102,600 research outputs found

    Interview with Perri L. Simon, Dalmus T. Jackson

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    Perri L. Simon and Dalton T. Jackson interviewed by Esther Mallard, November 5, 1987. Find this collection in the University Libraries\u27 catalog!https://digitalcommons.georgiasouthern.edu/specolleoralhistory/1101/thumbnail.jp

    Sportsmen Say piece on a claim by Wayne Perri of Hartland, owner of the Lazy-T

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    Sportsmen Say piece on a claim by Wayne Perri of Hartland, owner of the Lazy-T Guide Service, to have encountered a mountain lion in the Caratunk area -- Perri sent Gene Letourneau of the Maine Sunday Telegram a color photo of a large wild cat to back up his story -- Officials with the state Department of Inland Fisheries and Wildlife do not believe mountain lions exist in Main

    Isolated fungus ball in sphenoid sinus: tips and pitfalls of T 1 hyperintense lesions

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    Isolated sphenoid sinus fungus ball is a very rare condition. CT is the most used imaging investigation for diagnosis. In some cases, MRI may provide further information to evaluate the extracompartmental invasion. We report the case of an elderly female patient who presented with headache and a soft tissue mass filling the right sphenoid sinus on CT, misdiagnosed as simple sinusitis. After 1 year, with recrudescence of symptoms, brain MRI showed a hyperintense soft tissue mass on T 1 weighted images within the right sphenoidal sinus; a new CT examination revealed calcifications within the mass. Surgical histological examination showed fungus ball. Fungal ball should be included in the differential diagnosis of T 1 hyperintense lesions in the sphenoid sinus

    Letter, [Author unclear] to Paulina T. Merritt

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    Handwritten letter to Paulina Merritt from an unknown author, October 1, 1876.

    Biodiversità e litofacies ai limiti Frasniano–Famenniano e Permiano–Triassico in Alpi Meridionali: indagine multidisciplinare su due dei “Cinque Grandi”

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    Le estinzioni al tetto del Frasniano e del Permiano sono considerate due dei “Cinque grandi” eventi di estinzione globale del Fanerozoico. La ricerca verterà su analisi paleontologiche associate ad analisi sedimentologiche e geochimiche su sezioni delle Alpi Meridionali in successioni comprendenti i limiti Frasniano–Famenniano (Fr–Fm) e Permiano–Triassico (P–T), caratterizzati da una drastica riduzione della biodiversità globale. Lo studio, già intrapreso da alcuni anni dal gruppo di ricerca, sarà approfondito ed esteso a nuove sezioni. I dati paleontologici finora basati quasi esclusivamente sui conodonti saranno integrati da quelli di altri gruppi fossili. Sarà così possibile valutare la variazione della biodiversità prima, durante e dopo gli eventi di estinzione, al variare delle condizioni ambientali dedotte dall’analisi delle litofacies, il cui parametro più importante, finora poco valutato, è la stima dell’entità dei rimaneggiamenti. Dati isotopici e paleomagnetici associati a quelli paleontologici e sedimentologici forniranno informazioni sulla fluttuazione dei parametri ambientali. A) Sulle problematiche del limite Fr–Fm è comparsa nell’ultimo decennio un’abbondante letteratura che non comprende dati inerenti le Alpi Meridionali. La lacuna potrà essere colmata dalla recente individuazione di due sezioni carbonatiche delle Alpi Carniche che, per mezzo di una analisi biostratigrafica a conodonti preliminare, hanno consentito di identificare l’esatta posizione del limite Fr–Fm, definito dalla prima comparsa di Palmatolepis triangularis conodonte marker del limite. L’estinzione al tetto del Frasniano si realizza in due eventi (Lower e Upper Kellwasser events) molto ravvicinati nel tempo (c.a 500.000 anni) che spesso corrispondono a livelli di shales neri. In entrambe le sezioni Pramosio A (Pizzo Timau) e Freikofel T (Monte Freikofel) l’intervallo critico, che in altre aree è caratterizzato dalla presenza degli shales neri, è costituito da carbonati bioturbati di mare basso. Lo studio sedimentologico sulla sezione Pramosio A è stato realizzato su una campionatura in continuo, per mezzo di un carotatore portatile, al fine di ottenere una successione inintettotta di sezioni sottili e lastre lucidate. L’analisi così dettagliata ha permesso il riconoscimento di numerose sequenze deposizionali cicliche, alcune di spessore centimetrico-decimetrico, e la calibratura preliminare dei dati sedimentologici con quelli biostratigrafici a conodonti. Nell’ambito della ricerca si prevede una campionatura di maggior dettaglio della sezione Pramosio A e l’estensione dell’indagine sia sedimentologica che paleontologica alla sezione Freikofel T che nella parte alta è caratterizzata da facies carbonatiche meno prossimali con intervalli nodulari rossastri intercalati a livelli di brecce con clasti di derivazione anche peritidale. B) La successione Permiano–Triassico delle Alpi Meridionali rappresenta il margine occidentale della Paleotetide a latitudine equatoriale. E’ costituita dalle formazioni a Bellerophon e di Werfen che presentano, a livello regionale, due unconformity, una in corrispondenza del limite formazionale e l’altra subito sotto. La sezione di Bulla (Bolzano) si è rivelata eccellente sia per lo studio sedimentologico che biostratigrafico essendo l’unica sezione in Italia dove è stato possibile individuare il limite P–T sulla base della prima comparsa, all’interno della sequenza evolutiva praeparvus–parvus–isarcica, del conodonte Hindeodus parvus, marker che definisce la base del Mesozoico. Si prevede di integrare i dati paleontologici sui conodonti con quelli inerenti foraminiferi, brachiopodi, lamellibranchi, gasteropodi e pollini al fine di una completa valutazione della variazione della biodiversità. Nella sezione Bulla verranno effettuate analisi isotopiche da correlare a quelle paleomagnetiche già disponibili e campionature sedimentologiche in continuo, realizzate con carotatore. Questo tipo di analisi sedimentolo..

    Ragione e rappresentazione della flessibilità nel Lavoro in una prospettiva storico-comparativa tra Italia, Francia e Germania nel quadro del processo di integrazione europea

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    La ricerca analizza, ricostruisce e compara l’evoluzione delle politiche pubbliche riguardanti il mercato del lavoro avvenute in Italia, Francia e Germania nel quadro del processo di integrazione europea. A partire dalla costituzione del mercato unico, nei tre ordinamenti l’introduzione di elementi riconducibili all’istituto della “flessibilità” si dimostra concorde, al netto di aspetti riformativi specifici, con l’indirizzo politico, legislativo e giudiziario prodotto in ambito Ue. I processi di deregolamentazione e flessibilizzazione che ne derivano si innestano così nella cultura neo-ordo-liberale prevalente nel continente. Nel contesto della più che decennale crisi di accumulazione, la mancata sintesi tra la costruzione di una “economia sociale di mercato fortemente competitiva” e l’obiettivo del “lavoro come fattore d’integrazione sociale” ha causato l’incremento delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito e della ricchezza tra capitale e lavoro e tra paesi. Tale incremento è maggiore rispetto a quello registrato tra le varie figure del lavoro o tra le regioni di uno stesso paese. I risultati inseriscono la ricerca nella più recente letteratura che confuta la correlazione positiva tra la flessibilizzazione del mercato del lavoro e l’aumento dell’occupazione e del prodotto. In questo quadro, il caso studio dell’analisi nei maggiori quotidiani italiani della rappresentazione dell’iter legislativo e del dibattito politico che hanno portato all’emanazione delle prime due leggi del Jobs Act rileva l’incapacità da parte degli organi di stampa di fornire, rispetto a quanto analizzato nella prima parte, un’informazione adeguata sull’impianto normativo. La formazione del discorso sulla riforma si appiattisce sulla lettura fornita dalla parte datoriale, costruita sulle categorie del pensiero neoliberale e fatta propria anche dal governo in carica, mancando così di dare una proporzionale pubblicità alla natura e agli effetti del dispositivo per la controparte dei lavoratori

    Evaluating asset pricing models with limited commitment using household consumption data

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    We evaluate the asset pricing implications of a class of models in which risk sharing is imperfect because of the limited enforcement of intertemporal contracts. Lustig (2004) has shown that in such a model the asset pricing kernel can be written as a simple function of the aggregate consumption growth rate and the growth rate of consumption of the set of households that do not face binding enforcement constraints in that state of the world. These unconstrained households have lower consumption growth rates than constrained households, i.e. they are located in the lower tail of the crosssectional consumption growth distribution. We use household consumption data from the U.S. Consumer Expenditure Survey to estimate the pricing kernel implied by the model and to evaluate its performance in pricing aggregate risk. We employ the same data to construct aggregate consumption and to derive the standard complete markets pricing kernel. We find that the limited enforcement pricing kernel generates a market price of risk that is substantially larger than the standard complete markets asset pricing kernel. Klassifizierung: G12, D53, D52, E4

    Study of CNTFETs as Memory Devices

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    In this paper we propose a procedure for the study of CNTFETs as memory devices. In particular we analyze the design of a 6-T SRAM, in order to evaluate the writing and reading times, in single and double supplies, the static noise margin, the static power consumption and the power-delay product. For these goals, we use a CNTFET model, already proposed by us. Then we apply the same procedure using the Stanford model in order to compare the obtained results. At last we apply the proposed analysis for the design of a 6-T SRAM in CMOS technology, showing the improvements obtained with CNTFET technology

    Handwritten biographical information on Paulina T. McClung Merritt

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    A handwritten biography of Paulina T. McClung Merritt by an unknown author, 1892.
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