43 research outputs found
Challenges of Providing Educational Access and Quality Education: Conversation with Lori Urogdy Eiler and LaVora Perry
Lori Urogdy Eiler, for 33 years a Social Studies teacher at East Cleveland’s Shaw High School and M. LaVora Perry, a long time resident of East Cleveland, wife and mother, activist, author, editor and publisher assess educational access from their individual vantage points. They address the challenges in providing quality education from their individual perspectives
A Family Affair: Conversation with Mattie Lavora Perry and Nia D. Perry Richardson
Social justice--Ohio--Cleveland
Downward Nominal Wage Rigidity in Italy: Evidence and Consequences
This paper uses administrative longitudinal micro-data from the Italian Social Security Institute (INPS) to estimate the extent of downward nominal wage rigidity. The determinants of wage changes are explicitly modelled, as is the measurement error deriving from the fact that earnings inclusive of benefits, not hourly wages, are available in the data. Estimates show that the degree of downward nominal wage rigidity is medium/high – between 51% and 68% of all notional wage cuts being prevented by the existence of proportional rigidity. The implications of the estimated nominal wage rigidity for the real side of the economy are also explored.Nominal wage rigidity, measurement error, proportional and threshold rigidity models, natural unemployment rate.
Dal falsario all'instant author: esempi di falsificazione e autorialità nel cinema italiano degli anni Sessanta.
Il saggio si pone l'obiettivo di combinare le nozioni di falso e di autorialità, mettendole alla prova di alcuni casi specifici tratti dalla storia del cinema italiano. Il periodo preso in esame va dalla metà alla fine degli anni Sessanta; i film in questione sono i primi lavori di registi come Tinto Brass, Roberto Faenza, Salvatore Samperi: "Chi lavora è perduto - In capo al mondo" (1963), "Escalation" (1968), "Grazie zia" (1967) e "Cuore di mamma" (1968). L'ipotesi che si cerca di dimostrare è che in queste pellicole si manifesti una particolare forma di autorialità, richiesta e ottenuta attraverso i mezzi della falsificazione testuale. Tale procedimento è reso possibile dalla particolare natura del cinema d'autore della seconda metà degli anni Sessanta, costruito come una sorta di macrogenere dal quale i giovani registi possono estrarre facilmente protocolli di falsificazione e di rielaborazione
Il mare degli avvenimenti imprevedibili: una frontiera della narrativa di Sergio Atzeni
Sergio Atzeni conferisce al prologo una dimensione liminare poiché in apertura lavora sistematicamente sll’allestimento di una frontiera. Così ne Il quinto passo è l’addio,dove Sergio Gunale abbandona la Sardegna volgendo l’ultimo sguardo a Cagliari – e si sente talmente straniero e straniato da citare il Lawrence di Sea and Sardegna. Così in Passavamo sulla terra leggeri dove l’autore re-inventa il mito e organizza un naufragio come cerniera narrativa adeguata all’invenzione della storia del popolo dei S’ard.Sergio Atzeni gives the prologue a liminal dimension as in the beginning he systematically works to build a new boundary. This happens in Il quinto passo è l’addio, where Sergio Gunale leaves Sardinia giving a last sight to Cagliari and he feels stranger and estranged enough to quote Lawrence in Sea and Sardinia. It also occurs in Passavamo sulla terra leggeri where the author reinvents the myth and organises a shipwreck as a narrative connection that fits the creation of the story of the S’ard populatio
La “città della sospensione” e il “fuori posto”. Napoli e il lavoro clinico con i migranti
L’autore è uno psicoanalista che lavora sul disagio psichico dei migranti in una struttura sanitaria pubblica partenopea. La presentazione di alcuni casi clinici mostra come nel migrante la sofferenza psichica nasca dalla difficoltà di conciliare i codici di comportamento della propria comunità di origine con le norme della società di arrivo. In una società complessa come quella napoletana il lavoro dello psicoanalista deve intervenire sia sugli aspetti psichici individuali che sull’identità sociale dei soggetti migranti.The author is a psychoanalyst who works on migrants’ psychological distress in a Neapolitan public health facility. The presentation of some clinical cases shows how psychic suffering in migrants arises from the difficulty of reconciling the behavior codes of their community of origin with the norms of the society of arrival. In a complex society like the Neapolitan one, the psychoanalyst's work has to intervene both on the individual psychic aspects and on the social identity of migrants
La GI per la GI....l'esempio del progetto TURAS
L'autore è stato invitato dal Consiglio Direttivo dell'associazione AMFM a fare una presentazione relativa al progetto EU TURAS, di cui la Sapienza è partner ed in cui l'autore lavora attivamente.
Nella presentazione è stato messo in evidenza il rapporto tra la Geographic Information e la Green Infrastructure, frutto di considerazioni derivanti da alcuni studi ed indagini effettuate per il WP2 del progetto Turas, che tratta le infrastrutture verdi.
La presentazione ha aperto alcuni argomenti di discussione, che Sapienza sta sfruttando nel prosieguo delle attività del WP2 di TURAS.The author has been invited by the Executive Council of AMFM Association to present some topics on the EU TURAS project, whose Sapienza is partner and in which the author is working actively.
The presentation highlighted the relationship between the Geographic Information and the Green Infrastructure, as result of some considerations arising from a number of studies and surveys carried out for the WP2 of Turas project, about the green infrastructure.
The presentation opened some discussion topics, that Sapienza is using in the continuation of the activities of WP2 of TURAS
Il Decent Work tra politica e sistema
Nel contributo, l’A. espone le linee essenziali dell’indagine sul Decent Work svolta dall’unità di Milano coinvolta nel
progetto “PRIN 2017” a tema “WORKING POOR N.E.E.D.S.: New Equity, Decent work and Skills”. Nell’escludere che
si possa riconoscere nel Decent Work una fattispecie autonoma e produttiva di effetti a livello di diritto positivo, l’A. rileva
come, in una prospettiva di policy, il Decent Work richieda che l’opera di “costruzione ed isolamento” della relativa nozione
prenda corpo dalle istanze di libertà della persona che lavora, alle base delle ultime iniziative intraprese sul tema a livello
sovranazionale e non prive di addentellati nel diritto interno ed euro-unitarioIn the essay, the Author draws the lines of the inquiry on Decent Work conducted by the University of
Milan Unit within the “PRIN 2017” project on “WORKING POOR N.E.E.D.S.: New Equity, Decent work and Skills”. The
Author points out that Decent Work is not yet a legal institution; on the contrary, it is a policy goal which pivots around the
promotion of the liberty of any person who works, as clearly displayed by the most recent initiatives in matter at both the
national level and the supra-national level
Anna Mayr, «Die Elenden»
Die Elenden (The Wretched) by Anna Mayr is both an autobiographical reportage and a documentary essay on the theme of structural unemployment in reunified Germany. The author starts from her own experience as the daughter of unemployed people, supported by the state subsidy Hartz IV. She then describes the social marginalization associated with unemployment both from the inside and from the perspective of those who, by working, lead a socially accepted existence. In the context of advanced capitalism, the author reflects on the role of work, alienating in the known sense and at the same time depriving of any authentic meaning not only for those who work but also for those who do not have a job. The memoir deals with the contradiction between the necessity of unemployment, implicit in capitalism, and its removal as a spectre of possible social decline.Finally, the author criticizes the reformist mechanisms that are immanent in the system that produces unemployment, but ultimately aim at consolidating the status quo, without questioning it.Die Elenden (I miserabili) di Anna Mayr è insieme un reportage autobiografico e un saggio documentario sul tema della disoccupazione strutturale nella Germania riunificata. L’autrice muove dalla propria esperienza come figlia di disoccupati, sostenuti dal sussidio statale Hartz IV. Descrive poi l’emarginazione sociale legata alla disoccupazione sia dall’interno sia dal punto di vista di coloro che, lavorando, conducono un’esistenza socialmente accettata. Nel contesto del capitalismo avanzato, l’autrice riflette sul ruolo del lavoro, alienante nell’accezione nota e insieme deprivante di ogni senso autentico non solo per chi lavora ma anche per chi un lavoro non ce l’ha. Il memoir affronta il dissidio tra la necessità della disoccupazione, implicita nel capitalismo, e la sua esorcizzazione come spettro di un possibile declino sociale.L’autrice critica da ultimo i meccanismi riformistici immanenti al sistema che produce la disoccupazione ma in fondo volti a consolidare 
La nuova legge sulla libertà sindacale dei militari: tra innovazione e conservazione
L’Autore ripercorre la lunga strada che ha condotto dal divieto di associazione sindacale dei militari alla l. n. 46/2022 recante la disciplina per l’esercizio della libertà sindacale da parte di quei lavora-tori pubblici, passando per la sentenza della Corte costituzionale (C. cost. 13.6.2018, n. 120) che ha censurato il suddetto divieto e aperto la porta all’intervento del legislatore. L’analisi, condotta in dialogo con la giurisprudenza costituzionale e internazionale, giunge infine a prendere sinteticamente in esame i principali contenuti della nuova legge, della quale vengono messe in evidenza le maggiori criticità.THE NEW LAW ON UNION FREEDOM IN MILITARY FORCES:
BETWEEN INNOVATION AND CONSERVATION. ABSTRACT:
The Author retraces the long road that has led from the prohibition of military forces’ unionisation to
Law No. 46/2022, laying down the discipline for their exercise of union freedom, in compliance with
the Italian Constitutional Court’s decision (no. 120 of 13.6.2018) declaring the aforementioned prohibition as unconstitutional. The analysis is carried out in dialogue with the constitutional and international jurisprudence, providing an overview of the new law’s main contents, whose major criticalities
are highlighted
