Perché ricordare il 160° anniversario della promulgazione della legge n. 1409 del 15 agosto del 1863, consegnata alla storia col nome del suo proponente Giuseppe Pica? Due le motivazioni che rappresentano anche elementi di novità nel dibattito sul fenomeno del Brigantaggio. Il primo riguarda il contributo della storiografia giuridica, che negli ultimi trent’anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante e che ha permesso di comprendere il fenomeno del brigantaggio attraverso le categorie del diritto. Questo approccio ha dimostrato in modo inequivocabile che il dato giuridico è stato determinante sia per la definizione che per la repressione del fenomeno. Il secondo motivo è strettamente connesso al primo e riguarda il riconoscimento dell’importanza delle fonti giuridiche, in particolare dei processi scaturiti dalla Legge Pica. Questi atti giudiziari rappresentano una fonte documentaria preziosa per comprendere il brigantaggio, le tipologie di reati, i meccanismi repressivi e il ruolo degli inquisitori e dei giudici, che furono in larga parte militari, chiamati ad applicare un codice di guerra a civili, come già avvenuto durante il decennio francese. In effetti, il nucleo della Legge Pica non risiede nei suoi pochi articoli, ma nelle norme procedurali che essa richiamava. Grazie a queste norme, i briganti diventavano individui riconosciuti dallo Stato e soggetti al suo diritto, cosicché, paradossalmente, la legislazione d’eccezione contribuì all’unificazione nazionale poiché trasformò i briganti da nemici a criminali sottoposti alla giustizia di un’Italia unit

    Gravide e devianti nelle Quistioni medico-legali di Luigi Ferrarese

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    In questo saggio l’Autrice analizza il pensiero del frenologo Luigi Ferrarese che, nelle Quistioni medico-legali, sviluppa una modalità di analisi dei processi psichici in grado di determinare l’imputabilità, la natura e il grado della punizione, nonché le circostanze attenuanti o aggravanti, attraverso la valutazione del temperamento, dell’istinto, della passione, dell’età, delle abitudini del delinquente. Ne deriva, a proposito della donna gravida e deviante, una classificazione dei delitti fondata proprio sulla sua condizione fisiologica, psicologica e moral
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