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Il Plinio del Petrarca sullo scrittoio del Boccaccio geografo
La scheda descrive il manoscritto Paris, Bibliothèque nationale de France, Latin 6802, contenente la Naturalis historia di Plinio il Vecchio, appartenuto a Francesco Petrarca e da lui annotato. Nella sezione filologica, di Giulia Perucchi, si dimostra come Boccaccio fu lettore a sua volta del codice, da lui utilizzato per la composizione del De montibus
La Gioia, la dolcezza, l'inganno. La musica nel 'De remediis utriusque Fortune' di Francesco Petrarca
L'articolo affronta il tema di Petrarca e la musica a partire dal quadro di analisi delle postille petrarchesche e degli scritti dell'umanista contenenti riferimenti al tema; propone un'introduzione puntuale al capitolo del 'De remediis utriusque Fortune' di Petrarca dedicato alla musica (Rem. I 43, De dulcedine musica), del quale fornisce integralmente testo critico fondato sui testimoni manoscritti, nota al testo, traduzione italiana e cenni di commento. Contiene inoltre la messa a fuoco esegetica di passi del capitolo rimasti finora oscuri, suggerendo l'identificazione di uno dei personaggi citati nel dialogo nel cantore Ludwig van Kempen, il Socrate cui Petrarca aveva dedicato le Familiari
Petrarca e Boccaccio lettori di Plinio il Vecchio
Il saggio descrive la ricezione della 'Naturalis historia' di Plinio il Vecchio nel XIV secolo da parte di due illustri lettori: Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. In particolare lo studio si concentra sulla fruizione del testo da parte dei due umanisti, sulle modalità di lettura e sulla rielaborazione dei contenuti pliniani nelle loro opere. Attenzione peculiare è data al manoscritto contenente la 'Naturalis historia' di Plinio posseduto da Petrarca, oggi conservato a Parigi alla Bibliothèque nationale de France, Latin 6802, costellato di annotazioni autografe petrarchesche e letto anche da Boccaccio
I sonetti 77, 78 e 130
Il saggio propone la lettura di tre celebri sonetti dei 'Rerum vulgarium fragmenta' di Petrarca. Al centro del lavoro è il dittico RVF 77-78 dedicato al ritratto di Laura, eseguito da Simone Martini: a nuove proposte relative alle fonti classiche e medievali dei sonetti, si affiancano l'analisi della variante testuale introdotta dall'autore nel corso di riscrittura e composizione del libro Canzoniere, e l'analisi dei possibili rapporti con altri pezzi di RVF (con particolare attenzione a RVF 16 e 125-129). Inoltre, è affrontata la questione del sonetto 130, ove si esclude la presenza di un ulteriore cenno al ritratto dell'amata
Le postille di Petrarca a Plinio nel ms. Leiden, BPL 6
L'articolo si concentra sul manoscritto Leiden, Universiteitsbibiliotheek BPL 6, recante il testo della Naturalis historia di Plinio il Vecchio e una trascrizione trecentesca di alcune delle postille apposte da Petrarca ai libri II-VI dell'enciclopedia, nel codice pliniano Paris, Bibliothèque nationale de France, Lat. 6802. Il Leidense è testimone strategico per l'edizione dei marginalia petrarcheschi, dal momento che i margini del Parigino hanno subito una pesante rifilatura. Oltre a una descrizione del codice e alla ricostruzione delle vicende che hanno portato alla copia delle glosse petrarchesche da parte di due copisti, lo studio fornisce la prima edizione commentata di tutte le postille tràdite dall'apografo Leidense e rifilate nel Parigino
Boccaccio geografo lettore del Plinio petrarchesco
Nel redigere il suo De montibus, Boccaccio fece larghissimo uso della Naturalis historia di Plinio il Vecchio, di cui però non possedeva un proprio esemplare. Lo studio sottopone a verifica una significativa messe di luoghi del dizionario geografico tratti da Plinio, allo scopo di dimostrare che il Certaldese utilizzò come copia di lavoro il Par. lat. 6802, appartenuto a Francesco Petrarca e da questi fittamente annotato. L’analisi dei passi rivela
come i due umanisti si siano soffermati per lo più sulle stesse zone testuali, poiché spesso i notabilia già vergati da Petrarca attrassero l’attenzione di
Boccaccio. Il ricorso al testo originale del manoscritto Parigino, accompagnato dalla trascrizione delle inedite note petrarchesche e posto a serrato
confronto con il De montibus, non solo permette l’identificazione di numerose voci finora non identificate, ma conduce a una nuova messa a fuoco
sulla tecnica compositiva del dizionario stesso, sulle diverse fasi dell’estrazione delle fonti, dell’elaborazione delle singole voci e della loro revisione
complessiva.
When writing his ‘De montibus’ Boccaccio made a great deal of use of the Elder Pliny’s ‘Naturalis historia’, although he did not possess his own copy. In this study a significant number of passages in the geographical dictionary derived from Pliny are examined, with the aim of showing that Boccaccio’s working copy was MS Paris lat. 6802, which belonged to Petrarch and was heavily annotated by him. Analysis shows that the two scholars concentrated mainly on the same passages; Petrarch’s notes frequently attracted Boccaccio’s attention. Collation of the Paris MS and transcription of
Petrarch’s unpublished marginalia, when set alongside the ‘De montibus’, allow us to identify the source of many more entries than previously, also to have a clearer picture of the method used in compiling the dictionary, the various stages of exploitation of the sources, the drafting of individual entries and the revision of the work as a whole
Indici dei nomi propri e delle fonti delle 'Vite di Dante' e della 'Iconografia dantesca'
Fortuna dei postillati petrarcheschi. Giovanni Dondi, Plinio e Vitruvio
Il saggio analizza l'utilizzo da parte di Giovanni Dondi nelle sue opere della Naturalis historia di Plinio il Vecchio e del De architectura di Vitruvio, e cerca di chiarire i modi in cui il medico padovano riuscì a consultare tali opere; particolare attenzione è data allo studio dei rapporti con i volumi della biblioteca petrarchesca
Fragments of Rome in Ruins and Books: Petrarch’s Writings on Monuments (with a new edition of De Remediis 1.118)
ll saggio si concentra su descrizioni di monumenti antichi nella poesia e nella prosa petrarchesche e sulle conoscenze relative ad antiquaria e tecniche di costruzione tratte da Petrarca dai classici. Il saggio coinvolge l'uso dei libri postillati dall'umanista, con particolare attenzione verso Svetonio, Plinio il Vecchio e Vitruvio. In appendice è fornita l'edizione del capitolo I 118 del 'De remediis utriusque Fortune', dedicato agli edifici; l'edizione del testo latino, fondata su una nuova analisi della tradizione manoscritta, corredata da una rinnovata traduzione inglese
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