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Nuove politiche di mercato per gli olii vegetali: un'analisi quantitativa.
Il mercato degli oli vegetali è investito da due fattori primari di tensione: la competizione tra olio di oliva ed olio di semi, e il prossimo ingresso nel mercato dei paesi mediterranei produttori di olio di oliva a basso costo.
Mediante un modello econometrico a due stadi sono state sottoposte a test alcune ipotesi di politica in favore del settore olio di oliva. Risulta che ne una tassa sull'olio di semi, ne un sussidio a favore dell'olio di oliva, possono cambiare significativamente la struttura della domanda, che presenta elasticità al prezzo molto limitate.
Da questo emerge che altre politiche dovrebbero essere ipotizzate, come il sostegno alla ristrutturazione del sistema distributivo, e politiche non di prezzo per la promozione del consumo di olio di oliv
Great Expectations. Perspectives of the Programme for Regional Development in Romania from the point of view of the beneficiaries
This note is focused on the programming process for the next programming period in Romania. Progresses and critical issues in project development, needs emerging at local level, expected capability of absorption at priority level of the Regional Operational Programme will be analysed. Perceptions and expectations observed in the potential final beneficiaries will be discussed in the framework of the European strategy for cohesion, as presented in the strategic guidelines for the next programming period and the Lisbon agenda. Main potentialities and risks for an active contribution of Romanian beneficiaries to the convergence objective will be discussed
L'impatto dell'aiuto al consumo nel mercato dell'olio di oliva
L'articolo propone un modello economico per la analisi del nuovo strumento di intervento della PAC (politica Agricola Comune) nel mercato dell'olio di oliva, ed una valutazione preliminare del suo impatto sull'equilibrio del mercato e sulla struttura della filiera. Il maggiore obiettivo dell'aiuto al consumo è la riduzione del prezzo al consumatore, ed il sostegno alla domanda. I primi risultati sembrano soddisfacenti, anche se la misura non ha ancora raggiunto un'ampia diffusione. In conclusione, alcuni aspetti problematici sono discussi, come il potenziale effetto di un allargamento alla Spagna della Comunità Economica Europea
Scelta degli orientamenti produttivi ed aggiustamento strutturale tra il 1994 ed il 1997 Un’analisi dai dati Rica Inea.
La qualità dl prodotto come vincolo o strumento di politica agraria
Nella nota sono discussi alcuni criteri generali che possono permettere di avviare una classificazione delle forme di concorrenza nei mercati agricoli, dovute all'introduzione esplicita della variabile qualità nelle funzioni di comportamento degli attori economici coinvolti. Sarà poi proposta una classificazione delle misure di politica agraria che direttamente o indirettamente interagiscono con la dimensione qualitativa del mercato, ddelle variabili di controllo che possono essere considerate, e degli obiettivi particolari rispetto alla qualità, che queste politiche possono porsi. Le più importanti variabili da considerare sono l'informazione e le tecnologie di controllo della qualità del prodotto. Le principali distorsioni della concorrenza possono derivare proprio dalla informazione imperfetta, o dalla variabilità, non controllabile con le tecnologie, della qualità. Quando l'informazione sulla qualità non è perfetto, le politiche di mercato di sostegno del prezzo inducono una distorsione, ai danni delle imprese che si impegnano ad offrire una qualità elevata. Si pone allora un dilemma, tra l'inefficienza del sostegno del prezzo per un prodotto la cui qualità tende a peggiorare, ed il costo del controllo della qualità a cui è vincolato il sostegno. Le politiche di prezzo minimo sembrano inferiori a quelle di integrazione diretta nel caso di mercati imperfetti per la qualità. Tuttavia le politche di integrazione presentano l'inconveniente dei forti costi di gestione
Il Circondario di Lagonegro dall'Inchiesta Iacini all'ultimo censimento dell'Agricoltura
L'autore propone una rivisitazione della economia del territorio del circondario di Lagonegro, che accompagna la riproduzione di una delle monografie della inchiesta Jacini della fine del secolo XIX, scritta da un notabile locale, tale Antonio Vitale. Il territorio di Lagonegro all'epoca dell'inchiesta si presentava omogeneamente come un territorio agricolo, in cui i contadini conducevano una misera produzione di sussistenza. Nel XX secolo anche questo territorio, come tutti quelli del Mezzogiorno interno, subisce profonde trasformazioni, principalmente generate da fattori esterni, come l'industrializzazione, e da processi demografici, in particolare l'emigrazione di massa, nelle due ondate una prima della prima guerra mondiale, e la seconda negli anni dal 50 al 70. Negli anni 80 e fino agli inizi del decennio 90, si consolida il processo di esodo dall'agricoltura, emergono modesti segni di multifunzionalità in agricoltura, e le famiglie rurali dipendono sempre più spesso dalla occupazione extraagricola di qualcuno dei membri. Il benessere della popolazione locale è cresciuto enormemente rispetto all'epoca della inchiesta Jacini, ma a costo di una sostanziale crescita della dipendenza dal sostegno pubblico, e dal sostegno famigliare degli emigrati. Nelle zone di pianura si è affermata qualche iniziativa di agricoltura moderna, grazie alla irrigazione, ma nel complesso l'intera area resta vulnerabile ed esposta alla evoluzione delle politiche sociali e della Politica Agricola Europea
DOCG, qualità e immagine
La note analizza il ruolo dei Marchi DOCG nel mercato del vino della Regione Basilicata. Il principale punto discusso è la frattura tra il grande sviluppo dei marchi di origine, promossi anche dalle politiche pubbliche per l'agricoltura, ed il modesto impatto sulla effettiva utilizzazione di questi marchi da parte dei produttori. L'analisi si conclude con alcune indicazioni sulla potenziale efficienza di ulteriori interventi pubblici a sostegno dei marchi di denominazione di origine del vino Lucan
Per la viticoltura del vulture una nuova strategia di sviluppo
Il comprensorio del Vulture è uno dei territori agricoli con una identità più antica e definita, tra quelli della Regione Basilicata.
La produzione vitivinicola è centrale nella economia agricola del Vulture, pur essendo, in valore aggiunto e per superficie, poco più di una nicchia del sistema regionale.
Le produzioni agricole che affiancano la produzione di vino sono fortemente connesse ed integrate tra loro, non solo nella composizione dell’ordinamento produttivo delle aziende, ma nello stesso paesaggio, con la coltura consociata di vite e olivo ancora molto diffusa, con il bosco di castagno che sovrasta i vigneti, con il grano ed i cereali che si estendono nei pianori a valle.
L’Aglianico del Vulture è storicamente il prodotto identitario e di vertice del comprensorio , ma gli altri occupano un posto importante nella strategia di mercato degli imprenditori locali. Innanzitutto l’Olio di Oliva, ma anche il grano, ed i prodotti del bosco, come le castagne. Il territorio, il Vulture, è presente nella immagine di mercato di tutti questi prodotti, spesso nella denominazione di origine, come per il vino, per l’olio di oliva e più di recente il Marroncino del Vulture .
La competitività del territorio agrario e dei prodotti che esso esprime sono quindi strettamente interdipendenti. Il progetto AVIGNE ha inteso offrire analisi, spunti, idee, per il rinnovamento della strategia imprenditoriale del comprensorio, in un’ottica di medio periodo.
I risultati delle analisi condotte sono riassunti in questa nota nel tradizionale modello SWOT, che presenta i fattori di forza e di debolezza strutturale del sistema, e le opportunità e le minacce generate da fattori esterni.
Le scelte strategiche consigliate sono quindi rivolte alla capitalizzazione dei punti di forza, a mitigare l’impatto dei punti di debolezza, a cogliere le opportunità e prevenire i danni che potrebbero venire dai dalle minacce esterne.
L’analisi SWOT del sistema Vitivinicolo ed agroalimentare del Vulture considera sia gli elementi interni al sistema, sia gli elementi esterni, dipendenti dagli altri settori della economia e della società locale, che lo influenzano significativamente
Economic Sustainability of Quality Wine Districts in the South of Italy. The Case Of Vulture
The paper presents an analysis of economic performance and
long-term sustainability of the quality wine production in the Vulture District,
in the South of Italy. This case is considered as it is representative of many
Italian quality wine districts that produce a very large variety of high quality
wines, and present, in almost all cases, a fragmented structure in small and
micro farms. The analysis aims to two objectives. First is the assessing of
current financial profitability of micro grape wine farms. Second is the
analysing of the feasibility and impact of process innovations and structural
adjustments. According to the results of the analysis, a large majority of grape
wine farms are currently producing with negative returns on the investment.
Financial and economic sustainability could be improved at least for a share of
them with the available process innovations, combined with consolidation of
the farm structures to reduce land fragmentation. The results are relevant for
the design of public policies and private investment strategies
L'agricoltura dell'America Latina dopo la crisi degli anni 80.
Nel saggio vengono discussi alcuni elementi di analisi sul ruolo della agricoltura nelle economie dell'america latina, ed in particolare sul contributo delle politiche agricole all'aggiustamento strutturale affrontato dai paesi del Sud America. Mediante un modello econometrico di regressione multipla, sono state analizzate le principali relazioni tra prodotto agricolo, alimentazione e politiche macroeconomiche di aggiustamento del cambio. Emerge una significativa, per quanto piccola, relazione negativa tra aggiustamento del cambio al tasso di inflazione e crescita della produzione agricola. Ovvero i paesi che hanno lasciato sopravvalutare la propria moneta hanno mostrato una più debole crescita della produzione agricola. Altre stime hanno dimostrato l'importanza del saldo normalizzato agricolo nella spiegazione della crescita del prodotto agricolo, una relazione che dimostrerebbe l'importanza delle politiche di orientamento alla esportazione nella stimolazione della produzione interna. Inoltre viene mostrato come i paesi che hanno privilegiato l'aggiustamento del debito esterno hanno penalizzato la soddisfazione dei bisogni alimentari, con un peggioramento dei consumi procapite rispetto ai decenni precedenti
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