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    Carta geologica delle unità carbonatiche mesozoiche e cenozoiche del Gargano sud-occidentale: nuovi vincoli stratigrafici per l’evoluzione tettonica dell’area

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    Il rilevamento geologico condotto nel settore sud-occidentale del Promontorio del Gargano ha consentito di evidenziare i principali caratteri stratigrafici delle unità affioranti e di riconoscere i principali elementi strutturali che caratterizzano questa porzione dell’Avampaese apulo. I nuovi ed originali dati stratigrafici riguardano le unità carbonatiche mesozoiche e cenozoiche per le quali è stato possibile elaborare un nuovo quadro stratigrafico sostanzialmente differente rispetto a quello presente sia nella cartografia geologica ufficiale in scala 1:100.000 che in studi stratigrafici successivi. In particolare, dal basso verso l’alto, sono state distinte le seguenti unità litostratigrafiche formali o informali: Calcare di Bari (Calloviano p.p.-Cenomaniano inf./medio) e Calcare di Altamura (Coniaciano-Santoniano p.p.), entrambe in facies di piattaforma carbonatica interna e divise da una significativa lacuna stratigrafica marcata da depositi bauxitici (Turoniano); Calcari di Monte Acuto (Santoniano p.p.) in facies di base scarpata; formazione di Masseria Belvedere (Serravalliano medio-superiore), formazione di Masseria Spagnoli (Tortoniano superiore), formazione di Valle di Vituro (Messiniano superiore?/Pliocene medio-sup.?) e Calcarenite di Gravina (Pliocene mediosuperiore) depositatesi in contesti deposizionali di tipo neritico. I nuovi dati stratigrafici forniscono degli importanti vincoli per l’evoluzione tettonica dell’area. Un primo vincolo stratigrafico è fornito dai depositi di scarpata dei Calcari di Monte Acuto che marcherebbero la formazione, durante il Santoniano, di un bacino di intrapiattaforma (Bacino apulo Auct.) all’interno della Piattaforma apula (Auct.). Gran parte delle strutture mappate nell’area di studio sono state attive durante le fasi orogenetiche appenninico-dinariche. Le più importanti di queste strutture sono la Faglia di Mattinata e la Faglia di Rignano, orientate rispettivamente E-O e NO-SE. In particolare, la Faglia di Mattinata è oggetto di un acceso dibattito sia per quanto riguarda la sua evoluzione cinematica che per il suo significato strutturale nel contesto geodinamico regionale dell’Avampaese apulo. Malgrado i differenti punti di vista, è comunemente accettato in letteratura che questa struttura mostri indicatori cinematici e caratteristiche morfo-strutturali tipiche di strutture trascorrenti che hanno registrato una complessa evoluzione polifasica. Durante il Miocene superiore-Pleistocene medio le fasi tettoniche appenninico-dinariche avrebbero indotto sul settore garganico dell’avampaese un campo di stress regionale che avrebbe generato l’attivazione della Faglia di Mattinata come trascorrente sinistra e contestualmente attività compressiva lungo direttrici orientate NO-SE (faglie inverse e pieghe) e attività distensiva lungo direttrici orientate NE-SO (faglie dirette). I vincoli stratigrafici forniti dalle unità neogeniche, coinvolte nella formazione dell’anticlinale di rampa a tetto della Faglia di Rignano, hanno permesso di distinguere tre distinte fasi tettoniche, compatibili con questo campo di stress, rispettivamente nel Tortoniano inferiore-medio, nel post-Tortoniano superiore e nel post- Pliocene medio-superiore. Altre strutture mappate nell'area di studio (faglie dirette orientate NO-SE e pieghe orientate NE-SO) non sono cinematicamente compatibili con le strutture descritte in precedenza perché sono congruenti con un campo di stress regionale che ha prodotto compressione lungo direttrici orientate NE-SO (pieghe) e distensione lungo direttrici orientate NO-SE (faglie dirette). L’assenza di vincoli stratigrafici e di chiari rapporti di antecedenza non consente di vincolare temporalmente l’attività delle strutture cinematicamente compatibili con il nuovo campo di stress. Tuttavia, si ritiene che, almeno parte di esse, possano essere state attive in seguito al mutamento del regime geodinamico che, com’è regionalmente noto, ha prodotto, a partire dal Pleistocene medio, l’inversione del campo di stress regionale agente sull’area di studio. I dati neotettonici della recente letteratura ed i meccanismi focali dei terremoti confermano questa visione ed evidenziano inoltre che in tale contesto tettonico la Faglia di Mattinata sia stata riattivata come trascorrente destr

    Supervised machine learning of ultracold atoms with speckle disorder

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    We analyze how accurately supervised machine learning techniques can predict the lowest energy levels of one-dimensional noninteracting ultracold atoms subject to the correlated disorder due to an optical speckle field. Deep neural networks with different numbers of hidden layers and neurons per layer are trained on large sets of instances of the speckle field, whose energy levels have been preventively determined via a high-order finite difference technique. The Fourier components of the speckle field are used as the feature vector to represent the speckle-field instances. A comprehensive analysis of the details that determine the possible success of supervised machine learning tasks, namely the depth and the width of the neural network, the size of the training set, and the magnitude of the regularization parameter, is presented. It is found that ground state energies of previously unseen instances can be predicted with an essentially negligible error given a computationally feasible number of training instances. First and second excited state energies can be predicted too, albeit with slightly lower accuracy and using more layers of hidden neurons. We also find that a three-layer neural network is remarkably resilient to Gaussian noise added to the training-set data (up to 10% noise level), suggesting that cold-atom quantum simulators could be used to train artificial neural networks

    The upper Albian-lower Cenomanian inner shelf carbonate succession of the Calcare di Bari Fm. from the Murge area (Apulia, southern Italy): lithostratigraphy, biostratigraphy and facies analysis

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    I lavori di rilevamento geologico del F° 438 “Bari nell’ambito del Progetto CARG per la nuova carta Geologica d’Italia (scala 1: 50.000) hanno consentito di revisionare la stratigrafia della locale successione in facies di piattaforma interna appartenente alla Formazione del Calcare di Bari. I nuovi ed originali dati hanno riguardato l’intervallo stratigrafico di età Albiano superiore- Cenomaniano inferiore. Questa successione è risultata spessa circa 250 m e mostra caratteristiche di facies piuttosto eterogenee. In particolare, si assiste ad una graduale evoluzione, dal basso verso l’alto, da facies di laguna aperta e di shoal interno, caratterizzate dall’abbondante ricorrenza di calcari a rudiste e foraminiferi bentonici e da calcareniti bioclastiche e peloidali verso facies di ambienti peritidali, caratterizzati da calcari micritici bioturbati privi di macrofossili con un ristretto numero di foraminiferi bentonici e da calcari stromatolitici e loferitici. L’associazione micropaleontologica descritta in questa nota è documentata per la prima volta nella successione cretacea delle Murge ed è risultata essere molto significativa per attribuzioni bio e cronostratigrafiche. Nella parte inferiore di tale successione è stata descritta l’associazione a Valdanchella dercourti, Neoiraqia insolita e Paracoskinolina fleuryi, Nezzazatinella picardi e Praechrysalidina infracretacea, riferibile alla Valdanchella dercourti Taxon-Range Zone dell’Albiano superiore. Nella parte superiore si segnala la presenza dell’associazione a Sellialveolina vialli, Nezzazatinella picardi e Cuneolina pavonia che è attribuibile alla biozona a Sellialveolina vialli e Ovalveolina maccagnoe del Cenomaniano inferiore

    Problemi di cartografia geologica relativa ai depositi quaternari del F° 471 “Irsina”. Il Conglomerato di Irsina: mito o realtà?

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    The area of the F° 471 "Irsina", on scale of 1: 50.000 (CARG), is located in Basilicata region (southern Italy), along the chain-foredeep border of the South-Apennines orogenic system. So, the eastern part of the map regards the Bradanic Trough (foredeep) domain, while the western one regards deformed units of the chain domain. In particular, the eastern part is represented almost by Quaternary deposits, more or less in horizontal arrangment, which correspond to the upper part of the in-fill succession of the foredeep basin. The outcropping succession of the basin is represented by regressive deposits characterized below by hemipelagites of the Argille subappennine Formation, and above by coarse-grained deposits. These latter lie on the hemipelagites of the Argille subappennine Fm. in, alternatively, conformable or erosional contact. The new geological survey of the F° 471 Irsina and the facies analysis carried out on the outcropping deposits, allow us to present a more detailed stratigraphy of the Quaternary Bradanic Trough deposits, in comparison with that one showed by the old geological survey on scale 1:100.000. The upper Pliocene-lower Pleistocene silty-clays of the Argille subappennine Fm. are stratigraphically overlain by the Sabbie e Conglomerati di Monte S. Marco Formation. This formation is made up of lower Pleistocene up to 60 m thick sands, sandstones and conglomerates interpreted as offshore-transition to shoreface systems prograding onto-and distally passing to-hemipelagites of the Argille subappennine Fm. Several conglomeratic bodies are interbedded in the Sabbie e Conglomerati di Monte S. Marco Fm., and locally some of them are in erosion on the Argille subappennine Fm. These bodies have a sigmoidal shape, are clinostratified and show thicknesess variable from some meters to over 60 m. The deposits of these bodies are referred to transitional environments, mostly characterized by deltaic facies; they crop out at different heights above present-day sea level, and their age becomes younger from W to E, from the higher to the lower. According to their stratigraphic position, some of these bodies represent different enter points along the same paleoshoreline; they may be considered coeval and grouped in four members here called: Conglomerato di Giumentarizzo, Conglomerato di Madonna della Pietà di Irsina, Conglomerato di Monte S. Angelo, Conglomerato di Sant'Antonio Abate. Erosively overlying either the Sabbie e Conglomerati di Monte S. Marco Fm. or the conglomeratic members, a sandy-conglomeratic deposit is observed. This latter, named Sabbie e Conglomerati di Fosso Macello Formation, is up to 10 m thick and is related to alluvial environments. The new stratigraphic setting results quite different from that proposed by the previous Italian Geological Cartography on scale of 1:100.000, in which the Bradanic Trough infill succession was characterized by aggradation of shallow marine and continental deposits. In particular, the Conglomerato di Irsina Formation was described and mapped as a single aggradational deposit overlying the Sabbie di Monte Marano Formation, and having the same age from the inner areas (600 m above s.l.) to the outer ones (400 m above s.l.). In the Irsina area, where the Conglomerato di Irsina Fm. was established, the new geological survey demonstrates that this deposit is really composed by three conglomeratic lithosomes having different age and different environmental and stratigraphic meaning: a first lithosome is composed of foreshore conglomerates that locally represent the upper part of a regressive sandy succession; the second lithosome is composed of clinobedded deltaic conglomerates erosionally overlying the previous sandy-conglomeratic succession and, distally, the clay deposits; a third lithosome is represented by a continental sandy-conglomeratic deposit erosionally overlying the previous ones. In the old Italian Geological Cartography on scale of 1:100.000 these three lithosomes were represented as one tabular body, aggrading and partially etheropic with the underlying Sabbie di Monte Marano Fm. So, the deposits that we now distinguish into three lithosomes (upper part of the Sabbie e Conglomerati di Monte S. Marco Formation, Conglomerato di Madonna della Pietà di Irsina Member and Sabbie e Conglomerati di Fosso Macello Formation), in the old survey, by mistake, were included only in the Conglomerato di Irsina Formation. Also in other localities we observe the occurrence of different conglomeratic lithosomes not distinguished in the old survey. In short, it does not exsist an only conglomeratic and coeval formation on the top of the regressive bradanic succession, so the Conglomerato di Irsina Formation, as established in the sixties and known in the literature, has to be amended. Furthermore, the new data demonstrate that the deposits and the upper surface of the bradanic reliefs do not represent an only regressive episode, but a serie of regressive episodes recorded during the tectonic uplift of the bradanic basin. In fact, the stratigraphic organization show a progradational trend rather than an aggradational one. On this subject, the different heights which the regressive deposits outcrop to (from about 600 m a.s.l., up to 400 m a.s.l. in the surveyed area) are not the result of a differential uplifting of the basin after the marine sedimentation, but the recording of the regional uplift occurring during the sedimentation
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