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    Sulla forma delle dimissioni e sul risarcimento del c.d. ticket di licenziamento

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    Il contributo si interroga in merito al vizio di forma conseguente le dimissioni rassegnate senza il rispetto della procedura ex art. 26 d.lgs. n. 151/2015 e sulle conseguenze relative al caso in cui il lavoratore ponga in essere comportamenti diretti in modo non equivoco a provocare il recesso datoriale, anche ai fini dell’involontarietà dello stato di disoccupazione e del risarcimento del c.d. ticket di licenziamento

    La clausola di recesso unilaterale apposta al patto di non concorrenza è nulla? Così è (se vi pare) (nota a Cass. 3 giugno 2020, n. 10535)

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    Il contributo si interroga in merito alla compatibilità con l’art. 2125 cod. civ. della clausola di recesso unilaterale apposta al patto di non concorrenza e al ruolo assunto dal precedente giurisprudenziale in materia

    Entre chien et loup. Oggetto, causa e alea alla prova del pagamento del corrispettivo del patto di non concorrenza in corso di rapporto (nota a Trib. Milano, 26 maggio 2021, n. 1189)

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    Il contributo si interroga in merito alla compatibilità con l’art. 2125 c.c. della clausola che preveda il pagamento del corrispettivo del patto di non concorrenza in corso di rapporto, prendendo posizione sui temi del dibattito relativo all’oggetto, alla causa e alla possibile aleatorietà del patto di non concorrenza che da quasi 60 anni si radica nella dottrina e giurisprudenza italiana

    Filiera agroalimentare, caporalato e pratiche commerciali scorrette

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    Effettuata una ricostruzione delle relazioni negoziali all'interno della filiera agroalimentare e rilevati gli squilibri che derivano dalla posizione di oligopsonio delle imprese della GDO, il saggio indaga il rapporto tra queste e il caporalato. Traccia, quindi, una disamina critica delle forme di tutela contro il fenomeno previste dall'ordinamento, rilevando disarmonie e persistenti criticità. Propone, infine, anche alla luce della normativa europea, la necessità di un dialogo tra diritto del lavoro e diritto della concorrenza, affinchè l'elisione (o almeno la riduzione) degli squilibri contrattuali all'interno della filiera possa rendere meno conveniente il ricorso al caporalato

    Per una «esistenza libera e dignitosa» nel lavoro in agricoltura

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    L’articolo sostiene l'imprescindibilità di un dialogo tra il diritto del lavoro e il diritto della concorrenza ai fini della ricerca, sperimentazione e attuazione di modelli utili alla repressione e, comunque, prevenzione del caporalato. Dopo aver indagato leragioni dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e averlo ricondotto, in particolare, alla posizione di debolezza sul mercato delle imprese produttrici, l'Autore rileva la parzialità delle risposte sinora sperimentate dal legislatore in materia, in quanto limitate ad una prospettiva di tutela meramente individuale del lavoratore. Suggerisce, invece, che lo sfruttamento lavorativo debba essere contrastato anche attraverso un intervento correttivo sulle pratiche di fissazione del prezzo nel rapporto business-to-business che sia in grado di svincolare la (in)stabilità reddituale del produttore dalle disparità di potere insite nella filiera
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