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    L’IMMAGINE DELLA SANTA CASA E LA SUA ITERAZIONE COME SIMBOLO DI DEVOZIONE. IL SACELLO DI S. MARIA DI LORETO NELLA CATTEDRALE DI AVERSA (1630)

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    La presenza nel santuario di Loreto della reliquia della Santa Casa di Nazareth ha favorito negli anni la straordinaria diffusione del culto mariano-lauretano in molti paesi che si concretizzò nella riproduzione di immagini (dipinte o scolpite) della Madonna nera, nella costruzione di edicole, di altari, di cappelle, di chiese e, infine, anche nella ripetizione architettonica del sacello lauretano. Il saggio analizza la copia della Santa casa di Loreto nella cattedrale di Aversa realizzata nel 1630 dal vescovo Carlo I Carafa che è probabilmente la più antica delle copie esistenti in Italia. Le poche notizie riportate dagli storici sulla costruzione di questa cappella ricordano solo il nome dell’architetto aversano Giuseppe di Maio. I documenti inediti qui analizzati consentono di aggiungere nuovi dettagli sulla cronologia e di specificare i nomi del marmoraro e degli stuccatori che realizzarono gli splendidi pannelli con le storie della vita di Maria.The presence in the shrine of Loreto of the Holy House of Nazareth relic fostered, over the years, the extraordinary spread of the Marian-Lauretan cult in many countries, that was realized in the copy of painted or carved images of Black Madonna, in the construction of aedicules, altars, chapels, churches and, finally, in the architectural repetition of the Lauretan Chapel. The essay examines the copy of the Holy House of Loreto in the cathedral of Aversa builded in 1630 by the Bishop Carlo Carafa I that appears to be the oldest extant copy among those built in Italy. The little news handed down by the historians about the building of this chapel remember the name of the architect Giuseppe di Maio from Aversa but don’t provide any details about the building site and the workers involved. The unpublished documents here analyzed let us to add new details to the chronology of the site and to specify the names of the marble-worker and the plasterers who created the beautiful stucco panels with the stories of the Virgin Mary's life

    Architetti dei Borbone nel Settecento Formazione e cultura professionale tra arte e tecnica

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    Il testo delinea, attraverso una larga sintesi, il mosaico degli artefici che operarono per la dinastia borbonica nel Settecento, con aggiornamenti bibliografici e nuovi dati archivistici. La vasta materia è stata articolata con l’obiettivo di restituire la formazione e la cultura professionale napoletana attraverso il rapporto tra arte e tecnica. Ad un capitolo d’apertura dedicato alla formazione seguono due ampie sezioni che affrontano la prima il tema della cultura architettonica riletta attraverso il rapporto tra Roma e Napoli (II capitolo) e la seconda l’apporto della cultura tecnica alla quale gli ingegneri militari diedero un contributo insostituibile (IV capitolo), non trascurando gli artefici operanti nelle aree periferiche ai quali è dedicato il III capitolo. Non deve sorprendere se i profili biografici più approfonditi riguardino figure considerate sinora minori o totalmente sconosciute. Si è operata questa scelta per rimediare a una duplice “distorsione” storiografica che ha consegnato all’oblio molti architetti di valore. Se da un lato gli storici post-unitari hanno sminuito anche quanto di positivo la dinastia borbonica aveva promosso d’altra parte non è stata da meno la storiografia ufficiale borbonica che, soprattutto dopo la prima restaurazione, ha demonizzato e cancellato dalla memoria storica molti architetti eccellenti coinvolti politicamente nella rivoluzione del 1799

    Dal sincretismo romanico al verticalismo gotico

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    Una panoramica sull’architettura romanica e gotica volta a evidenziarne i temi più pregnanti, dal muro articolato, alla facciata autonoma, alla metrica spaziale, dal sincretismo formale alla policromia fino alla struttura diafana, al contrasto delle forze dimensionali e al valore trascendente della luce. Il volume propone un’ampia e documentata sintesi critica delle posizioni storiografiche più aggiornate, evidenziando il ruolo per nulla marginale dell’architettura italiana romanica e gotic

    Un ingegnere del Genio borbonico tra Sette e Ottocento. Luigi Bardet di Villanova

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    The paper focuses on the activity of Luigi Bardet di Villanova, a military engineer who worked for the Bourbons between the 18th and 19th centuries. Son of Pierre Bardet di Villeneuve, an engineer from Paris who innovated the Military Corps of Engineers in the time of Charles of Bourbon, Luigi Bardet di Villanova worked especially in the Topographic field rising to the highest ranks of the military career

    Nuovi paradigmi nell’architettura del Settecento napoletano: architetti romani ad Aversa

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    Mentre nella città di Napoli l’attività di architetti romani, tra fine del Seicento e inizio del Settecento, fu un evento episodico, ad Aversa, per una particolare congiuntura, si verificò con una continuità tale da portare alla romanizzazione del linguaggio architettonico per circa mezzo secolo. Partendo dall’attività di Buratti, il saggio approfondisce, attraverso una ricca documentazione archivistica, il contributo degli artefici romani introdotti ad Aversa proprio dall’architetto ticinese

    Legami con Roma nell’architettura napoletana tra Viceregno e Regno autonomo

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    Il saggio indaga le relazioni artistiche tra Roma e Napoli nell’architettura del primo Settecento napoletano, tema sinora trascurato o meglio oscurato dal fenomeno dell’“importazione” del linguaggio romano dopo l’arrivo nel regno di Carlo di Borbone.Si cercherà qui di argomentare il concretarsi di questi rapporti attraverso la lettura dei caratteri progettuali di alcuni protagonisti del Settecento partenopeo. In particolare, il contributo si sofferma sull’architettura di Ferdinando Sanfelice

    La storia dell’architettura per i conservatori

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    The paper focuses on the presence of the History of Architecture courses in the Cultural Heritage degree courses. The History of ar-chitecture (ICAR/18) occupies a non-marginal space in these degree courses (three-year and master’s degree courses). Since their birth, almost thirty years ago, the faculties and the old four-year degree courses in Conservation of Cultural Heritage began a far-sighted policy of openness to the History of architecture in its specific scientific-disciplinary components, avoiding to include this teaching in the larger container of the History of art as it had happened in the Past

    Carlo Fontana e i progetti per Napoli,

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    CARLO FONTANA AND HIS DESIGNS FOR NAPLES We don't know hitherto if Carlo Fontana has ever been in Naples. It can be said with some confidence that this architect worked out some projects for architectural works in Naples, like the drawings stored in the Royal Collection of Windsor proves. Starting from the analysis of these drawings and deepening in particular his design for the Neapolitan Somaschi church – the only one carried out with some changes in 1706 by Giovan Battista Nauclerio - the paper focuses on the project works by Carlo Fontana for Naples and on the influence of his architectural language in the Neapolitan territor
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