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Steven Connor, Effetti personali. Vite curiose di oggetti quotidiani,
PESCE M., Steven Connor, Effetti personali. Vite curiose di oggetti quotidiani, Raffaello Cortina,
Milano 2014, pp. 289, in: Comunicazione Filosofica 34, NUMERO 34 – maggio 2015, pp. 109-
110,ISSN 1128-908
Roberto Beneduce, Breve dizionario di etnopsichiatria
recensione del testo di Roberto Beneduce: breve dizionario di etnopsichiatria
Corpi nascosti, corpi ritrovati, corpi contesi: la questione della restituzione dei resti umani alle culture altre. Un'analisi antropologica,
L’idea di questo saggio parte da diverse riflessioni che ruotano attorno alla questione della restituzione dei resti scheletrici che alcune culture, principalmente aborigeni australiani e i mahori della Nuova Zelanda, hanno presentato ai governi di alcuni paesi europei che hanno come patrimonio nelle collezioni dei loro musei tali oggetti. In Italia, l’affaire della riconsegna ha visto come protagonisti un gruppo di antropologi fisici che hanno prodotto un documento,Documento sulla questione della richiesta, presentata dal Governo Australiano, di restituzione di resti scheletrici umani provenienti dal territorio Australiano conservati presso la Sezione di Antropologia ed Etnologia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, che spiega la loro posizione e chiede una presa d’atto della comunità scientifica e degli antropologi culturali. Come antropologo culturale ritengo giusto prendere posizione, anche se non in totale accordo, con gli antropologi fisici del documento. Il saggio prende in considerazione anche la potenzialità di una mediazione, con una proposta del tutto personale, tra i musei che detengono le collezioni, le culture che pretendono la riconsegna degli oggetti e dei resti umani e i governi coinvolti
A Tí venimos en procesión. Antropologia e patrimonializzazione delle feste migranti. La festa del Señor de los Milagros della comunità peruviana di Roma
Verónica Roldán, Valori, cultura e religioni. Processi di globalizzazione e mutamento sociale, FrancoAngeli, Milano, 2011, 158 pp
Beatrice Tortolici: una eredità da non dimenticare
L'articolo prende in esame la carriera di Beatrice Tortolici, dei suoi studi e della sua vita
PAESAGGI CULTURALI E SOCIALI. NUOVI PANORAMI SOCIALI E LORO SPECIFICITÀ
In questo breve saggio vorrei presentare un diverso tipo di paesaggio
che è collegato ad un bene particolare: il bene demo-etno-antropologico che si
interseca con i panorami culturali e sociali. Ho ritenuto utile seguire, per questa
presentazione, il pensiero dell’antropologo e architetto di origine palermitana, Franco
La Cecla, che ha teorizzato alcune categorie interessanti che vorrei portare alla vostra
attenzione per proporre il mio discorso.
Le categorie che seguirò, mente locale, perdersi e il fuor di luogo, si inseriscono
nella società attuale che oggi chiamiamo complessa, e possono essere funzionali per
una analisi dei nuovi panorami culturali presenti nelle nostre città e dei diversi
paesaggi sociali di cui si compongono.
I beni demo-etno-antropologici, oggi parte integrante dei beni culturali,
racchiudono, conservano e portano in evidenza ovvero fanno emergere quella che
potremmo definire una memoria condivisa. Raccolgono, anche, tutte quelle
espressioni materiali, come gli ex voto considerate dagli storici dell’arte arte minore,
e quelle espressioni immateriali, come feste, processioni, pellegrinaggi, canti, saperi e
tecniche, che senza una catalogazione, una tutela, una attenta valorizzazione e una
consapevole conservazione si perderebbero al semplice passaggio di una generazione.In this short paper I would like to present a different kind of
landscape: the demo-ethno-anthropological good that intersects with cultural and
social views. Franco La Cecla, parlermitans anthropology, theorized some interesting
categories that I would like to bring to your attention to propose my speech.
The following categories, local mind, lost in out of place and to get lost into today's
complex society can be functional to analyze new cultural and social landscapes in
our cities which they are composed .
The demo-ethno-anthropological goods, nowadays integral to the cultural heritage,
enclose, preserve, and highlight or emerge what we could call a shared memory.
They also gather all those material expressions, such as the ex voto considered by the
historians of art as a minor art, and those intangible expressions such as festivals,
processions, pilgrimages, songs, knowledge and techniques that without cataloging,
protecting, careful valorisation and a conscious conservation would be lost to the
simple passage of a generation
Diaspora di genere nella società complessa. Una proposta di analisi socio-antropologica
L’argomento di questo saggio trae spunto dalla collaborazione con il progetto di Felipe de Gregorio per la produzione del docufilm “Translatina” che prende in esame la condizione transgender in America Latina e dei trans che migrano in Italia dal Sud America. Il fenomeno delle persone transgender rientra nella problematica di genere e, quest’ultimo, inteso come differenza maschile e femminile, è stato per molto tempo considerato una realtà assoluta, identificato con la differenza sessuale, il genere è stato rappresentato per molto tempo al genere maschile o al genere femminile. Per natura si pensava solo a due generi definiti. La realtà psicologica e sociale ha presentato anche altre ipotesi. Attraverso una ricostruzione storica del fenomeno transessuale e della letteratura etnografica sulla ritualità dello “scambio di sesso” si è cercato di comprendere il fenomeno sotto l’aspetto sociale, etnico, culturale e storico. Utilizzando la metodologia biografica si è cercato di far emergere, nelle trans intervistate, le questioni, le istanze, i sogni e le difficoltà dell’essere trans, e straniere, in un altro paese. Quello che emerge è una “tripla discriminazione”, comunità migrante di appartenenza, comunità di approdo e comunità di genere di appartenenza, e la ricerca di contromisure culturale alla “ansia della realtà” come la definisce Anna Freud
SIAM PECCATORI, MA FIGLI TUOI ETNOGRAFIA DELLA FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE DI TRASTEVERE. EMOZIONI E SENSO RELIGIOSO NELLA CONTEMPORANEITÀ
In tutta Italia, da Nord al Sud, le immagini, le chiese e i Santuari
dediati alla Beata Vergine del Carmelo sono numericamente elevati (Pesce, 2012). Il
culto è molto sentito. Lo evidenzia la grande partecipazione popolare e rappresenta
un esempio di religiosità popolare tra tradizione e innovazione.
Il saggio intende prendere in esame la processione della Madonna del Carmine di
Roma del rione Trastevere, conosciuta anche come Madonna de 'noantri, attraverso
una etnografia della festa utilizzando la metodologia dell'antropologia delle emozioni
(Pussetti 2005; Tortolici 1998). Si intende dare conto della storia della confraternita,
che mantiene vivo il culto e la processione annuale che cade ogni 16 di luglio, e la
partecipazione popolare attraverso le istanze e le richieste dei fedeli.
L'intento è quello di far emergere se i cambiamenti culturali nei diversi anni, per
mezzo di interviste ai confratelli della Venerabile Arciconfraternita del SS.mo
Sacramento e di Maria SS.ma del Carmine di Trastevere, hanno influito sulla vita del
quartiere e sulla partecipazione/religiosità dei fedeli.In Italy, from North to South, images, churches and shrines dedicated
to Beata Vergine del Carmelo are numerically higher (Pesce 2012).
The cult is very strong. It highlights the great popular participation and represents
an example of popular religious tradition and innovation.
The paper intends to examine the festival of the Madonna del Carmine of
Trastevere in Roma, also known as Madonna de 'noantri, with an ethnography of the
festival using the anthropology of emotions methodology (Pussetti 2005; Tortolici
1998).
The goal is to bring out whether the cultural changes in different years, with
interviews to confratelli of the Venerabile Arcionfraternita SS.mo Sacramento and
Maria del Carmine SS.ma of Trastevere, and how they influenced the life in modern
society
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